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27-29
giugno: Nel corso del
IV congresso dell'Unione scrittori a Praga alcuni artisti
criticano la politica interna ed estera del governo,
sottolineando soprattutto che "nel paese manca la
libertà di stampa". "Ritengo che nel nostro paese -
afferma lo scrittore Ludvik - sia morta la
persona, che non esista più. Ci unisce un unico vile
sentimento: il crollo della speranza".
, l'ideologo del
partito, chiede l'espulsione dall'Unione degli scrittori
Havel, Vaculik e Kohout. A. Kliment propone addirittura la
lettura dell'appello di Solzenicyn agli scrittori sovietici,
letto da P. Kohout. L'organo dell'Unione "Literarni noviny"
passa sotto il diretto controllo del ministero della
cultura.
30 giugno: Novotny si scaglia contro l'"eccessiva liberalizzazione". 30-31 ottobre: Al plenum del CC del PCCS si verifica una situazione di aperta conflittualità tra Dubcek e Novotny. Quest'ultimo accusa l'ala slovacca del partito di "rallentare lo sviluppo economico del paese", di non aver preso "le misure previste dal plenum di settembre" contro gli scrittori, e definisce Dubcek "nazionalista borghese". Dubcek replica dicendo che "l'atteggiamento di Novotny verso le riforme economiche varate all'inizio del '67 minaccia l'intera economia del paese". Il plenum termina senza risoluzioni. Si comincia a parlare della distinzione tra le funzioni di primo segretario di partito e di presidente della repubblica. 31 ottobre: Durante la notte scoppia il malcontento tra gli studenti del convitto universitario di Praga-Strahov a causa dell'interruzione della corrente. Alcune centinaia di studenti, con fiaccole e candele in mano, si dirigono verso il centro scandendo "Dateci la luce!". La polizia reagisce duramente perchè il corteo avrebbe "carattere politico". 8-10 dicembre: Nonostante la tensione politico-sociale, si svolge la visita di Breznev, primo segretario del CC del PCUS. Lo scarno comunicato ufficiale si limita alle solite frasi sulla cooperazione sovietico-cecoslovacca. Breznev dichiara che "non intende immischiarsi negli affari interni di un partito fratello". 11-13 dicembre: La riunione della presidenza del Comitato Centrale si svolge nel segno di un'aspra critica contro Novotny, soprattutto da parte di Kolder, Dubcek, Cernik, Hendrych e Dolansky. 19 dicembre: Durante il plenum del CC è sempre più evidente la spaccatura tra un'ala "liberale" che propone la candidatura di Dubcek a primo segretario, e un'ala di "conservatori". Viene creata una commissione incaricata di riorganizzare il partito e gli apparati dello stato. Novotny, visto che non è più in grado di gestire la situazione, cerca di mobilitare, invano, le forze di sicurezza. ![]() "Non c'è niente di cui parlare. C'è tutto sui giornali" (© Pernes). 1968: l'utopia del "socialismo dal volto umano" 5 gennaio: Alle 20 Radio Praga diffonde un comunicato del plenum del CC del Partito in cui si informa della sostituzione di Novotny con Dubcek alla funzione di premio segretario del CC: "Il compagno Novotny stesso ha chiesto di essere sollevato dalla carica di primo segretario del partito". Il CC decide inoltre di distinguere la funzione di presidente della repubblica da quella di primo segretario. 13-17 gennaio: In tutto il paese si moltiplicano comunicati di appoggio al "nuovo corso". Nel presidium del CC vengono eletti altri 4 nuovi membri: Josef Boruvka, Jan Piller, Emil Rigo e Josef Spacek; quest'ultimo durante un'intervista televisiva (17 gennaio) afferma: "Che il partito abbia il ruolo guida nella società non significa che debba cercare il monopolio nell'elaborare e nel prendere decisioni. Il compito del partito è quello di indicare gli scopi prefissati della costruzione del socialismo, e agevolare le misure per realizzarli. Per questo occorre dare spazio alle iniziative a tutti i livelli e concedere più indipendenza nel lavoro". Sui giornali cominciano ad apparire temi e avvenimenti che prima erano passati sotto silenzio (per es. l'alto numero di suicidi). 22-23 gennaio: Il plenum del CC del Partito comunista slovacco elegge primo segretario Vasil Bil'ak. Il 25 gennaio il neopresidente dell'Unione scrittori, Eduard Goldstuker rilascia un'intervista a Radio Praga, nella quale afferma: "Ritengo che ciò che è accaduto nelle ultime settimane nel nostro paese abbia un grande significato storico. Per la prima volta... possiamo costruire veramente un socialismo illuminato". 29
gennaio: Dubcek a
Mosca per due giorni. "In
questo periodo i rappresentanti più attivi
della destra presenti nel CC del Partito, O. Sik,
F. Kriegel, J. Spacek, V. Slavik, J. Smrkovsky, F.
Vodslon, V. Boruvka, V. Prchlik e altri, iniziarono
a presentarsi all'opinione pubblica con
dichiarazioni revisionistiche... che violavano i
principi del centralismo democratico e allo stesso
tempo davano l'impulso per scatenare una campagna
sui media". Conclusioni
tratte dallo sviluppo della crisi nel Partito e
nella società dopo il XIII congresso del
PCC, marzo 1971
15 febbraio: Riunione della Commissione ideologica del CC presieduta da Hendrych, che discute la linea culturale del partito alla luce delle decisioni del plenum di gennaio, concludendo che "è necessario superare i metodi finora usati da alcuni ambienti nei confronti della cultura e dell'intelligencija".
10 marzo: La delegazione alla conferenza di partito dell'Università di Praga condanna l'ingerenza delle organizzazioni di partito nella vita accademica. Le problematiche dell'educazione sono messe a tema dal ministero degli interni. Radio Praga, commentando la crescente polemica tra i fautori del "nuovo corso" e i compari di Novotny sottolinea il ruolo della stampa senza censura: "Le uniche file che si possono vedere oggi nel paese sono le code davanti alle edicole". 13 marzo: Radio Praga trasmette un'intervista a : "Questo è il tono nuovo di cui parla il compagno Dubcek e che oggi troviamo nella stampa e nella vita della società: il cittadino non è più una 'unità' che si può manipolare". 15 marzo: Il procuratore generale Jan Bartuska e il ministro degli interni Jozef Kudrna vengono dimessi (formalmente) dal presidente Novotny. Nel comunicato del presidium del CC continua il tono utopico: "...se i nostri avversari intendono scorgere in questa rinascita il segno che la Cecoslovacchia sta per uscire dalla via del socialismo, dobbiamo dimostrare che le loro speranze sono vane e che si tratta di una democratizzazione puramente socialista". 16 marzo: Toni utopici ripetuti da Dubcek via radio e in tv, da Brno: "Gli anticomunisti... possono ritenersi in ripresa, e molti di loro gioiscono della nostra autocritica, ma non saranno loro ad influire, direttamente o indirettamente, sul corso degli eventi. Al contrario, questo processo gli toglierà ancor più terreno sotto i piedi... Il rinnovamento della politica estera cecoslovacca è il rafforzamento dei legami con l'Unione Sovietica e dell'unione dei paesi socialisti". 21 marzo: La vendita di quotidiani è cresciuta da 118000 copie in gennaio a 557192 a marzo. 22 marzo: Nella dichiarazione del CC si legge che "il CC ha accettato la richiesta del compagno Novotny di lasciare la funzione di presidente della repubblica a causa di motivi di salute". Facente funzione sarà il governo, fino alla nuova elezione prevista per il 30 marzo (candidati: Svoboda e Smrkovsky). 23 marzo: Dubcek si reca agli incontri di Dresda (23-24 marzo) voluti da Germania Est e Polonia. Al termine, così relaziona all'agenzia CTK: "I nostri amici ci augurano il pieno successo nell'opera iniziata e ci assicurano il loro appoggio... Effettivamente però sono un po' preoccupati per il fatto che elementi antisocialisti possano servirsi del crescente processo di democratizzazione. Ma noi abbiamo fornito loro informazioni dettagliate per poter comprendere la politica del CC del PCCS". 26 marzo: Durante una trasmissione in inglese per l'Africa, Radio Praga annuncia la pubblicazione del "Dottor Zivago" di Pasternak e delle conversazioni dello scrittore Karel Capek con Masaryk. Vengono rese note le decisioni del presidium del CC, fra cui: si indicono le elezioni amministrative locali, si chiede al parlamento di elaborare un progetto di legge sulle riabilitazioni, si sottolinea il principio della piena libertà della creazione artistica, si consiglia la suddivisione amministrativa del paese su base federale. Da Berlino Est l'ideologo del partito Kurt Hager critica gli avvenimenti cecoslovacchi, sottolineando come la propaganda tedesco-occidentale "saluta con evidente simpatia le esternazioni delle autorità, come Smrkovsky ed altri, sul ruolo del partito e del suo apparato in Cecoslovacchia". 27 marzo: L'intervento di Hager a Berlino suscita indignazione e reazioni a catena in Cecoslovacchia: "Mlada Fronta" parla di incapacità dell'ideologo tedesco a capire gli avvenimenti del paese e ricorda come la stessa Cecoslovacchia si sia trovata in passato a criticare erroneamente "idee progressiste all'interno movimento comunista". L'Istituto di Marx-Leninismo definisce l'intervento "una grossolana ingerenza negli affari interni della Cecoslovacchia e nell'evoluzione di un partito fratello". Il ministro degli esteri David inoltra una protesta ufficiale all'ambasciatore della Germania Est. 28 marzo: Inizio dei lavori del plenum straordinario del CC. Dubcek propone la candidatura di Svoboda a presidente della repubblica. Jozef Smrkovsky viene eletto nel presidium del CC, mentre Cestmir Cisar nella segreteria del CC (al posto di Novotny). 29 marzo: Il premier ungherese Eno Fak in visita a Parigi si dice "completamente d'accordo con ciò che sta avvenendo in Cecoslovacchia". Il quotidiano slovacco "Smena" riporta un sondaggio secondo il quale il 75,5 % della popolazione slovacca approva l'ordinamento federale del paese. 30
marzo: Il parlamento
elegge il generale Ludvig Svoboda presidente della
repubblica con 282 voti su 289. Conclusioni
tratte dallo sviluppo della crisi nel Partito e
nella società dopo il XIII congresso del
PCC, marzo 1971
31 marzo: Tremila vittime delle repressioni degli anni Cinquanta si riuniscono a Praga e fondano il "", dal numero del famigerato articolo del Codice penale dell'epoca staliniana con cui veniva falciata qualsiasi premessa di libertà civile. Il teorico del Partito, , sul "Rudé Pravo" delinea le utopiche caratteristiche della nuova linea del partito: "Dovrà essere come una cornice generale, all'interno della quale le organizzazioni sociali e tutti i cittadini avranno il diritto non solo di sostenere le proprie esigenze ed esprimere il proprio pensiero, ma anche di prendere decisioni autonome e in piena responsabilità". |
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