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aprile: Riprende il
plenum del CC, con un intervento importante di Dubcek: "La
libertà di parola e di critica, la libertà di
stampa, oggi non sono più desideri ma realtà.
Occorre dunque varare leggi in grado di garantire che queste
libertà, così come la libertà di
riunione, diventino base della vita sociale del paese." Si
rinnova la lealtà al Patto di Varsavia e
all'URSS.
4 aprile: Il plenum elegge il nuovo governo (in carica ufficialmente: 8.4.-31.12.1968): Presidente Oldrich Cernik; vicepremier: Frantisek Hamouz, Peter Colotka, Gustav Husak, Lubomir Strougal, Ota Sik (fino al 3.9). Ministri:
Il CC chiede le dimissioni di Novotny e di altri 9 membri. Parlando al plenum, Mlynar afferma che concetti quali concorrenza, mercato, prezzi liberi, libera imprenditoria, ecc. sono riconosciuti da tutti, mentre solo alcuni anni prima sarebbero stati considerati la rovina del socialismo: "Abbiamo superato questi ostacoli grazie a una mentalità creata dalla pratica e dalla teoria basata sui fatti economici". ![]() Lo spione della StB scappa dal telefono (© Pernes). 5 aprile: Il plenum nomina una commissione incaricata di riabilitare le vittime dei processi politici degli anni '50. Dimissioni del governo Lenart. 7 aprile: Sulle colonne di "Lidova demokracie" la segretaria per gli affari religiosi Kadlecova comunica che l'ufficio da lei amministrato ha chiesto l'amnistia per tutti i sacerdoti che si trovano ancora in carcere per la fede. 9 aprile: Nuovo governo guidato da Cernik. Il presidente Svoboda nomina il nuovo procuratore generale, Milos Cerovsky. Viene tolta la censura preventiva negli organi di stampa. Viene garantita la libertà di movimento. Nell'ambito della cultura, la nuova linea di partito chiede che il lavoro scientifico e culturale sia autonomo e libero da direttive esterne. 13 aprile: Il quotidiano "Svobodne Slovo" pubblica un'intervista a Jozef Grosman, direttore del centro di cinematografia, che rivela come agli inizi degli anni '60 Novotny "aveva istituito presso il CC del partito una sezione composta da una settantina di persone con il compito di leggere e approvare tutti i libri pronti per essere pubblicati". 18 aprile: Il parlamento elegge Smrkovsky suo presidente con 188 voti a favore e 68 contro. 19 aprile: Il "Rude Pravo" pubblica l'articolo "La via propria al socialismo", in cui si sostiene che non v'è nulla di antimarxista nel desiderio di ogni paese di trovare una propria via al socialismo. Pur tenendo in considerazione l'esperienza sovietica, non vanno neppure dimenticati "gli errori commessi dallo stesso PCUS durante la costruzione del socialismo". 23 aprile: In visita a Praga, il premier bulgaro Zivkov afferma che gli avvenimenti cecoslovacchi sono un affare interno al paese. Il premier Cernik presenta al parlamento il nuovo programma del governo: amicizia con l'URSS, ulteriore democratizzazione della vita del paese, ripresa dell'attività del Fronte Nazionale. In tempi rapidi verranno presentati progetti di legge sul diritto alla libertà di riunione e di associazione, sulla libertà di stampa, sui passaporti, sui viaggi all'estero e l'emigrazione; il governo si dice deciso a garantire maggiormente i diritti umani e civili. 1
maggio: A Praga e
nelle altre città si celebra il giorno della
solidarietà internazionale dei lavoratori. Nella
capitale la gente scende spontaneamente in piazza e si
dirige verso la tribuna ufficiale; ai rappresentanti del
governo vengono offerti caffè e brioches da semplici
cittadine. Conclusioni
tratte dallo sviluppo della crisi nel Partito e
nella società dopo il XIII congresso del
PCC, marzo 1971 4-5 maggio: Dubcek, Cernik, Smrkovsky si recano a Mosca per colloqui con la nomenklatura sovietica. 7 maggio: In Polonia iniziano le manovre degli eserciti del Patto di Varsavia, comprese le truppe sovietiche di stanza sulla frontiera cecoslovacca. 8 maggio: Si recano a Mosca per colloqui i dirigenti della Germania Est (Ulbricht), di Polonia (Gomulka), di Bulgaria (Zivkov) e di Ungheria (Kadar). Il comunicato ufficiale parla di "valutazione dei problemi attuali della situazione internazionale e dello sviluppo del comunismo e del proletariato mondiali". 9-10 maggio: Il quotidiano praghese "Rude Pravo" smentisce la notizia rimbalzata in Occidente secondo la quale "la direzione dell'istruzione politica dell'Armata Rossa, gen. Episev, all'ultimo plenum ha parlato apertamente della possibilità di un intervento in Cecoslovacchia per la difesa del socialismo". In Polonia vengono chiuse tutte le strade interessate dalle manovre militari. Gomulka e Zivkov rientrano in patria. Il 10 rientra Kadar. Ulbricht resta in URSS "per riposarsi". 11 maggio: L'agenzia jugoslava Tanjug comunica che "l'incontro a Mosca è stato organizzato su richiesta di Ulbricht per valutare la situazione in Cecoslovacchia". Secondo l'agenzia, Kadar non era intenzionato a parteciparvi e vi è stato costretto sulla base del compromesso che avrebbe fatto la parte "dell'intermediatore e del conciliatore fra la dirigenza tedesco orientale e quella cecoslovacca". 17-18 maggio: Kosygin si reca in Cecoslovacchia "per un breve periodo di riposo e di cura e per scambiare opinioni con la dirigenza cecoslovacca relativamente a problemi di comune interesse", accompagnato dal maresciallo Grecko e dal generale Episev. Kosygin si incontra il 18 con il presidente Svoboda, con Dubcek, Smrkovsky e Cernik, dopodichè si ritira a Karlovy Vary. 22 maggio: Dubcek e Cernik si recano a Karlovy Vary per un nuovo incontro con Kosygin. In un'intervista televisiva, Kosygin afferma: "Considero i cechi e gli slovacchi nostri grandi amici, e questo è comprensibile in quanto abbiamo compiuto un lungo cammino, e i nostri partiti lottano su un unico fronte". 23 maggio: A Praga si svolge il primo incontro del club dei Senza Partito, che intende diventare "una forza politica indipendente di tipo nuovo, con una piattaforma socialdemocratica", ma riceve il biasimo del presidium del CC del partito comunista. 24 maggio: Kosygin a Praga ricevuto da Svoboda. Il ministero degli interni comunica che qualsiasi tentativo di creare una nuova forza politica sarà considerato illegale. Il quotidiano "Svobodne Slovo" rivela che durante gli ultimi 20 anni 136.300 persone hanno subito condanne ingiustificate. Il ministero della difesa rende noto che a giugno si svolgeranno manovre delle truppe del Patto di Varsavia in Cecoslovacchia e Polonia, agli ordini del generale Jakubovskij. 25 maggio: Kosygin rientra a Mosca con due giorni di anticipo. Il 1° giugno arrivano le truppe del Patto di Varsavia per le esercitazioni militari previste anche sul territorio cecoslovacco. Il 20 giugno, inizio delle esercitazioni "Sumava" al comando di Jakubovskij. 24-26 giugno: entrano in vigore tre leggi fondamentali: la legge costituzionale con cui il paese diventa "repubblica federativa"; la legge sulle riabilitazioni dei processi politici degli anni '50; l'emendamento di legge che abolisce definitivamente la censura. Il 27 giugno su vari organi di stampa esce l'appello dello scrittore Vaculik, "Manifesto delle duemila parole", a favore della linea del governo e contro l'ingerenza e le pressioni esterne.
Conclusioni
tratte dallo sviluppo della crisi nel Partito e
nella società dopo il XIII congresso del
PCC, marzo 1971 Il 1 luglio le manovre militari hanno ufficialmente termine, ma le truppe sovietiche stentano a lasciare la Cecoslovacchia a causa di "difficoltà di ordine tecnico". Il 18 luglio, al termine della Conferenza di Varsavia, di nuovo il blocco dei "Cinque" condanna la linea cecoslovacca. Il 28 luglio iniziano nella località slovacca di Cierna nad Tisou i colloqui tra la delegazione sovietica e quella cecoslovacca, che cade ingenuamente nel tranello diplomatico. Ufficialmente l'incontro è servito per la "ricerca delle vie per un ulteriore sviluppo e rafforzamento dei tradizionali rapporti di amicizia tra i nostri partiti e i nostri popoli, fondati sui princìpi del marxismo-leninismo e dell'internazionalismo proletario", in realtà si svolge in un'atmosfera di tensione. L'URSS chiede espressamente la revisione della linea politica cecoslovacca, le dimissioni di politici invisi a Mosca, il bando del rinnovato partito social-democratico e di ogni organizzazione di "opposizione" (come KAN e K231) e la ripresa del controllo sui mass media. Il 3 agosto si riaprono a Bratislava le discussioni (foto sotto) cui partecipano anche i rappresentanti degli altri paesi socialisti e sembra si possa giungere ad un compromesso. Il 10 agosto l'URSS diffonde un documento che condanna ogni deviazione dalla linea espressa dal partito comunista sovietico. ![]()
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