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"Dopo
il 21 agosto 1968 gli elementi controrivoluzionari
provocarono caos, disordini e tensione continua nel
paese. Contemporaneamente gli opportunisti di
destra avviarono una febbrile attività, per
impedire ad ogni costo la normalizzazione nel
Partito e nei rapporti verso i Partiti fratelli.
Persone come Silhan, Litera, Sabata, Lis, Hejzlar,
Pelikan, Rattinger, Vaculik, Machonin, Kaplan,
Hajek, Horak, Havlicek, Ruml e altri... aiutarono a
mantenere una situazione favorevole alla
controrivoluzione, disgregando il Partito, gli
organi statali e le organizzazioni sociali, e
tentando in ogni modo di mantenere alta la tensione
nel paese. La maggioranza di loro appartiene ai
principali organizzatori del congresso illegale di
Vysocany svoltosi il 22 agosto 1968".
"Il centro della destra di Vysocany fece opera di
disinformazione e ingannò i partiti
comunisti fratelli, specialmente in Occidente, nel
tentativo di ottenere l'appoggio per il proprio
corso revisionista e antisovietico anche
nell'ambito del movimento comunista
internazionale... O. Sik, che dal 21 agosto 1968
soggiornava con un gruppo di ministri - esponenti
della destra - a Belgrado, incaricò
illegalmente J. Hajek di recarsi all'ONU. Hajek
partecipò così al dibattito sulla
cosiddetta questione cecoslovacca al Consiglio di
sicurezza, che fu imposta all'ordine del giorno
dalle potenze occidentali. Hajek fece un intervento
antisovietico raffinato, nonostante gli fosse stato
trasmesso l'avvertimento categorico del presidente
della repubblica, del governo e del CC del Partito
di non andare a New York e di non intervenire al
Consiglio di sicurezza".
Conclusioni
tratte dallo sviluppo della crisi nel Partito e
nella società dopo il XIII congresso del
PCC, marzo 1971
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