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L'epilogo
Dopo
l'invasione di agosto, per qualche mese sopravvivono degli
spazi di semilibertà, anche nella vita culturale. Ma
dopo le ripetute manifestazioni, la disillusione subentrata
crea un terreno fertile per quello che ufficialmente viene
definito "consolidamento" della situazione.

La firma degli accordi politico-economici fra i
rappresentanti dei governi sovietico, con Kosygin (a destra
guardando la foto), e cecoslovacco, con Cernik. Mosca, 10
settembre 1968.
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LA
STORIA IDEOLOGIZZATA
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 "Ai
risultati positivi delle trattative moscovite
parteciparono da parte cecoslovacca i compagni
Svoboda, Husak e Bil'ak e altri compagni
interessati a prendere una chiara posizione
classista internazionalista".
"La ratifica del protocollo di Mosca fatta dal CC
del Partito durante la riunione del 31 agosto 1968,
ebbe un'importanza eccezionale. Il risultato
positivo del plenum di agosto fu i compagni Husak e
Svoboda furono accolti nel CC ed eletti alla
presidenza del CC del Partito. I loro interventi al
plenum, fedeli ai principi, favorirono in misura
determinante l'approvazione da parte del CC del
protocollo di Mosca e lo confermò quale
programma della normalizzazione della vita nel
paese".
"Gli elementi controrivoluzionari non ebbero modo
di gioire a lungo di alcuni successi riportati
subito dopo l'agosto 1968. I loro progetti furono
compromessi grazie all'approvazione del trattato
sulla temporanea permanenza delle truppe sovietiche
in Cecoslovacchia, promulgato dal parlamento il 18
ottobre 1968. L'approvazione di questo trattato fu
un fattore politico e psicologico importante, che
diede a tutti i comunisti veri e ai seguaci onesti
del socialismo la certezza e lo stimolo per il
progressivo consolidamento di tutti i valori
socialisti".
Conclusioni
tratte dallo sviluppo della crisi nel Partito e
nella società dopo il XIII congresso del
PCC, marzo 1971
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La stampa
normalizzata
Riassumiamo
qui la lunga scheda proposta da Vlcek
sulla censura nei mass media. Il 28 agosto 1968 il governo
nomina un commissario statale per normalizzare la
televisione (che, diretta da Jiri
, durante
l'invasione aveva difeso i riformatori) inviandovi Bohumil
Svec, della sezione ideologica del CC del Partito. Il 30
agosto il governo crea l'Ufficio per la stampa e
l'informazione (UTI), allo scopo di "coordinare i servizi
d'informazione e le redazioni di stampa, radio e televisione
cecoslovacche", nello spirito dei risultati degli accordi
sottoscritti a Mosca e "di seguire e monitorare l'azione dei
mass media interni e stranieri contro l'intervento della
propaganda ostile". Il 1 settembre le sedi televisive di
Ostrava e di Brno vengono chiuse. Il 12 settembre viene
creato il Consiglio governativo per la stampa e
l'informazione e il giorno dopo il parlamento approva la
legge
che prevede misure transitorie per il mantenimento
dell'ordine pubblico, e la legge
Su alcune misure transitorie nell'ambito della stampa e
degli altri mezzi di informazione che, abrogando
l'articolo sull'inamissibilità dell'intervento
statale contro la libertà di parola e di immagine,
reintroduceva di fatto la censura. Il 25 settembre Jiri
Pelikan viene dimesso.
L'angoscia degli
speaker della tv durante i giorni di agosto.
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LA
CENSURA
Se
nel 1947 uscivano 37 titoli fra riviste e giornali, nel 1953
in Cecoslovacchia ne rimanevano solo 11. Il Ministero
dell'informazione (e successivamente della cultura)
controllava tutti i media. Nel luglio 1952 in una seduta a
porte chiuse il CC del Partito dibattè nuove misure
"per rafforzare la protezione dei segreti di Stato".
Nell'aprile 1953 il governo Siroky istituiva la Direzione
generale per la sorveglianza sulla stampa (HSTD), sottoposta
al Ministero degli interni, con filiali in tutto il paese.
Dal 1955 l'HSTD era incaricata di impedire la pubblicazione
di dati e avvenimenti "che possono non essere nell'interesse
generale della loro divulgazione", compresi incidenti
stradali e altre catastrofi. Le autorità censuravano
anche le immagini dei castelli e delle fortezze antiche,
dove erano installati impianti militari. Alle spartachiadi
del 1955 la direzione cartografica centrale pubblicò
la cartina di Praga senza indicare nè le stazioni
nè i ponti ferroviari, allo scopo di disorientare
"gli agenti dell'imperialismo" camuffati da turisti. Fu
creata anche la Commissione centrale per l'epurazione presso
il Ministero dell'istruzione, che decideva se tenere o
scartare i libri di testo. Non mancavano i controlli sulla
posta proveniente dall'estero: durante il 1960 furono
controllati 1.537.188 plichi postali esteri, oltre a 59.983
libri richiesti dalle librerie per i loro lettori. Dopo
l'agosto '68 fu istituito l'Ufficio per la stampa e
l'informazione (UTI, "Utisk") e il primo impegno fu la
censura di qualsiasi critica verso l'URSS o gli Stati
fratelli. Nel 1980, con la legge 180/1980 venne istituito
l'Ufficio federale per la stampa e l'informazione (FUTI)
(con sede in ul. Benediktska, Stare Mesto).
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LA STORIA IDEOLOGIZZATA
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"Il
Partito comunista e lo stato socialista devono amministrare tutti
i media per imporre i propri scopi politici, classisti e ideali.
I mass media, la stampa, la radio, la tv, il cinema, sono un importante
strumento di potere e di educazione politica delle masse, che non
devono mai sottrarsi alla gestione e al controllo del Partito marxista-leninista
e dello stato socialista, pena la minaccia della causa del socialismo".
Conclusioni
tratte dallo sviluppo della crisi nel Partito e nella società
dopo il XIII congresso del PCC, marzo 1971
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La ferita resta aperta
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Moravia, 1990. "Compagni
sovietici, andatevene a casa!".
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