IL DISSENSO
Helsinki, 1 agosto 1975
A
Helsinki si svolge la Conferenza sulla sicurezza e la
collaborazione in Europa. Al termine dell'incontro la
delegazione cecoslovacca, guidata dal presidente Husak,
sottoscrive gli Accordi internazionali sui diritti civili e
politici e l'Accordo internazionale sui diritti economici,
sociali e culturali. Con la ratifica dei documenti da parte
del parlamento nel 1976, la rivendicazione di questi diritti
diventa parte dell'ordine legale cecoslovacco. Nel dicembre
del 1975 era stato assegnato il premio Nobel per la pace al
fisico e dissidente russo Andrej Sacharov.
|
|
V.
HAVEL: Così nascono i
"dissidenti"
"La definizione di 'dissidente' necessariamente
richiama l'idea che si tratta di una professione
speciale; quasi che, oltre ai vari modi più
normali di vivere, ce ne fosse uno speciale,
cioè il brontolare 'dissenziente' sulla
situazione; quasi che il 'dissidente' non fosse
semplicemente un fisico, un sociologo, un operaio o
un poeta che si comporta come sente che deve
comportarsi e che solamente dalla logica interna
del suo pensare, agire e lavorare (messa a
confronto con le occasionali circostanze esterne)
è stato portato - senza premeditazione o
compiacimento - a uno scontro aperto con il potere,
ma fosse invece uno che ha deciso di
intraprendere la carriera di scontento di
professione, come un altro decide che farà
il calzolaio o il fabbro. In realtà le cose
stanno diversamente: in genere l'uomo prende
coscienza di essere un dissidente quando lo
è già da un pezzo... E' una posizione
esistenziale che per di più non è
monopolio di coloro che... si fregiano del titolo
di 'dissidente'. Se da tutte le migliaia di
individui anonimi che tentano di vivere nella
verità... si scegliessero alcune decine di
persone e si formasse con queste una specie di
categoria sociale, un simile modo di
procedere delineerebbe un'immagine completamente
deformata della situazione generale, sia che faccia
trionfare l'idea che i 'dissidenti' siano una
specie di élite, un gruppo esclusivo di
'fauna protetta' a cui è permesso quello che
agli altri è vietato e che il governo alleva
forse come esempio vivente della propria larghezza
di vedute, sia che al contrario alimenti
l'illusione che se sono così pochi i
perennemente insoddisfatti e se non hanno neppure
molte speranze, allora vuol dire che tutti gli
altri sono soddisfatti... Ma non è tutto:
questa categorizzazione finisce anche per dare
involontariamente credito all'idea che per i
'dissidenti' si tratti soprattutto di un loro
interesse di gruppo... Questa immagine contrasta
profondamente con il significato reale della
posizione di 'dissidente', questa posizione si
riferisce all'interesse per l'altro, per
ciò che la società nel suo insieme
soffre, quindi per tutti gli 'altri' che non si
fanno sentire. Se i 'dissidenti' hanno un briciolo
di autorità e non sono già da un
pezzo stati schiacciati... non è certo
perchè il governo avesse in grande
considerazione questo gruppuscolo esclusivo e le
sue esclusive riflessioni, ma proprio perchè
avverte quel potenziale potere politico che
è la 'vita nella verità' radicata
nella 'sfera segreta', perchè avverte da che
mondo nasce ciò che questo gruppo fa e a che
mondo si rivolge: al mondo della
quotidianità umana...
Il primo dato certo quindi è che
l'aspirazione di partenza, quella più
importante, che stabilisce a priori la sfera dei
loro tentativi, è semplicemente quella di
realizzare e sostenere la 'vita indipendente
della società' come espressione
'articolata' della 'vita nella verità',
quindi l'aspirazione di servire alla
verità con coerenza e decisione...
"Un uomo non diventa dissidente perché un
bel giorno decide di intraprendere questa
stravagante carriera, ma perchè la
responsabilità interiore combinata con tutto
il complesso delle circostanze esterne finisce per
inchiodarlo a questa posizione: viene sbattuto
fuori dalle strutture esistenti e messo in
confronto con esse."
Vaclav
Havel, Il potere dei senza potere, CSEO
outprints, Bologna 1979.
|
|
Un esempio
chiaro
Ci avvaliamo ancora delle parole di
Havel:
"Quando
nel 1974 ero impiegato in un birrificio, il mio
capo era un certo S.: un intenditore, un uomo
che aveva un senso di orgoglio professionale e
teneva molto a che nella nostra fabbrica si
producesse della buona birra. Trascorreva quasi
tutto il suo tempo nel birrificio, pensava
continuamente a delle migliorie, ci tormentava
con il presupposto che tutti amassimo come lui
la fabbricazione della birra; è quasi
inimmaginabile che esista nell'incuria
socialista un lavoratore più costruttivo.
La direzione del birrificio, composta da
individui che certamente si intendevano meno del
loro mestiere e lo amavano di meno, ma che erano
politicamente più influenti, non solo
avevano fatto ridurre della metà la
produzione del birrificio, non solo non dava
alcun ascolto ai suggerimenti di S., ma anzi si
mostrava sempre più dura nei suoi
confronti e in tutti i modi ne vanificava il
lavoro. La situazione arrivò al punto che
a S. non restò altro che scrivere una
lunga lettera alla direzione generale in cui
tentò di elencare tutte le disfunzioni
del birrificio, e di spiegare perchè era
il peggiore della regione, indicando anche i
responsabili. La sua voce potè essere
ascoltata: il direttore politicamente influente,
ma ignorante di birra, intrigante e strafottente
verso gli operai, potè essere allontanato
e, grazie all'iniziativa di S., la situazione
del birrificio potè cambiare in meglio.
Ma purtroppo... il direttore del birrificio - in
quanto membro del comitato distrettuale del
partito - aveva le sue buone conoscenze in alto
e brigò perchè tutto andasse come
gli faceva comodo; l'analisi di S. fu definita
un 'libello diffamatorio', S. fu bollato come
criminale politico, fu espulso dalla nostra
birreria e sbattuto a fare un lavoro
dequalificato. Il 'lavoro minuto' aveva
raggiunto il mure: il sistema post-totalitario.
S. si era ribellato, non era stato alle regole
del gioco; 'aveva aperto' dicendo la
verità e finiva come 'subcittadino' con
il marchio del nemico, che ormai non può
più dire niente e non può - per
principio - essere ascoltato. Diventò il
'dissidente' dei birrifici della Boemia
orientale".
|
|