1956

Nei giorni 22-29 aprile si svolge a Praga il II Congresso degli scrittori, durante il quale alcune voci isolate osano chiedere maggiore libertà di espressione: si tratta degli interventi di J. Seifert e F. Hrubin: "Se tace qualcun altro la verità, può essere solo una manovra tattica, ma quando tace è uno scrittore, allora sta mentendo" (Seifert). La pietra è scagliata. Le prime onde disturbano la monolitica superficie della propaganda di regime, che si affretta ad infangare i "colpevoli" e a chiedere a tutti gli scrittori di prendere le distanze.
Esce la rivista praghese "Kveten", ospiterà interventi di giovani artisti spesso contro la retorica in letteratura; entrerà presto in conflitto con la politica culturale ufficiale e sarà costretta a chiudere nel 1959.
Il
1 ottobre la settimana lavorativa viene ridotta a 46 ore.
BUDAPEST 1956: LO SCEMPIO SUI MORTI CONTINUA

"A Budapest nel 1956 si era creata una situazione che richiedeva decisioni tragiche, rese necessarie dalla guerra fredda".

A. Cossutta, Corriere della Sera 22/4/2004

1957

Istituito il servizio TUZEX (15 luglio) per la vendita di oggetti in valuta pregiata.
Riforma delle pensioni (
1 ottobre): età pensionabile portata a 60 anni per gli uomini e 57 per le donne.
Il
10 agosto il Ministero dell'agricoltura rende noto che circa il 50% dei terreni sono ormai coltivati da aziende statali.
Il
13 novembre Zapotocky muore e il 19 Novotny assume anche la carica di presidente della repubblica.

1958-1959

Alla fine degli anni '50 il regime si va stabilizzando: il livello di vita esce dalla crisi postbellica, gli avversari politici sono stati eliminati o messi a tacere, e una nuova generazione si va adeguando ai ritmi del socialismo.
E' del
13 febbraio la direttiva segreta del Comitato centrale del Partito che prevede la valutazione secondo il concetto classista per l'ammissione alle scuole medie e superiori.
Il Comitato centrale del
2-3 aprile afferma di voler realizzare la costruzione del socialismo "in un'epoca storica breve", linea ripresa all'XI Congresso (18-21 giugno), dove con toni trionfalistici si esaltano gli scopi raggiunti. Riconfermato Novotny alla guida del Partito.
Secondo Piano quinquennale (
16 ottobre).
Il
30 novembre vengono introdotte le "brigate del lavoro socialista", sorta di stachanovisti.

Nel '58 viene fondato il teatro "Na Zabradli", a Praga, su iniziativa di I. Vyskocil e J. Suchy. Nell'ottobre 1959 Suchy e J. Slitry aprono un nuovo piccolo teatro di successo, "Semafor", poi subito chiuso per la morte di Slitry.

LA CHIESA negli anni '50-60

L'Ufficio statale per gli affari religiosi era riuscito a impostare tutta la struttura amministrativa della Chiesa su preti fidati, creando così nel corpo della Chiesa cattolica una sorta di "Chiesa di regime". I vescovi erano stati fermati o internati, i preti rimasti fedeli erano in gran parte in carcere, o privati dell'autorizzazione statale a svolgere l'attività pastorale. I laici cattolici nel complesso rimasero fedeli alla Chiesa, pagando spesso di persona. Nel 1956, dopo il XX congresso del partito, si accelera il processo di liquidazione degli ordini religiosi con la cessione di tutti i loro immobili allo Stato attraverso la fondazione che amministrava i beni ecclesiastici ma che era autorizzata solo a disporre del loro usufrutto, non della sostanza. La situazione che Novotny aveva cercato di salvaguardare comincia a sfaldarsi in seguito alle vicende internazionali e al Concilio vaticano II (1962-65).
Dopo la scomparsa di papa Pio XII, viene eletto Giovanni XXIII, che guiderà la Chiesa cattolica fino al giugno 1963. Il 28 giugno 1963 è eletto papa Paolo VI. In occasione dell'apertura della seconda sessione del Concilio, il 29 settembre '63, pronuncia le celebri parole: "Dobbiamo essere realisti e non nascondere le ferite aperte in questa assemblea universale. Possiamo essere ciechi e non vedere che in questa aula tutta una fila di posti è vuota? Dove sono i nostri fratelli dei paesi in cui la Chiesa patisce la persecuzione? La nostra angoscia cresce al pensiero di quello che sappiamo e di quello che non sappiamo della vita dei vescovi, dei religiosi, delle religiose e di tanti laici esposti alla paura, alle ingiustizie, alla miseria, perseguitati per la loro fedeltà a Cristo e alla Chiesa. Il nostro lamento vuole trasformarsi in un monito aperto a tutti i responsabili perché depongano la loro ingiustificata inimicizia nei confronti della Chiesa cattolica". Il Concilio Vaticano II introduce nella vita della Chiesa una serie di novità: la partecipazione dei laici, il diaconato, i consigli pastorali e parrocchiali. Le leggi cecoslovacche del 1949 non sono più in grado di affrontare la mutata situazione, ma i vertici del potere non recedono dalle loro posizioni.
Novotny decide solo nel 1963 di concedere la grazia anche ai vescovi internati: il 6 ottobre il "Rude Pravo" scrive: "Il presidente Novotny ha concesso la grazia ai vescovi cattolici J. Vojtassak, S. Zela e L. Hlada. Contemporaneamente sono stati rimessi in libertà il dr. Josef Beran ex arcivescovo di Praga, e il dr. Karel Sloupy, vescovo di Brno". Coloro che vengono liberati non possono però ritornare alle proprie sedi episcopali, ma sono confinati in campagna o sorvegliati. Josef Hlouch vescovo di Cs. Budejovice, è "liberato" nella primavera del 1963 e mandato "a curarsi" a Frantiskovy Lazne. Il vescovo di Litomerice, Trochta, viene amnistiato nel 1960 e lavora a Praga come manovale; dopo un infarto, riceve la pensione e finisce a Radvan, in un istituto della Caritas assieme a Beran e a Zela.
Frantisek Tomasek viene nominato amministratore apostolico di Praga e presta giuramento di fedeltà, in nome del modus vivendi, il 18 febbraio 1965.

IL MOVIMENTO PER LA PACE DEL CLERO CATTOLICO

Tutta la rete amministrativa della Chiesa era stata occupata a poco a poco dai preti per la pace o "preti patriottici", diventando così la cinghia di trasmissione dell'Ufficio statale per gli affari religiosi. Il Concilio vaticano II si occupa anche della situazione cecoslovacca. L'autocritica non rientrano però nelle attitudini dei preti patriottici: muovendo un rimprovero a Tomasek, sul Katolicke noviny del 28 novembre 1965 scrivono: "Ci addolora che non abbiano parlato quelli di noi che sono andati al Concilio e dovevano difendere i nostri sacerdoti". Al III congresso dei preti patriottici (novembre 1966) il presidente Plojhar ribadisce che le leggi ecclesiastiche del 1949 avevano permesso di risolvere la situazione della Chiesa in Cecoslovacchia; Plojhar consiglia al Vaticano di fare in modo che i preti per la pace diventino il partner anche nelle trattative: "Le nostre raccomandazioni sono prese sul serio dal governo e sarebbe bene che anche il Vaticano le considerasse in modo analogo". Il Comitato per la pace del clero cattolico, viene ribattezzato Movimento per la pace del clero cattolico della Cecoslovacchia: "Applicheremo le disposizioni del Concilio - afferma nel discorso introduttivo il vicepresidente Lukacevic - per la rigenerazione intellettuale del credente nel socialismo... Noi ci siamo già trasformati, ora occorre che anche i fedeli laici ci seguano".