TIMIDI SPIRAGLI "STRETTAMENTE SORVEGLIATI"
1960: nasce la CSSR

Il 9 aprile il parlamento approva la nuova organizzazione territoriale e la nuova legge elettorale.
Il
24 aprile, un paio di mesi prima delle elezioni per il rinnovo del parlamento (12 giugno, 99,76% di voti al Fronte nazionale), vi è una riduzione dei prezzi "prova del successo edificatore del nostro popolo".
9 maggio: grazie all'amnistia di Novotny tornano in libertà 5.601 condannati per motivi politici; restano in carcere 2.895 condannati per "attività antistatale".
Il
5 luglio il Partito detta le linee del terzo Piano quinquennale, e constata per la prima volta che "nel nostro paese il socialismo ha vinto".
11 luglio: nuovo governo e nuova Costituzione: "Noi, popolo lavoratore della Cecoslovacchia, proclamiamo solennemente che l'ordinamento sociale per il quale hanno lottato intere generazioni di lavoratori e che ha avuto come modello la vittoriosa rivoluzione d'ottobre, grazie alla guida del Partito comunista è diventato realtà anche nel nostro paese. Nella nostra patria il socialismo ha vinto". Il testo formalmente garantisce le libertà civili fondamentali, il paese è descritto come uno Stato unitario di due popoli, il ceco e lo slovacco, denominato Repubblica socialista cecoslovacca (CSSR). Le competenze degli organi nazionali slovacchi resteranno però lettera morta. Ribadito il ruolo-guida del partito unico: "La forza direttiva della società e dello Stato è l'avanguardia della classe operaia, il Partito comunista cecoslovacco, libera alleanza di lotta dei cittadini più attivi e politicamente maturi fra operai, contadini e intellettuali" (Par. 4, c. 1).
31 ottobre: iniziano i lavori per la costruzione della metro di Praga.
17 novembre: Legge sul nuovo emblema nazionale, in vigore fino al 1989.
Il
15 dicembre l'obbligo scolastico è prolungato per le inferiori a 9 e per le superiori a 12 anni.

1961

Al 1 marzo la CSSR conta 13.745.577 abitanti, di cui 9.571.531 in Boemia-Moravia, e 4.174.046 in Slovacchia.
Le celebrazioni del
12-13 maggio per il 40° anniversario di fondazione del Partito comunista vedono la presenza del compagno Breznev (applausi scroscianti).
A
giugno, dal 13 al 17 si svolge a Praga ("capitale degna di un paese socialista maturo") l'assemblea mondiale dei cristiani per la pace. Il 21 il Partito decreta la fine della collettivizzazione, e si spinge a prevedere che l'agricoltura raggiungerà il livello dell'industria entro la fine del 1970. Intanto a luglio si registra la carenza di carne. Nell'inverno 1961-62 mancano carbone ed elettricità. Nell'inverno 1962-63 si ripete la crisi energetica, che blocca il sistema ferroviario.
Il Comitato centrale del Partito riunito nei giorni
15-17 novembre si occupa (= si allinea alle posizioni) delle risoluzioni del XXII Congresso del PCUS (partito comunista dell'URSS). Critica al culto della personalità, specialmente nei riguardi di Stalin, e quindi di Gottwald, il tirannello locale. Abbattimento delle statue e rinomina di istituzioni e località che abbiano a che fare con i personaggi caduti in disgrazia. Ma la direzione politica avverte: non si usino questi provvedimenti per gettare discredito contro il Partito. E' la solita storia: il Partito è puro e non sbaglia, esistono solo deviazioni personali.
Il
9 dicembre vengono eletti 46.008 giudici popolari per i tribunali locali e aziendali, incaricati di valutare reati "antisociali" minori, la quotidiana amministrazione politica della giustizia.


Sopra: se ci sono le file non è perchè manca la merce, ma perchè "il servizio è lento" . A destra: "Anche se continuano a fare stupidate, la gente si sta abituando" (© Pernes).
1962

Il 7 febbraio il "Rude pravo" annuncia l'allontanamento di Rudolf dal Partito e il suo conseguente arresto per "attività antipartitica e illegale".
Nuova amnistia in occasione dell'anniversario della fine della seconda guerra mondiale (9 maggio); rilasciate 2520 persone.
A
luglio il Partito pubblica i "Risultati dell'ulteriore sviluppo", in cui però velatamente riconosce l'impossibilità di realizzare completamente il piano quinquennale 1961-65.
4-8 dicembre: si apre il XII Congresso del Partito. Fa ancora discutere la destalinizzazione e il culto della personalità. Si parla delle riabilitazioni di cittadini ingiustamente condannati per reati politici; viene creata a questo proposito la Commissione Kolder ma si occuperà solo delle riabilitazioni dei funzionari di partito. Riconfermato Novotny alla guida di tutto.
Nel
mondo della cultura, J. Grossman inizia a dirigere il teatro Na Zabradli (1962-68).

1963

Il 4 aprile il Comitato centrale si occupa delle riabilitazioni con la relazione "Sulle violazioni della legalità socialista nell'epoca del culto della personalità". Il 22 agosto viene pubblicato il rapporto sulla revisione dei processi illegali solo nei confronti dei membri di Partito; vengono menzionati anche Slansky "e compari", ma Novotny non permette che gli ex-funzionari tornino a ricoprire cariche in seno al Partito. Creazione di un'opposizione politica interna.

Il 20 settembre Novotny dimette lo staliniano Siroky da capo del governo e lo sostituisce con un altro slovacco, J. , che ha fama di essere più moderato ed è fautore di una "liberalizzazione economica controllata".


Il nuovo governo Lenart. Da destra: Novotny, Lenart, Chudik, Dvorak, Burian, Vlasak, Odvarka, Cisar, Vales (© Fortuna Print))

Nel mondo della cultura proseguono le spinte non conformiste, grazie anche all'allentamento nella censura da gennaio: il 15 febbraio al teatro Na Zabradli viene messa in scena "Festa in giardino" di V. Havel. A maggio a Liblice si tiene un convegno pubblico su F. Kafka, finora censurato.

V. Havel, "Festa in giardino" (1963)

Già da questo testo, nato durante l'evoluzione paternalistica del regime di Novotny, notiamo come uno dei temi fondamentali dell'opera di Havel sia la posizione dell'uomo dominato e alienato dal meccanismo sociale in cui vive. L'uomo vive un'esistenza miserabile in quanto aliena la sua umanità in qualcosa altro da sé. In Festa in giardino l'elemento che domina il personaggio è il meccanismo del linguaggio: "Non è l'uomo ad usare la frase, bensì la frase ad usare l'uomo. La frase è il vero protagonista dell'opera: crea e complica spontaneamente il conflitto, determina i comportamenti uomini, manovra la trama e si separa sempre più dalla realtà, producendone una nuova e propria" (J. Grossman). Havel fa una satira del frasario ufficiale del burocrate. In quest'opera sono presenti ripetizioni della fraseologia ufficiale che assumono una venatura spesso tragicomica e i loro portatori sono inseriti in un meccanismo già predisposto. Si vedano ad esempio i dialoghi a comando fra il Segretario e la Segretaria, incitati dal paternalista Plzak, o le sintesi dialettiche fra Hugo Pludek - l'eroe dell'opera - e il Direttore, fino allo sdoppiamento della personalità dello stesso Hugo di fronte ai propri genitori:
E quanto più impara questo meccanismo, tanto più sale di grado e scompare come coscienza di sé, tant'è che alla fine va a trovare se stesso, e non viene riconosciuto nemmeno dagli stessi genitori. Dominato dal principio della frase, lo impara e lo assimila. E' forse un anticipo di quel meccanismo dell'"autocinesi" di cui parlerà più dettagliatamente ne Il potere dei senza potere.

>>> Havel drammaturgo