MILOSLAV card. VLK
Miloslav Vlk è nato il 17 maggio 1932 a Lisnice,
nella parrocchia di Sepekov, in Boemia, "da una famiglia
povera, veramente povera. Ricordo - dichiara in
un'intervista - come durante la guerra i miei genitori
ripetevano: 'Vedi, tante cose non ce le possiamo permettere:
siamo poveri'. Questo mi si è impresso nella
memoria... Con questo non intendo dire di avere sofferto un
complesso di inferiorità: ricordo solo come i miei
genitori mi hanno educato alla modestia. Allora non capivo,
ma neppure mi pesava: per me era la realtà, e basta.
Ma il fatto che i miei genitori mi abbiano educato ad una
sincera modestia e ad una vera semplicità ha avuto su
di me un influsso molto positivo". Sei anni più tardi
la famiglia, composta dai genitori, Miloslav e dalle
sorelle, si trasferisce a Zaluzi presso Chysky, dove il
futuro arcivescovo frequenta la scuola elementare e le
scuole medie. "In quel periodo - racconta - davo una mano in
tutti i lavori agricoli possibili, segavo gli alberi,
tagliavo l'erba, raccoglievo il grano... Pascolavo le
mucche: era il mio pane quotidiano... La vocazione
sacerdotale, e questo forse è già un po'
più interessante, è sorta in me
originariamente nel 1942, quando avevo dieci anni. E'
successo così: nell'atrio della nostra chiesetta
c'era un manifesto con una grande illustrazione dove era
raffigurato Cristo in croce e sotto di lui un ragazzino che
lo stava a guardare. Più sotto, la scritta: "Non
vorresti diventare prete anche tu?". Questa frase mi
interrogò profondamente, la sentivo rivolta
personalmente a me. Quando vi passavo vicino non mi lasciava
in pace e cominciava a muovermi dentro. L'aver trovato sul
mio cammino questa immagine è stato per me un
concreto strumento che la grazia ha usato per la mia
vocazione. Così, per calmare la tensione che mi si
era accumulata dentro (restava un mio segreto), alla fine
dissi di sì... Successivamente mi era saltato in
testa di diventare aviatore. Le mie sorelline, quando
vedevano un aereo, gridavano: 'Aeroplano, aspetta, aspetta
il nostro Mila!'. E la maestra di scuola a cui avevo
confidato il mio sogno mi disse che prima di tutto avrei
dovuto studiare e solamente poi sarei diventato aviatore.
Diceva che prima era necessario studiare al ginnasio e,
successivamente, alla scuola piloti. Presi sul serio
l'opinione della maestra e feci di tutto per arrivare al
ginnasio. Da dove abitavamo, l'istituto più vicino si
trovava a Tabor, ossia a 25 km. Sarebbe stato impossibile
poterlo frequentare regolarmente".
Arriva così l'anno 1946. "Un giorno mio padre stava
pascolando le mucche al mio posto, e si incontrò con
un conoscente. Parlando del futuro dei figli, gli
confidò: 'Al nostro Mila piacerebbe fare il ginnasio,
ma non ce lo possiamo permettere'. E l'altro a lui: 'Sai,
mio nipote di Tejnice studia a Ceske Budejovice a spese
della Charitas'. E fu così che, in bicicletta, mi
recai a Ceske Budejovice per saperne di più, e per
iscrivermi al ginnasio... Il parroco intanto mi
perfezionò in latino. Furono proprio dei bei momenti:
ricordo che mentre io pascolavo le mucche lui veniva a
spiegarmi il latino... La scuola pagata dalla Charitas si
rivelò essere un seminario minore. C'era anche un
collegio gestito dai preti. Al momento dell'esame di
ammissione il direttore, signor Macha, mi sottopose un
foglietto dove si stabiliva che sarei potuto entrare in
collegio a condizione di accettare la via del sacerdozio:
c'era scritto proprio così, nero su bianco. Quel
foglio mi aveva scoraggiato, perchè sentivo di non
poter venire meno all'educazione all'onestà che mi
avevano trasmesso i genitori: io volevo essere aviatore,
mentre tutti gli altri sarebbero diventati preti, sarei
stato la pecora nera, e il mio cuore di ragazzo non lo
accettava. Alle prove di ammissione fui accompagnato dalla
zia, che per noi ragazzi era una seconda madre, una persona
di buon cuore. Quando giungemmo a Sepekov, presso Milevsko,
al luogo di pellegrinaggio dove ero stato battezzato,
entrammo in chiesa a pregare. Non so cosa dissi nella
preghiera, ma ricordo chiaramente che più avanti,
all'incrocio di fronte all'albergo, mi fermai ed esclamai:
'Zia, vorrei diventare sacerdote'. Così fu
deciso".
Dopo aver conseguito la maturità, nel 1952 Vlk non
può però intraprendere gli studi teologici:
sono gli anni delle repressioni dure da parte del governo
comunista. L'unico seminario aperto è gestito dal
governo, ma senza l'autorizzazione della Santa Sede. Non
essendo iscritto all'Unione della Gioventù
Socialista, Miloslav Vlk non può neppure iscriversi
ad altri corsi universitari, e deve cercarsi un'occupazione.
"Ho lavorato in fonderia come ausiliario, era un lavoro
molto duro: di mattina si fondeva e di pomeriggio si
rompevano gli stampi. Era un ambiente terribile: mi ha
rovinato lo stomaco, si beveva molta birra e regnava il
fetore dei vapori al silicio. Poi sono finito in fabbrica,
per un anno ho lavorato al tornio, senza aver fatto
l'apprendistato". Successivamente svolge due anni di
servizio militare, e lavora come istruttore alla scuola
sottufficiali. "Durante il servizio di leva, nella Pasqua
del 1955, mi imbattei in un amico, studente universitario,
che mi consigliò: 'Iscriviti anche tu
all'università, è l'unico spazio di
libertà che ancora resta nel nostro paese'". Vlk
riesce ad iscriversi alla facoltà di filosofia
dell'Università Carlo di Praga, indirizzo
archivistico. Laureatosi nel 1960 con il professor Fiala,
nei quattro anni successivi lavora in vari archivi, da
quello distrettuale di Trebon, a quello di Jindrichuv
Hradec, infine come direttore dell'archivio distrettuale e
cittadino di Ceske Budejovice. "Quando, nel 1963, chiesi di
entrare in seminario, i miei superiori accolsero questa
notizia con scalpore: il direttore del nostro archivio vuol
farsi prete! Ed era curioso notare come alcuni iniziarono a
guardarmi con affetto, mentre altri mi evitavano. Tuttavia
non ottenni il permesso, addirittura tentarono di
corrompermi". Dopo essersi consultato con il vescovo Josef
Hlouch, ancora in isolamento, nel 1964 Vlk entra nella
facoltà teologica Cirillometodiana di Litomerice,
dove l'atmosfera è tutt'altro che serena: il governo
penetra anche dentro le mura dell'accademia, instaurando un
clima di sospetto reciproco fra gli allievi.
Quattro anni dopo arriva la Primavera di Praga. Il 23 giugno
1968 Vlk riceve l'ordinazione sacerdotale dalle mani del
vescovo Hlouch, rientrato nella diocesi di Ceske Budejovice
dopo 18 anni di allontanamento forzato, il quale gli chiede
di restare in diocesi a fargli da segretario. "Già
durante i primi anni della 'normalizzazione' cominciai ad
essere inviso agli organi statali: mi accusavano di dare dei
cattivi consigli al vescovo. Hlouch era stato isolato per
molti anni dalla vita pubblica, mentre io ero sempre stato a
contatto con il mondo. Il vescovo aveva una magnifica anima
spirituale e angelica, mentre io andavo più con i
piedi per terra e spesso gli facevo notare gli inghippi in
cui sarebbe potuto cadere. Questo, alle autorità, non
andava a genio. Così dopo circa tre anni, nel 1971,
mi tolsero il permesso statale di officiare a Ceske
Budejovice e mi inviarono come pastore nelle piccole
parrocchie di Laziste e di Zablati, nella Selva Boema, dove
rimasi 16 mesi. Ero in grado di comprendere la gente del
luogo, perchè venivo anch'io dalla campagna.
Così, ad esempio, quando per la piazza del paese
passavano i ragazzi che trasportavano il letame, li
avvicinavo e chiedevo: 'E' il letame per le patate?'. In
questo modo una parola tirava l'altra, finchè le
autorità locali cominciarono a lamentarsi: 'Quando
diciamo qualcosa noi non si muove nessuno, quando parla il
parroco scattano subito tutti'. Questo fu, in breve, il
motivo per cui dovetti andarmene anche da lì". Vlk
viene trasferito a Rozmital pod Tremsin, e poi ad
amministrare le parrocchie di Bohutin e Drahenice, nella
Boemia centrale. "Restaurammo la chiesa di Stary Rozmital,
fu proprio una bella esperienza, vi prese parte moltissima
gente: persino lo stesso segretario locale fece un salto a
vedere. Ma dopo poco tempo iniziarono anche qui i primi
problemi: dissero che quando costruivano loro non si faceva
vedere nessuno, mentre 'dal prete ci vanno tutti'. (...)
Alla fine mi chiamarono alla sede della polizia: era il 21
agosto 1978. Mi accusarono di insegnare religione in chiesa.
Io vi tenevo regolarmente funzioni religiose per ragazzi,
secondo quanto prescritto dalle circolari. Ma per loro fu un
pretesto sufficiente per liquidarmi, dicevano che non potevo
farlo, io replicai che si trattava di questioni interne alla
Chiesa, e che gli organi statali non potevano interferire;
ma non vollero sentir ragione. Attesero fino alla prima
funzione di settembre. Non aspettarono neppure la fine della
settimana, e l'ultimo giorno del mese di settembre mi
tolsero il permesso". Si reca infine a Praga, alla ricerca
di un lavoro per sottrarsi ai controlli della polizia.
"Ho lavato vetri per sette anni, e non era una cosa
semplice: quando bisognava lavorare con 8 o 10 gradi sotto
zero, non si riusciva a pulire un bel niente". Intanto
celebra i sacramenti clandestinamente, in appartamenti di
amici. Nel 1986, per motivi di salute, deve licenziarsi, ma
grazie ad amici si impiega all'archivio della Banca di Stato
Cecoslovacca a Praga. Durante tutti questi anni di
permanenza nella capitale, Vlk opera attivamente all'interno
di gruppi clandestini di giovani credenti. Dal gennaio 1989
gli viene restituito il permesso statale ed è inviato
a svolgere la sua missione nella regione della Boemia
occidentale, prima come parroco per otto mesi a Zihobice e a
Bukovnik, e dal 1° settembre a Cachrov, Besinec,
Javorna, Zelezna Ruda e Strazov. Dopo la Rivoluzione di
velluto del novembre '89, il 14 febbraio 1990 il Papa lo
nomina vescovo, e il 31 marzo dello stesso anno viene
insediato nella diocesi di Ceske Budejovice. Il 27 marzo
1991 viene nominato arcivescovo di Praga e primate di
Cecoslovacchia (in seguito primate di Boemia). Creato
cardinale il 26 ottobre 1994.
- Bibliografia: in
italiano, segnaliamo il testo di A. Boudre, Miloslav
Vlk. A Praga un lavavetri diventa arcivescovo, con
presentazione di V. Havel, edito da Città Nuova
nel 1994; purtroppo chi ha tradotto evidentemente non si
è accorto che Praga non è un quartiere di
Parigi (la cattedrale di "san Guido" ???!!, il ponte
"Charles" con relativa università!!! per finire
con la "diavolessa Certovka"!!!)
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