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Le elezioni di
maggio Boemia-Moravia Slovacchia Candidati Fronte Nazionale: 87,12% 84,91% Bianche: 9,32% 13,98% Invalidate: 3,56% 1,11% |
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A sinistra, nella vignetta (© Pernes): il candidato unico è garanzia di pane, casa e lavoro, a confronto con la lista bianca. Qui sopra: Benes firma le dimissioni del governo a favore di Gottwald (a sin. nella foto) (©Fortuna Print) |
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Il
problema del rapporto stato-Chiesa rimaneva ancora sul
tavolo dei dirigenti comunisti. Gottwald ha le idee chiare:
Penso - dichiara il 9 giugno - che dovremmo fare in modo di
sganciare la Chiesa dal Vaticano. Bisognerà fare in
modo di staccarla dal Vaticano e farne una Chiesa
nazionale... E' necessario neutralizzare la Chiesa e
manipolarla affinchè serva al regime" (Archivio CC
PCCS, F02/1). Con Slansky e Cepicka progettano la
liquidazione della Chiesa in varie tappe: inizialmente si
sarebbe dovuto convincere i credenti dell'atteggiamento
favorevole del regime verso la religione, denunciare la
gerarchia cattolica come espressione di una potenza
straniera, il Vaticano, preparare leggi che garantissero il
controllo dello stato sulla Chiesa e perseguire penalmente
ogni tentativo di abuso della religione contro la politica
del governo. La seconda tappa avrebbe dovuto comprendere
l'isolamento della gerarchia e la creazione di un nuovo
portavoce del cattolicesimo ceco e slovacco: un'Unione dei
cattolici cechi e un'Unione dei cattolici slovacchi composta
da credenti e sacerdoti, che il governo avrebbe considerato
i rappresentanti ufficiali della Chiesa. Nella terza fase le
due Unioni avrebbero dichiarato l'indipendenza della Chiesa
cattolica nazionale da Roma, prendendo possesso delle
proprietà ecclesiastiche e provvedendo alla
consacrazione di propri vescovi. Queste indicazioni vengono
riportate da Slansky alle riunioni dei partiti comunisti
svoltesi nel giugno 1948 con la delegazione sovietica
composta da Zdanov, Malenkov e Suslov. "Si sono congratulati
con noi", dice Slansky.
L'11 giugno inizia una nuova tappa del rapporto Chiesa-stato. La Chiesa accetta un compromesso nell'ambito dell'istruzione scolastica: in cambio dell'autorizzazione alle iscrizioni nelle scuole religiose, la Chiesa offre la propria partecipazione all'elezione del nuovo presidente della repubblica: un solenne Te Deum nella cattedrale di San Vito a Praga il giorno dell'elezione e in tutte le chiese del paese la settimana successiva, e un'udienza del nuovo presidente ai vescovi. La Chiesa acconsente anche che i preti partecipino alle commissioni dei comitati d'azione regionali del Fronte Nazionale e permette ai fedeli di lavorare nelle brigate domenicali. Gottwald presidente, Zapotocky al governo. Le prime leggi antidemocratiche Il 14 giugno, una settimana dopo l'abdicazione del presidente Benes (2 giugno), viene eletto (unico candidato) presidente Klement Gottwald, il quale si reca nella cattedrale di San Vito a Praga per assistere alla recita del Te Deum celebrata dal primate Beran. La propaganda statale non perde l'occasione per sottolineare l'avvenimento. Il giorno successivo Beran gli ricorda in udienza le garanzie per il rispetto della libertà religiosa. Gottwald incarica Zapotocky di guidare il governo. Dal 19 giugno al 6 luglio si svolgono a Praga gli XI giochi ginnici studenteschi, durante i quali molti giovani si esprimono pubblicamente contro il governo; seguono arresti. La conferenza episcopale, riunita nei giorni 15 e 16 agosto a Nitra, in Slovacchia, diffonde due documenti: il Memorandum al governo e una Lettera pastorale. Nel primo si chiede allo stato di rispettare le libertà garantite dalla costituzione e si chiede di cessare la lotta antireligiosa ("Abbiamo dichiarato espressamente che nessuno di noi mancherà mai ai doveri verso lo stato e il suo governo, ma che tuttavia, secondo il comandamento di Cristo, noi non possiamo dare solo a Cesare quello che è di Cesare, ma dobbiamo soprattutto dare a Dio quello che è di Dio"); nel secondo i vescovi si appellano ai credenti perchè restino vicino ai loro pastori e siano vigili discepoli di Cristo. A settembre, dopo la morte di Benes (avvenuta il 3), cominciano a circolare le voci di un giro di vite contro i "nemici della democrazia popolare" e a favore dell'istituzione di campi di lavoro. Alla fine del mese, su richiesta di Gottwald e Slansky, giungono da Mosca i primi consiglieri-generali sovietici Morozov e Lichacev. Il 14 ottobre entra in vigore la legge sulla difesa della repubblica popolare democratica (L. 231/48), che segnera' l'epoca degli anni '50 (nel 1968, nei brevi mesi della Primavera, si costituira' il Klub 231, formato dagli ex detenuti condannati per questa legge). Epurazioni nell'esercito e nella polizia, processi a semplici cittadini che non rispettano la "norma" di produzione, ai contadini che si rifiutano di entrare nell'unica cooperativa agricola unitaria (JZD). Militarizzazione delle frontiere, appaiono le torrette di guardia e i campi minati lungo i confini. La propaganda cavalca l'idea del paradiso socialista assediato dall'Occidente. Il 25 ottobre viene emanata la Legge 247/48 sui Lavori forzati, con la quale vengono istituiti i campi di lavoro coatto (TNP: Tabory nucene praci). Il 27 ottobre viene approvato il primo Piano quinquennale: economia pianificata, statalizzazione delle industrie, sviluppo dell'industria pesante, industrializzazione della Slovacchia, collettivizzazione dell'agricoltura. Un altro sopruso del regime comunista è la cosidetta "azione B" (da "byty", ossia "abitazioni"): migliaia di famiglie da Praga, Bratislava, Brno e altri città sono obbligate a traslocare in campagna o sul confine e lasciare le loro abitazioni ai dirigenti di partito, ai membri della polizia, dell'esercito e ai funzionari statali. Nel frattempo viene attuata anche l'epurazione degli studenti "nemici di classe", "affinchè la maggioranza degli studenti delle scuole medie e superiori provenga da famiglie operaie" (R. Slansky). A Bratislava, in Slovacchia, il 24 novembre viene vietata l'attivita' dell'UKK, Agenzia centrale cattolica. La conferenza episcopale tenutasi a Praga il 14 dicembre decide di rivolgersi alle autorità comuniste per chiedere la ripresa delle trattative, interrotta il 18 luglio, e di incontrarsi con Gottwald per sottoporgli un memorandum sulle difficoltà della Chiesa cattolica nel paese. Durante l'incontro, svoltosi il 19 gennaio del 1949, Gottwald dice ai rappresentanti della Chiesa: "Ci stupisce che i vescovi puniscano i sacerdoti filostatali che lavorano attivamente per la costruzione dello stato e invece non dicano nulla quando altri preti svolgono intense attività antistatali." |
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