|
Si
approfitta anche della dipendenza economica della Chiesa
dallo stato, retaggio dell'epoca imperiale: dalla seconda
metà dell'Ottocento, quando i redditi delle loro
prebende non erano sufficienti, i religiosi venivano
stipendiati da fondi costituiti con le proprietà dei
conventi soppressi sotto Giuseppe II. Lo stato era
amministratore e usufruttuario di questo fondo e ne usava i
proventi per pagare i sacerdoti. Anche il nuovo stato
cecoslovacco dopo il 1918 si attenne a questo metodo, con un
miglioramento introdotto nel 1928.
Dal 3 al 6 luglio, presso i monumenti che ricordano avvenimenti cruciali della storia patria, si alternano delegati governativi con discorsi mirati contro la Chiesa cattolica. Il 15 luglio il Fronte Nazionale elabora la proposta di legge che prevede un'indennità da parte dello stato per i bisogni personali e materiali della Chiesa ma al tempo stesso, al par. 10, stabilisce che "ogni nomina di sacerdoti deve essere approvata dall'amministrazione statale". Sottolineando la garanzia del benessere materiale, da parte statale si vuole rendere docile il clero; i vescovi sono così obbligati a occuparsi di una questione che non rientrava nelle immediate preoccupazioni, e ribadiscono con fermezza che non intendono diventare una Chiesa di stato sottoposta all'arbitrio delle autorità civili. Elaborano un progetto di dichiarazione di protesta che i sacerdoti avrebbero inviato al Fronte Nazionale e al proprio ordinario. Al 21 settembre sono 1628 i sacerdoti che firmano la protesta (su 4541 al 1/1/1950). |
|||
|
|||
|
GALLERIA IMMAGINI: INTANTO SI RIEMPIONO LE CARCERI Nella
seconda metà del 1949 si susseguono numerosi arresti
fra i religiosi: i francescani V. Rechka (condannato a 2
anni di carcere per aver letto e commentato la lettera
pastorale proibita), A. Moc (7 anni per "tradimento" della
patria, reo di aver letto la lettera pastorale e il decreto
di scomunica vaticana), S. Kuncar, F. Jelsik, V.R. Hlavac
(tutti e tre a 2 anni per infrazione di alcune disposizioni
restrittive). A Brno muore durante l'interrogatorio J.
Koutny, docente di esegetica presso l'istituto teologico
locale. P. A. Fajstl viene condannato a 8 anni di carcere
duro, alla confisca dei beni e alla sospensione dei diritti
civili per 10 anni per avere indotto un'anziana comunista ad
uscire dal partito. Il 14 settembre viene arrestato p. A.
Culik e condannato a 10 anni di carcere per tradimento. Il
20 settembre viene condannato il segretario dell'arcivescovo
di Olomouc, p. T. Funk a 10 anni di carcere per aver diffuso
istruzioni sull'applicazione del decreto di scomunica
dell'Azione cattolica. Il 25 ottobre si svolge a Brno il
processo contro gli ex funzionari delle locali scuole
superiori e dell'Unione provinciale degli studenti
superiori, fra cui molti cattolici, tutti condannati
all'ergastolo.
Il 3 ottobre a Praga si svolge l'"Azione T-43" contro la "reazione", che serve a rastrellare persone da mandare nei campi di lavoro. Le direttive prevedono l'invio di circa 3000 persone al mese per un totale di 150.000 nel quinquennio 1949-1954. Per rendersi conto di come l'impostazione ideologica sia radicata, basta sentire le migliori dichiarazioni dei nostri paleocomunisti italiani, il loro livore e l'odio ad personam contro gli avversari politici. Dopodichè il passo verso la costruzione di campi di lavoro e ospedali psichiatrici è solo la diretta conseguenza.
![]() Il vicario capitolare di Spis, Andrej Scheffer, firma la promessa di fedeltà al governo, 1.11.1950 (foto TASR, in Pamat' naroda 1/2005) LE LEGGI IN MATERIA ECCLESIASTICA Il
14
ottobre 1949 vengono
approvate dal parlamento le nuove leggi in materia
ecclesiastica. "La legge sulla copertura economica delle
Chiese e delle comunità religiose da parte statale -
spiega il portavoce del parlamento - rigenera le Chiese e le
comunità religiose, liberandole da interessi e
influssi non cristiani e materiali, riparando torti secolari
perpetrati nei confronti del clero più povero di
tutte le Chiese... Per la prima volta dopo la vittoria della
democrazia popolare, abbiamo realizzato un'opera attesa da
intere generazioni del clero". Anche Cepicka si accoda al
coro trionfalistico, si scaglia contro Beran e i vescovi, e
aggiunge: "E' naturale che lo stato si riserva il diritto di
verificare le persone che vengono proposte alle funzioni
ecclesiastica dal punto di vista della fedeltà
popolare e statale. Chiaramente non si può tollerare
che alcuni posti nella Chiesa o nelle associazioni religiose
vengano usati per attività antistatali o
sovversive".
Le leggi approvate sono: La con la quale lo stato istituisce l'; la sulla copertura economica di Chiese e comunità religiose da parte statale; e le ordinanze: riguardante la copertura economica per la Chiesa cattolica, seguita da altre 4 ordinanze relative alla Chiesa hussita, ai protestanti, agli ortodossi e alle associazioni religiose. La legge 218/49 e l'ordinanza 219/1949, oltre a fissare la congrua, fanno in modo che l'ordinazione non dia più al sacerdote il diritto a ricevere l'autorizzazione statale senza cui non è possibile svolgere attività pastorale; l'autorizzazione è concessa quando lo stato si fida del nuovo sacerdote, ma non ci sono norme che stabiliscano "come" o "quando"; anche il ritiro dell'autorizzazione è a discrezione dell'amministrazione statale, e non esiste la possibilità di ricorso; l'attività del prete autorizzato è rigidamente circoscritta alla sua parrocchia. Inoltre, in base al PAR. 1 della 219/49 i sacerdoti continuano a dipendere dalla propria Chiesa ricevendo lo stipendio dallo stato senza essere impiegati statali, un provvedimento che procurerà non pochi problemi per la stessa procura generale durante la revisione del provvedimento al tempo della Primavera di Praga. La violazione di queste norme viene perseguita penalmente. Il Par. 178 del codice penale prescrive che chi, con l'intento di sottrarsi o di ostacolare l'esercizio del controllo statale sulla Chiesa, viola la legge n. 218/49, sarà punito con la privazione della libertà fino a due anni o con una sanzione pecuniaria. Nelle settimane successive alla promulgazione di queste leggi, Gottwald firma l'amnistia per 395 preti e laici precedentemente incarcerati. Il 21 ottobre i vescovi esprimono la loro costernazione per "leggi che sono in contrasto con la Costituzione e contro la libertà della Chiesa. Senza interpellare la Chiesa è stato alterato e sopraffatto l'attuale ordine ecclesiastico legale e organizzativo". I vescovi esortano i sacerdoti a rispettare prima di tutto la legge divina e a non sottostare alle imposizioni statali che vanno contro le libertà fondamentali. |
|||
|
|
|||