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Il
primo
gennaio 1950 entrano
in vigore nuove disposizioni in materia di famiglia, secondo
le quali l'unico matrimonio legalmente riconosciuto è
quello civile, celebrato davanti alle autorità
statali. Si dissuadono i promessi sposi dal partecipare a
qualsiasi cerimonia in chiesa, ritenuta "la benedizione
clericale al matrimonio civile"; il sacerdote, rivolgendosi
ai due promessi, è tenuto ad esprimersi parlando "al
signor e alla signora X ". In segno di protesta i sacerdoti
pronunceranno solo il nome di battesimo, e molte coppie si
recheranno all'ufficio statale con i testimoni ma senza
abiti da cerimonia né fiori.
Dal primo gennaio 1950
la legge 268/49 stabilisce che tutti i registri
parrocchiali, tenuti dalla Chiesa cattolica dal XVI secolo,
diventano di proprietà dello Stato.
Il 16 marzo la Cecoslovacchia espelle il rappresentante vaticano Ottavio de Liva perché "la gerarchia ecclesiastica utilizza la Chiesa romano-cattolica cecoslovacca e le sue chiese per attività antistatale sovversiva". Il 20 maggio viene creato il Ministero della sicurezza nazionale, con a capo Ladislav .
Il 31 maggio 1950 si apre il processo contro un gruppo di social-nazionali, popolari e socialdemocratici, fra cui Milada . Nonostante lo scalpore suscitato a livello internazionale per la pesantezza delle condanne (interviene anche Albert Einstein a chiedere la grazia per la Horakova), le 4 esecuzioni capitali fissate sono eseguite.
Il processo alla Horakova (© www.totalita.cz)
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I PROCESSI-FARSA AI RELIGIOSI
Il
26 febbraio Gottwald annuncia la decisione di liquidare gli
ordini maschili, e il giorno successivo l'Ufficio per gli
affari religiosi e la polizia approvano un piano per
concentrare i religiosi e trasferirli in varie
località e prigioni. Viene deciso anche di inscenare
processi contro i rappresentanti degli ordini religiosi per
cercare di comprometterli e facilitare l'azione contro i
conventi. Il 15 marzo vengono arrestati i rappresentanti
degli ordini religioni in Boemia e Moravia con contemporanea
perquisizione dei loro conventi. Di fronte al tribunale di
Praga, presieduto dal giudice Jaroslav Novak, compaiono:
Augustin Machalka, (n. 1906), abate premonstratese di Nove
Risi; Vit Tajovsky (n. 1912), abate premonstratese di Zeliv;
Frantisek Silhan (n. 1905), provinciale dei gesuiti boemi e
docente a Benesov; Adolf Kajpr (n. 1902), gesuita, direttore
del "Katolik", già nei lager nazisti per 4 anni;
Frantisek Mikulasek (n. 1913), gesuita, direttore del
mensile "Dorost", direttore spirituale di associazioni
giovanili; J. Evangelista Urban (n. 1901), francescano,
professore e membro di spicco dell'intelligencija cattolica;
J. Silvestr Braito (n. 1898), domenicano, direttore della
rivista "Na hlubinu", professore; J. Ivan Mastiliak (n.
1911), redentorista, greco-cattolico; J. Blesik (n. 1909),
redentorista; Stanislav Bartak (n. 1915), sacerdote. Durante
il dibattito, si accusa il Vaticano di svolgere la propria
politica "attraverso la gerarchia, i conventi e gli ordini
religiosi. Gli ordini e i conventi rappresentano l'esercito
servile del Vaticano". I 10, tranne Bartak e Mikulasek, sono
accusati di alto tradimento e spionaggio (Sopra:
"Il
tradimento del Vaticano e dei
vescovi",
libretto che riporta gli interventi della riunione di
luglio. ); non esistono registrazioni magnetiche o
stenografiche dei dibattimenti, i protocolli vengono redatti
dal presidente "a memoria", tramite interpretazione e
lettura "politica" delle dichiarazioni dell'imputato.
Così, se l'imputato conferma di aver inviato una
lettera ai propri superiori in Vaticano, nel verbale si
legge una risposta del tipo: "Riconosco di aver inviato
notizie di contenuto spionistico ad una potenza
straniera".
Ad avere la peggio saranno i gesuiti: "Fra gli accusati in questo processo - si legge in un resoconto ufficiale - c'erano ovviamente anche i gesuiti che già da diversi secoli (il riferimento ci pare si riferisca alla ricattolicizzazione asburgica - ndr) lottano contro il nostro popolo, e anche oggi rappresentano il nemico peggiore, il nemico della Cecoslovacchia democratica popolare". Il 4 aprile 1950 viene letta la sentenza, specchio fedele della giustizia comunista: "Tranne nel caso di Bartak, tutti gli accusati, dal 1944 al momento dell'arresto, fra di loro o assieme ad altri hanno tentato di sovvertire l'ordine democratico popolare. Tutti gli imputati erano collegati e agivano assieme a forze nemiche...A tutti i condannati vengono tolti i diritti civili per un periodo di anni 10. L'arredo ecclesiastico e gli altri paramenti degli ordini, sequestrati agli imputati durante le perquisizioni domiciliari, saranno devoluti a scopi religiosi". Ah, la giustizia comunista! Togliamo ai preti ricchi i paramenti liturgici per darli ai preti poveri, ai preti per il socialismo. L'unica affermazione ineccepibile è quella finale: "Le armi (!!) sequestrate ricadono in proprietà allo Stato", ossia alla polizia politica che ce le aveva messe. Giusto. Le condanne: Mastiliak all'ergastolo. Machalka e Silhan a 25 anni di carcere duro, Tajovsky a 20 anni, Braito a 15, J.E. Urban a 14 anni, A. Kajpr a 12, Blesik a 10, Mikulasek a 9 e Bartak a 2 anni. Quindici giorni dopo il verdetto i religiosi, detenuti nel carcere di Praga-Pankrac vengono trasferiti prima a Mirov, in Moravia, e successivamente nel famigerato carcere a regime duro di Valdice, ironia della sorte un ex-convento cistercense. Machalka, Tajovsky, Braito e Urban usciranno con l'amnistia del 1960, Silhan e Mastiliak con l'amnistia del 1965. Kajpr morirà nel carcere di Leopoldov nel 1959. Preoccupati per le garanzie di libertà che vengono meno giorno dopo giorno, i vescovi decidono di creare una struttura ecclesiastica di supporto, composta anche da vescovi consacrati in clandestinità. Il 17 settembre 1949 il vescovo ausiliare di Praga Eltschkner consacra il parroco Kajetan Matousek vescovo ausiliare della capitale. Il 14 ottobre l'arcivescovo di Olomouc Matocha consacra Frantisek Tomasek, professore di pedagogia e catechesi alla facoltà teologica locale, a vescovo ausiliare di Olomouc. Il 5 novembre il vescovo di Spis, Vojtassak, consacra segretamente nella cappella episcopale il professor Stefan Barnas a vescovo ausiliare di Spis. Il 26 marzo 1950 il parroco Ladislav Hlad viene consacrato clandestinamente vescovo ausiliare di Praga dal vescovo di Litomerice, Trochta. Infine il 30 aprile 1950 viene consacrato clandestinamente vescovo anche il trentenne sacerdote Karel Otcenasek per la diocesi di Hradec Kralove. |
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