CHE COSA ABBIAMO RISCHIATO IN ITALIA
I nostri compagni al soldo di Mosca

Cit. da: G. Donno, La Gladio rossa del PCI (1945-1967), Rubbettino 2001
Un bel libro di lettura per tutte le scuole, altro che Il treno del sole...

"Il ruolo dell'apparato militare del PCI è di piena integrazione all'azione propriamente politica. Non vi è una sostanziale differenza fra azione legale ed illegale nella visione politica del partito. Si tratta di valutare quale delle due sia opportuna al momento giusto, per raggiungere l'obiettivo prefissato". (p. 133)

"…la strategia che il PCI avrebbe adottata proprio a partire dal 1960: la diffusione - operata naturalmente con tutti i mezzi della propaganda, di cui il PCI dispone: giornali, pubblicistica, intellettuali, denuncia dalla tribuna parlamentare - della falsa immagine, del falso scenario politico, che vedrebbe circoli di destra e reazionari in allerta per impedire lo sviluppo elettorale e politico del Partito comunista, intenti a tramare soluzioni di forza per la situazione italiana". (135)

"Antimperialismo ed antifascismo (militante) diventeranno, a partire dagli anni Cinquanta, gli slogan e le parole d'ordine permanenti della cultura comunista". (251)

"Risulta indistinguibile nella pedagogia comunista la dimensione 'democratica' da quella eversiva. L'una e l'altra sono considerate complementari ed obbediscono ad un unico fine: l'abbattimento dello Stato borghese e la costruzione del socialismo, forma estrema e 'vera' di democrazia. Le Scuole di cultura comunista in Italia e nei paesi dell'Est sono state la fucina di almeno tre generazioni di giovani… Da esse uscirono giovani educati a ritenere la società circostante certamente fondata sulla disuguaglianza e sullo sfruttamento, ai quali una schiera eletta di militanti avrebbe dovuto porre rimedio, con l'azione legale non disgiunta da quella illegale e armata". (p. 254-55)

"La tradizione dei campi internazionali di addestramento militare e alla guerriglia per militanti di tutti i paesi del mondo, nasce in Cecoslovacchia sin dalla fine degli anni Quaranta". (257)

"L'individuazione degli avversari politici, definiti sempre 'nemici di classe', al fine della loro eliminazione è un motivo portante della cultura e della pratica del comunismo sovietico, da qui trasmessosi a tutto il movimento comunista internazionale… Altro strumento illegale che il PCI adotta, in modo complementare all'azione legalitaria, sono le Liste di proscrizione… Questa pratica rispondeva a precise direttive della Direzione centrale, che ripetutamente emergono dalle segnalazioni, e non era dovuta soltanto ad iniziative di singoli, animati da odi personali". (260-261)

"L'adesione dell'Italia alla Nato rappresentava una minaccia ulteriore, estremamente grave per il mantenimento di queste posizioni, data la sinergia nuova che si sarebbe stabilita nell'epurazione delle infiltrazioni comuniste negli apparati dello Stato, a cui il governo aveva preso a dedicarsi con estrema decisione… Le manifestazioni anti-Nato organizzate dal PCI non furono quindi solo pacifiche dimostrazioni di massa, per la pace e contro il militarismo". (458-461).


I CORSI DI SABOTAGGIO IN VIA NOVOVYSOCANSKA 599, 3° piano -->>

19 maggio 1952
Ministero degli Affari Esteri

Scuola di sabotaggio in Cecoslovacchia

È stato riferito che a Praga - Novovysocanska 599, piano 3° - presso la scuola apprendista dell'industria pesante cecoslovacca (CZTS), verrebbero tenuti corsi di sabotaggio e di attivismo politico, ai quali parteciperebbero, in atto, tra gli altri, sessanta italiani.

(Documento 96, p. 360)

Ministero degli Affari Esteri, 16 luglio 1952

Comunisti italiani a Praga: scuola di sabotaggio.

"...in questa via abitano alcuni italiani che lavorano nel quartiere ove vi sono installati grandi complessi meccanici e officine che forniscono trasformatori ad alta tensione,... In questi opifici lavora un numero imprecisato di italiani... Presso ogni fabbrica si tengono frequenti riunioni, come è costume in questi paesi... Si sa che questi (della scuola) locali sono controllatissimi da parte della guardia del corpo. Gli stessi italiani che la frequentano sono muniti di un tesserino di riconoscimento... Uno dei frequentatori del predetto centro sarebbe tale B*** P*** che si trova qui da circa 5 anni ed abita in via Novovysocanska 517 (1). Egli è sprovvisto di passaporto e si crede che il suo sia un(o) pseudonimo".

(p. 363)

(1.) Nel caos dei numeri civici, che dall'800 passano improvvisamente al 300 e si sparpagliano per tutta la collinetta, ci siamo dimenticati di cercarla. Fa niente, al prossimo giro troveremo e fotograferemo anche il n. 517, e magari troveremo anche il nome del misterioso sig. B.P. sulla porta della casetta, a gloria imperitura del sol dell'avvenire, che speriamo tramonti una volta per tutte.