|
www.charta77.org
/ ARTICOLI |
|
|---|---|
|
L'articolo
Analisi di un transfuga dello spionaggio cecoslovacco
sull'attività dei servizi dei Paesi satelliti
(Analyza ceskoslovenskeho defektora o cinnosti satelitnich
sluzeb) in "Pamät
naroda", nr.
2/2005, a cura di P. Zacek e P. Kosicky, prende in esame la
testimonianza di Josef Frolik (1), ex-agente dello
spionaggio cecoslovacco, sulla completa sudditanza dei
servizi dei Paesi satelliti nei confronti del KGB sovietico;
dall'esperienza personale trae alcune conclusioni
interessanti sulla vicenda dell'attentato a Giovanni Paolo
II. Nella sua analisi dei possibili collegamenti dei servizi
comunisti con l'attentato al papa (2), traccia un panorama
del sistema di sudditanza dei servizi spionistici del blocco
orientale direttamente dal KGB. Tracciando la storia dei
rapporti fra i servizi sovietico e cecoslovaccco, Frolik
ricorda come nel periodo successivo al colpo di stato del
1948 i consiglieri sovietici presenti in Cecoslovacchia non
si fidassero nemmeno delle alte cariche dello stato. Negli
anni '50 ai residenti dello spionaggio cecoslovacco si
consigliava di consultarsi "volontariamente" con i residenti
del KGB, mentre dopo il 1960 queste consultazioni divennero
obbligatorie. Dal settembre 1968 qualunque informativa
decifrata dai servizi cecoslovacchi veniva consegnata in
prima copia al consigliere capo del KGB e solo poi al
direttore dei servizi cecoslovacchi. Frolik esclude a priori
che tutti i servizi dei Paesi satelliti potessero
organizzare qualsiasi azione all'estero senza il benestare
del KGB.
"Alla domanda se i servizi sovietici sapessero dell'operazione contro il papa, sulla base delle mie esperienze devo dire: assolutamente sì. Alla domanda se l'azione contro il papa sia stata approvata dal KGB e probabilmente da esso direttamente seguita, sulla base dei dati di fatto devo rispondere: assolutamente sì. Alla domanda se dell'azione sapeva e avesse dato il suo assenso il segretario generale del Comitato centrale sovietico Jurij Andrpov, sulla base delle esperienze del passato dovrei rispondere: assolutamente sì. Alla domanda se il KGB abbia ordinato ai servizi bulgari di uccidere il papa, sulla base delle esperienze del passato dovrei rispondere: assolutamente sì Sulla base della mia esperienza ritengo che dell'operazione contro Giovanni Paolo II sapessero, da parte bulgara, queste persone: - Teodor Zivkov(3) - il ministro degli interni - il comandante dello spionaggio -il comandante della Direzione controspionaggio estero -il comandante del Reparto operazioni speciali -il competente organo direttivo del Reparto operazioni speciali -le rispettive segretarie -i cifratori - la direzione della Sezione difesa e sicurezza presso il Comitato Centrale del Partito comunista bulgaro - il funzionario dirigente del Partito presso la centrale dello spionaggio - il residente dello spionaggio a Roma - il vice residente dello spionaggio per il controsipionaggio estero a Roma - il o i funzionari direttamente coinvolti con lo svolgimento dell'operazione a Roma(4). Sulla base dell'esperienza
ritengo che da parte sovietica ne fossero a conoscenza:
NOTE 1. J. Frolik (1928-1989)
nel 1947 entrò nel Partico comunista cecoslovacco,
dal 1949 lavorò nell'amministrazione del quotidiano
"Rude pravo", dopo il servizio militare entrò nella
ragioneria del Ministero degli interni. Nel marzo 1955 era
un referente della StB per il controspionaggio economico,
incarico che mantenne fino all'ottobre 1960, quando con il
nome in codice "Florian" divenne funzionario della direzione
I dello spionaggio presso il Ministero dell'interno. Nel
1968 dirigeva le residenture di Beirut e Kabul, e dopo la
Primavera di Praga, schieratosi dalla parte dei
"riformisti", si recò in Bulgaria per una vacanza e
da lì emigrò negli USA, dove collaborò
attivamente con i servizi americani. Morì in Florida
sotto nome di copertura.
|