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Il
testo di Milan Barta "Cenzura ceskoslovenskeho filmu a
televize v letech 1953-1968" (Securitas Imperii n. 10, pp.
5-57), UDV, Praha 2003), da cui abbiamo tratto questi brani,
è perlomeno interessante, una volta spurgato dalla
breve introduzione che scade in luoghi comuni gratuiti
contro la Chiesa (realtà che non c'entra nulla con
l'argomento dello studio), e che si pone sullo stesso
livello ideologico delle frasi di Lenin e Stalin citate.
All'indomani della presa
del potere da parte del Partito comunista (1948), gli organi
di stampa delle forze politiche d'opposizione vengono
banditi: "Diminuì il numero dei quotidiani: si
passò da 37 che erano nel 1947 a 11 nel 1953". Nel
1949 una parte dei libri confiscati dai castelli e dalla
biblioteche dei conventi era stata accatastata al
Klementinum. Furono conservati solo esemplari stampati prima
del 1800 e copie della Bibbia non in gotico. I mass media
furono posti dapprima sotto il controllo del Ministero
dell'informazione, e dal 1° gennaio 1953 passarono al
Ministero della cultura, guidato da Vaclav Kopecky. "Lo
stato, e quindi il Partito comunista, ebbe presto il
monopolio di tutti i mezzi della cultura e
dell'informazione, e tuttavia era preoccupato per la
diffusione di informazioni 'inopportune'. Fu di questo che,
per evitare di macchiare 'il luminoso futuro della
società socialista', si dovette occupare la censura".
Il Comitato centrale (CC) del PC spinse perché si
prendessero alcune decisioni per il controllo delle
informazioni. Così ad esempio, alla seduta del
governo del 15 luglio 1952 fu emanata la delibera "sulle
misure per accrescere la difesa dei segreti di stato", e il
4 marzo 1953 fu la volta della delibera "sulle situazioni
che determinano il segreto di stato".
La Divisione centrale
di sorveglianza sulla stampa (HSTD)
Il 22 aprile 1953 la presidenza del governo istituiva la
Divisione centrale di sorveglianza sulla stampa (HSTD),
"organo non pubblico" sottoposto direttamente al governo.
Frantisek Kohout ne fu nominato direttore, primo vice Eduard
Kovarik. L'assistenza politica era garantita dal segretario
del CC del Partito, Frantisek Necasek, mentre il vicepremier
general Bacilek doveva garantire che l'HSTD svolgesse il
compito di sorvegliare la stampa quotidiana e i giornali
locali, i cinegiornali, la radio e l'agenzia stampa statale,
dal 1 luglio alla fine del 1953. L'HSTD aveva a disposizione
270 addetti, e poteva contare su una somma stanziata dalle
riserve segrete pari a 18.872.000 corone. Dal 1°
gennaio 1954 iniziarono a funzionare anche le filiali a
livello provinciale. Secondo lo statuto, l'HSTD doveva
accertare "dati e fatti contenenti segreti di stato,
economici e di servizio
o fatti che non devono essere
resi pubblici nell'interesse generale"; suo compito era
inoltre quello di "accrescere la difesa del segreto di
stato
in modo da cooperare alla sicurezza della
repubblica e della sua costruzione socialista". Sin
dall'inizio si ebbero problemi con l'espressione "interesse
generale". Come si legge nell'informativa per l'ufficio
politico del CC del Partito del 15 ottobre 1956, "con
l'espressione interesse generale sin dall'inizio si è
inteso impedire la diffusione di fatti, dati e notizie ed
eventualmente reati nascosti che danneggino il nostro stato
e il nostro paese
Il concetto di interesse generale
è dipeso soprattutto dalla maturità politica,
dalle conoscenze generali e dalle capacità dei
singoli funzionari, il che ha provocato diversi episodi
negativi". In sostanza l'interesse generale aveva permesso
ai censori di espungere senza motivi reali tutto ciò
che non era di loro gradimento o che non erano in grado di
capire. Il direttore dell'ufficio censorio rispondeva
dell'adempimento dei propri compiti alla presidenza del
governo e alla segreteria del CC del Partito
(successivamente al vice ministro degli interni) e informava
della sua attività almeno una volta al mese. L'11
settembre 1953 l'HSTD passò di competenza al
ministero degli interni. La censura dava lavoro a quel tempo
a 137 funzionari. Nel gennaio 1955 vi lavoravano anche ex
impiegati, operai, artisti, insegnanti, militari. Anche a
livello locale le filiali cercavano di fare del loro meglio,
come nel caso della filiale di Hradec Kralove durante la
"verifica" delle biblioteche: dal 1° gennaio 1954 al 31
dicembre 1955, dalle 231 biblioteche pubbliche furono
eliminati 5.173 libri "scorretti" (si trattava soprattutto
di letteratura trockista, antisovietica, libri su Masaryk e
Benes). In totale, dei 710.236 volumi sottoposti a
"verifica" (la quarta), in quell'anno ne furono tolti dalla
circolazione 34.597. Dagli scaffali sparirono anche
l'Enciclopedia Britannica e gli almanacchi dell'ONU con i
nomi dei Premi Nobel. Con furore paranoico si allontanava
tutto ciò che poteva ricordare un passato che non
fosse "comunista".
Dal 1955 l'HSTD
iniziò a controllare anche informazioni di carattere
militare.
Fra i suoi compiti vi era anche il controllo degli invii
postali provenienti dai paesi capitalisti. Su delibera del
ministero degli interni, dal 1 gennaio 1958 l'HSTD doveva
censurare anche "la stampa periodica e occasionale, i film,
i dischi, le incisioni su nastro e qualsiasi altro materiale
di stampa" proveniente dai paesi capitalisti a destinatari
cecoslovacchi. Così nel gennaio 1959 furono
controllati 110.250 materiali dall'estero, di cui 10.186
(9,24%) non raggiunsero il destinatario. Nel luglio 1960 i
destinatari dovettero rassegnarsi a perdere 12.305 plichi
(11,6%) su 106.099 inviati loro. Durante il 1964 in
Cecoslovacchia entrarono in totale 2.250.603 invii, di cui
141.118 (6,8%) furono censurati per "contenuto inopportuno".
Il 9 giugno 1955 l'HSTD ebbe un nuovo statuto. I compiti
fondamentali non cambiavano, la censura doveva come prima
"garantire che non vengano pubblicati e diffusi in qualunque
modo dati e fatti contenenti segreti di stato, economici e
di servizio, e dati e fatti falsi che possano danneggiare la
repubblica democratica popolare e il suo governo, e che
quindi non devono essere pubblicati né diffusi
nell'interesse generale". Se il censore rilevava un errore,
era tenuto ad avvertire immediatamente il redattore
responsabile o il responsabile del relativo settore e con
lui effettuare la correzione. Tutti i funzionari erano
tenuti, entro le 10 del mattino, a stilare il rapporto sugli
interventi effettuati, e i loro superiori entro le 11
dovevano inviare l'elenco di questi rapporti alla cosiddetta
divisione interna dell'HSTD, la quale a sua volta entro le
16 preparava la nota quotidiana per gli organi direttivi del
Partito e del governo. Queste note pian piano crebbero a tal
punto che dal dicembre 1957 fu necessario suddividerle in
due parti: la parte A sulla stampa interna, la parte B
relativa alla stampa estera (compresi i materiali
dell'emigrazione ceca).
Il Buon soldato
Svejk
Da una nota del maggio 1956 della direzione dell'HSTD su
dati e fatti segretati emerge la difficoltà a
stabilire criteri chiari: come guida, vi si legge, doveva
servire lo schedario dei fatti segretati, che tuttavia
"conteneva una serie di dati che si dimostravano non
corretti e privi di senso". Così ad es. il ministero
della metallurgia chiese di mantenere il segreto sul numero
dei giacimenti di materie prime, "anche se nel passato
questi dati erano già stati pubblicati". Inoltre
"alcune parti degli elenchi governativi sono
contraddittori
Nell'elenco del ministero della
sanità, per es., non è segretato il numero del
personale secondo sesso ed età, mentre nell'elenco
dell'Ufficio statistico statale gli stessi dati sono
soggetti a segreto". L'HSTD alla fine iniziò a
elaborare propri elenchi inviati alla Terza sezione del CC
del Partito per l'approvazione ("letteratura politica non
corretta", "letteratura per bambini non politicamente
corretta, ecc.). Il 14 aprile 1959 l'ufficio politico
giungeva alla conclusione che "si può avere un danno
non solo da ciò che si scrive, ma anche da ciò
che non si scrive (soprattutto sull'URSS)"; era importante
stabilire non solo se e come il materiale poteva arrecare
danni, ma anche "in che cosa aiuta a costruire il socialismo
e a compiere la rivoluzione culturale". Vi furono casi che
sfuggirono agli zelanti censori, come all'inizio del 1960
quando non furono in grado di pronunciarsi sul Buon soldato
Svejk di J. Rada e si limitarono ad inoltrarlo alla
segreteria del vicepremier Kopecky. Nonostante fosse un
periodo in cui i mass media cercavano di esprimersi con
maggiore libertà, gli inizi degli anni '60
costituirono il culmine della censura. Nel periodo 1960-64
vi furono 14.296 interventi per la difesa dei segreti di
stato. Nel luglio 1965 l'HSTD consigliava di utilizzare
alcune notizie della stampa straniera, soprattutto dagli
ambiti dell'emigrazione, da cui emergevano dati poco
confortanti sulla situazione dei fuoriusciti
(difficoltà a trovare casa e lavoro,
ecc.).
Dall'HSTD alla
Direzione centrale per le pubblicazioni
Il 25 ottobre 1966 fu emanata però la legge
"sulla stampa periodica e sugli altri mass media". Al par.
16 c. 3 si dice che "la responsabilità per la tutela
della società e dei cittadini contro l'abuso di
libertà di espressione, parola e stampa ricade
sull'editore, sul capo redattore e sull'autore". Al par. 18
c. 1 si aggiunge che "alla tutela degli interessi della
società socialista coopera la Direzione centrale per
le pubblicazioni (UPS)", alle dipendenze del ministero degli
interni, secondo uno statuto pubblicato dal governo: dopo 14
anni la censura veniva ufficialmente legalizzata. L'UPS
iniziò a funzionare dal 1 gennaio 1967, e
sostituì l'attività dell'HSTD. L'UPS
controllava informazioni che "possono danneggiare gli
interessi dell'intera società
, o che siano in
contrasto con altri interessi della società", in
conflitto con la legge e "la linea politica e ideologica
dello stato". Ma solo con gli avvenimenti del 1968 si ebbe
la definitiva soppressione della censura. Già il
programma d'azione del Partito, in aprile, aveva stabilito
che "la creazione artistica non deve essere sottoposta a
censura
È necessario cessare di porre
restrizioni al concetto di funzione sociale e umana della
cultura e dell'arte, è necessario smettere di
sopravvalutare i suoi compiti ideologici e politici e di
sottovalutarne i compiti fondamentali, culturali ed estetici
in genere". Il 26 giugno il governo emanava la legge 84/1968
che modificava la 81/1966. Al par. 17 si legge: "La censura
è inammissibile. Per censura si intende qualsiasi
intervento degli organi statali contro la libertà di
parola e di immagine e la sua relativa diffusione tramite
mass media". Al par. 18 il capo redattore diventa
responsabile per il controllo di fatti secretati. Il governo
pubblicava un elenco di "dati che costituiscono il concetto
di segreto di stato". Dopo l'invasione di agosto, il
parlamento emanava la legge 127/1968 "su alcune disposizioni
transitorie nell'ambito della stampa e degli altri mass
media", che entrava in vigore dal 26 settembre 1968. Sulla
base di questa legge venivano creati due istituzioni
indipendenti per il controllo sui media: l'Ufficio per la
stampa e l'informazione, e l'Ufficio slovacco per la stampa
e l'informazione, con il compito di "coordinare
singolarmente e controllare l'attività della stampa
periodica e degli altri mass media". Allo stesso tempo
veniva abrogato il par. 17 della 84/1968
sull'inammissibilità della censura.
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