V. Havel
Dal discorso di commiato rivolto ai cittadini - 2 febbraio 2003

Cari concittadini... Cari concittadini, il cambiamento radicale della situazione del nostro paese mi ha condotto dalla fine del 1989 fin qui, al Castello di Praga. E' accaduto tutto così all'improvviso che non ho nemmeno avuto il tempo di riflettere adeguatamente se sono stato all'altezza del mio compito. Allora ero sinceramente convinto che l'avrei assunto solo per alcuni mesi, fino alle prime elezioni libere. Ecco, tutto è andato diversamente: tranne la breve parentesi durante la seconda metà del '92, sono qui già da tredici anni. Durante questo periodo ho potuto vedere e ho vissuto direttamente molti cambiamenti epocali, sia da noi che in tutta Europa e nel mondo intero. Lo ritengo un grande dono del destino per il quale non cesserò mai di essere grato. E facile distruggere tutto il delicato meccanismo delle istituzioni civili e dei rapporti insorti nel giro di diversi decenni, statalizzare ogni ambito e amministrare la vita di tutto il paese con un unico centro politico. Ma dover risistemare tutto, dopo decenni passati fuori dalla storia, è enormemente impegnativo e a lunga scadenza. E' come se doveste restaurare dei mobili antichi: occorre molto più tempo che a sfasciarli del tutto.
... Oggi vorrei ringraziare di cuore tutti voi che in un modo o nell'altro mi avete dato fiducia, simpatia o appoggio. Senza il vostro affetto non sarei potuto resistere nella mia funzione nemmeno per un minuto... Alle volte forse ho commesso degli errori. Ma vorrei assicurarvi di una cosa: ho cercato sempre di seguire l'imperativo di quell'istanza su cui ho posto il mio giuramento: quello della mia scienza e coscienza.
A tutti coloro che in qualche modo ho deluso, che non hanno approvato le mie azioni o per i quali sono stato solo un avversario, porgo le mie scuse sincere, e sono sicuro che mi perdoneranno...
Cari concittadini, quando il 17 luglio 1992 lasciai la funzione di presidente cecoslovacco, ringraziai fra gli altri anche mia moglie Olga per essermi stata sempre vicino. Olga è morta, io mi sono risposato e la mia seconda moglie Dagmar ha dovuto assumersi un compito in condizioni molto sfavorevoli. Per questo oggi vorrei ringraziare anche lei per la pazienza, la solidarietà e per aver accolto creativamente il suo compito.
Cari amici, mi congedo da voi come presidente, ma resto con voi come concittadino! !

(Nostra traduzione - Fonte: Presidenza Rep. ceca)