|
Cari
concittadini... Cari concittadini, il cambiamento radicale
della situazione del nostro paese mi ha condotto dalla fine
del 1989 fin qui, al Castello di Praga. E' accaduto tutto
così all'improvviso che non ho nemmeno avuto il tempo
di riflettere adeguatamente se sono stato all'altezza del
mio compito. Allora ero sinceramente convinto che l'avrei
assunto solo per alcuni mesi, fino alle prime elezioni
libere. Ecco, tutto è andato diversamente: tranne la
breve parentesi durante la seconda metà del '92, sono
qui già da tredici anni. Durante questo periodo ho
potuto vedere e ho vissuto direttamente molti cambiamenti
epocali, sia da noi che in tutta Europa e nel mondo intero.
Lo ritengo un grande dono del destino per il quale non
cesserò mai di essere grato. E facile distruggere
tutto il delicato meccanismo delle istituzioni civili e dei
rapporti insorti nel giro di diversi decenni, statalizzare
ogni ambito e amministrare la vita di tutto il paese con un
unico centro politico. Ma dover risistemare tutto, dopo
decenni passati fuori dalla storia, è enormemente
impegnativo e a lunga scadenza. E' come se doveste
restaurare dei mobili antichi: occorre molto più
tempo che a sfasciarli del tutto.
... Oggi vorrei ringraziare di cuore tutti voi che in un
modo o nell'altro mi avete dato fiducia, simpatia o
appoggio. Senza il vostro affetto non sarei potuto resistere
nella mia funzione nemmeno per un minuto... Alle volte forse
ho commesso degli errori. Ma vorrei assicurarvi di una cosa:
ho cercato sempre di seguire l'imperativo di quell'istanza
su cui ho posto il mio giuramento: quello della mia scienza
e coscienza.
A tutti coloro che in qualche modo ho deluso, che non hanno
approvato le mie azioni o per i quali sono stato solo un
avversario, porgo le mie scuse sincere, e sono sicuro che mi
perdoneranno...
Cari concittadini, quando il 17 luglio 1992 lasciai la
funzione di presidente cecoslovacco, ringraziai fra gli
altri anche mia moglie Olga per essermi stata sempre vicino.
Olga è morta, io mi sono risposato e la mia seconda
moglie Dagmar ha dovuto assumersi un compito in condizioni
molto sfavorevoli. Per questo oggi vorrei ringraziare anche
lei per la pazienza, la solidarietà e per aver
accolto creativamente il suo compito.
Cari amici, mi congedo da voi come presidente, ma resto con
voi come concittadino! !
(Nostra
traduzione - Fonte: Presidenza
Rep. ceca)
|