V. Havel
Dal discorso di capodanno - gennaio 2003

Cari concittadini... sarà opportuno ricordare oggi nuovamente quello che di buono è avvenuto nei dieci anni dalla nascita della Repubblica ceca. Tanto più che molti ancora non se ne sono resi conto. Prima di tutto: il mondo non ci vede più come un frammento di uno stato smembrato di cui è piuttosto difficile percepire l'esistenza o il significato. Al contrario: oggi siamo una democrazia europea affidabile e rispettata, visitata dai politici, dagli imprenditori, dagli artisti e dai turisti stranieri, membro di molte importanti organizzazioni internazionali, e che si distingue per una salda stabilità interna e per il potenziale creativo dei suoi cittadini. Siamo inoltre uno stato con un alto livello di sicurezza, come forse mai è accaduto in tutta la lunga storia della nazione ceca. Parlo della nostra adesione alla NATO. Il nostro esercito, soprattutto grazie alle sue missioni all'estero e all'abilità di alcune sue unità, gode di un'ottima fama tra gli Alleati. Ci siamo abituati alla riconquistata libertà e la sfruttiamo al meglio, consolidiamo l'ordine politico democratico e sviluppiamo la nostra giovane economia di mercato. Con successi ora maggiori ora minori, cerchiamo di fronteggiare tutti i fattori negativi che si trascina la nostra trasformazione, dal crimine organizzato, dalla corruzione o da fenomeni di intolleranza verso altre etnie, fino alla grande criminalità finanziaria, fenomeno legato alle tentazioni che hanno accompagnato la privatizzazione.
Ma la cosa più importante è che crescono nuove generazioni, generazioni di persone che hanno conseguito la ragione già nella libertà e non sono perciò deformate dalla vita nel comunismo, persone per le quali le nuove condizioni sono ormai naturali. Sarebbe proprio bello se il loro ingresso nei vari ambiti della vita pubblica portasse ad occuparci del passato ancora più obiettivamente, più a fondo, senza preconcetti: senza un'aperta riflessione sul passato infatti non potremo essere buoni verso noi stessi; e che portasse a sbarazzarci ancor più obiettivamente delle molte funeste eredità che il regime passato ha lasciato nei nostri animi.
...Non sono sicuro se la Repubblica ceca abbia una propria idealità che la possa definire. Sono tuttavia certo che molti grandi uomini e donne della nostra storia hanno formulato in vario modo un complesso di saggi principi sulla convivenza, a cui è bene ritornare sempre, che bisogna ricordare, sviluppare, diffondere o proiettare nella propria vita e nel proprio lavoro. A questi principi appartiene la responsabilità non solo per se e verso se stessi, ma anche per i propri concittadini e verso di loro, non solo per la propria comunità o per il proprio stato e verso di esso, ma anche per la più ampia comunità umana e verso queste società. La questione ceca è una questione umana, diceva Masaryk. Penso che non sia necessario parlare sempre di nazione o di interessi nazionali, quanto piuttosto occuparci del nostro prossimo, sia esso il vicino di casa o qualcuno che abita in uno sperduto angolo di mondo. Sì, se solo ci comporteremo bene reciprocamente, verso il paese che abitiamo e verso gli altri popoli, e se sapremo riflettere con imparzialità sulla storia umana, sul destino dell'umanità e sul suo compito nel mondo, saremo anche più utili ai nostri interessi nazionali. E dunque che l'umiltà, l'interesse verso l'altro, la responsabilità umana, il senso della giustizia e la solidarietà siano ciò che potremmo chiamare l'idea dello stato ceco!
...Il nostro parlamento presto eleggerà un nuovo presidente della repubblica... Ma l'elezione di un rappresentate dello stato, quantunque oggi sia molto importante, non è la cosa più importante che abbiamo di fronte. Senza l'appoggio dei cittadini anche il presidente migliore non la spunta. Con queste parole concludevo, tredici anni fa, il mio primo discorso di inizio anno e oggi, mentre vi parlo per l'ultima volta a capodanno, non mi resta che ripeterlo.
Rispettabili concittadini, cari amici, che questa terra resti sempre la nostra dimora, bella e decorosa, di cui potremo ancora andar fieri!
Auguri di ogni bene a tutti voi nel 2003 e in tutta la vostra vita futura!

(Nostra traduzione - Fonte: Presidenza Rep. ceca)