:: Jaruzelski: "Non riusciremmo a sbrigarcela da soli"

Il numero di dicembre del Bollettino dell'Istituto polacco per la Memoria nazionale ospita un articolo di Antoni Dudek che presenta passi dal diario di lavoro del generale Anoskin, aiutante di campo di V. Kulikov (1921) comandante in capo delle forze del Patto di Varsavia negli anni 1977-1989. Dagli appunti emergerebbe che Jaruzelski decise di rivolgersi a Mosca non per salvare la Polonia dall'intervento sovietico, ma per chiedere l'aiuto militare in caso di fallimento dello stato d'assedio.
Il diario era già venuto alla ribalta nel '97 in Polonia, in occasione di un convegno internazionale dedicato all'introduzione dello stato d'assedio. All'epoca Kulikov si presentò con il quadernetto dicendo che conteneva la prova che Jaruzelski aveva chiesto all'URSS l'aiuto militare del Patto di Varsavia in caso di fallimento dello stato d'assedio. Jaruzelski smentì allora e continua a smentire.
Il diario è la conferma delle informazioni consegnate quattro anni prima da B. El'cin in visita a Varsavia, quando passò dei documenti d'archivio del 1980-81, fra i quali il protocollo del politburo del 10.12.1981 che parlava dell'"operazione X", ossia il problema polacco. L'allora capo del KGB, Andropov, disse che si trattava di una decisione da lasciare "ai compagni polacchi: come decidono, così sarà... Non abbiamo l'intenzione di mandare le truppe in Polonia".
Gli appunti sono stati utilizzati recentemente dal regista Dariusz Jablonski nella preparazione del suo documentario "Giochi di guerra".

Presentiamo alcuni brani dagli appunti del gen. Viktor Anoskin presi durante il colloquio di V. Kulikov con W. Jaruzelski nella notte tra l'8 e il 9.12.1981, dalle 1.07 alle 2.35 (ora di Mosca).
Neretti redazionali.

Jaruzelski giudica la situazione nel paese "oltremodo difficile" e "preoccupante". Lamenta l'assenza sul campo di Kiszczak, malato, che era propenso all'introduzione dello stato d'assedio. Riporta i dati di un sondaggio secondo il quale "se a settembre dell'81 il governo aveva il 30% dell'appoggio della popolazione e Soidarnosc il 70, ora il governo ha il 53% e Solidarnosc il 47. Il piatto della bilancia sta volgendosi a nostro vantaggio". Jaruzelski assicura inoltre che il Partito è stato attivato in preparazione dell'intervento militare. "Successivamente abbiamo proposto la creazione di un Fronte di intesa nazionale", che avrebbe coinvolto anche Solidarnosc, ma poi tutto naufragò dopo l'incontro del 4 novembre 1981 con Walesa e il primate Glemp, perchè il Partito avrebbe avuto la maggioranza.
L'"avversario" scrive Anoskin riportando le parole di Jaruzelski, "teme di perdere ed è passato al contrattacco. Ha cercato di screditare le organizzazioni di partito nelle grandi fabbriche" e questo influisce anche sui membri del Partito: "Il Partito è molto debole, 600-700mila membri fanno ormai parte di Solidarnosc, si sta corrompendo, anche questo è comprensibile: una crisi dopo l'altra... La dirigenza si permette frodi. Di fronte alla popolazione ha poca autorità".
I rapporti con Soidarnosc vengono descritti come "negativi": "abbiamo agito con il sindacato con mezzi politici, ma abbiamo esaurito le nostre possibilità, e ora è necessaria la forza". Il generale intende tenere allertati i soldati, e gli organi di sicurezza. "La cosa più importante è non tradire le nostre intenzioni. Cerchiamo di non coinvolgere personale civile... il problema più importante è l'arresto di 6.000 avversari. Non riusciremo certamente a prenderli tutti. Inizieranno a nascondersi nelle fabbriche. Temo questo. Perchè fare un colpo a vuoto è peggio che mancare il colpo, ci danneggerebbe pesantemente. Se decidiamo questo passo, dobbiamo agire nella notte tra il venerdì e il sabato (11-12 dicembre) o tra il sabato e la domenica (12-13 dicembre). Seguirebbe il mio intervento alla radio e in tv... Per noi è particolarmente importante tenere la radio e la televisione. Nei pressi di Varsavia abbiamo 5 compagnie pronte a difenderle. Solidarnosc potrebbe danneggiarle".
Jaruzelski prosegue descrivendo le azioni previste per rinforzare la difesa dei negozi alimentari, dei depositi di carburante, degli oggetti sensibili. "Gli operai nelle fabbriche potrebbero scioperare, li comanda Solidarnosc, il Partito nelle fabbriche non sarebbe in grado di agire. Tuttavia gli scioperi per noi sono la variante migliore: gli operai rimarrebbero sul posto, sarebbe peggio se uscissero dalle fabbriche e cominciassero a devastare le sedi di Partito, organizzare manifestazioni di piazza, ecc. Se questo accadesse in tutto il paese, voi sovietici dovreste aiutarci. Non riusciremmo a sbrigarcela da soli contro milioni di persone. Agiremmo con lo slogan 'Difendere la patria', e in questa situazione l'esercito dispone di ogni autorizzazione. È uno slogan politico; si potrebbe convocare un comitato militare-rivoluzionario" (quello che sarebbe poi stato il Comitato militare di salvezza nazionale, formato il 13 dicembre). "Abbiamo scelto questo slogan in modo che non sia il Partito ad apparire in primo piano, perchè non gode di molta popolarità fra la popolazione" (sic!).
Jaruzelski pensa anche di formare "un nuovo partito come è stato fatto ad esempio in Ungheria... un partito marxista-leninista, avrebbe meno appartenenti, diciamo un milione, ma quadri migliori", ma poi Gromyko gli farà cambiare idea.
Valuta il problema di isolare gli "estremisti" del Comitato di autodifesa (KSS-KOR) e della Confederazione polacca indipendente (KPN): secondo il generale, sarebbe bene che una parte di questi "delinquenti" espatriasse in Occidente: "Peccato non avere frontiere dirette con i paesi capitalisti. Ne dovrebbe uscire qualche migliaio, come ha fatto Fidel Castro, e così per noi andrebbe meglio", riferendosi all'episodio del 1980, in cui Castro permise l'uscita verso gli USA di oltre 100.000 persone, compresi detenuti.
Kulikov chiede a Jaruzelski se l'esercito polacco entrerà in tutte le singole regioni, e che se non hanno forze sufficienti sarebbe necessario avviare l'operazione "Scudo 81", che prevede l'intervento armato del Patto di Varsavia in Polonia. Gli ricorda che Breznev è pronto ad aiutarli, ma sono sicuri che ce la faranno da soli "contro quel pungo di controrivoluzionari".
Jaruzelski insiste nel presentare una situazione oltremodo drammatica: l'area urbana di Katowice "ha circa 4 milioni di abitanti, come tutta la Finlandia, ma l'esercito, se a parte le divisioni antiaeree, non c'è sul posto". Inoltre "è inverno, l'Occidente mantiene le sanzioni economiche, abbiamo bisogno di aiuti economici; capisco che per nessuno di noi sia facile, ma non sarebbe poi un grande sforzo. E sarebbe peggio se la Polonia finisse fuori dal Patto di Varsavia".
Jaruzelski incalza: "È apparso un altro elemento negativo: la Chiesa, che sta con Solidarnosc. Aveva già iniziato con Wyszynski. Glemp ha spedito lettere a me, a Walesa e ai deputati, scrive che l'introduzione dello stato d'emergenza 'porterebbe alla tragedia'. Le lettere al parlamento e a Walesa finiranno ovviamente in Occidente. Se la Chiesa del resto appoggia Solidarnosc per noi la situazione sarà dura. Dovrò parlare di nuovo con Glemp. Abbiamo anche inviato il nostro rappresentante dal Papa, domani mi incontro con i cattolici", ossia le organizzazioni filogovernative che oggi chiameremmo cattocomuniste. Jaruzelski conclude con tono da tragicommedia: "Nella nostra storia ogni 30 anni scoppia una rivolta... il 14 dicembre cade l'anniversario degli avvenimenti del Baltico" (si riferisce alle rivolte operaie del dicembre '70).
Kulikov chiede com'è la situazione dei contadini (si tratta pur sempre di grandi uomini di partito, di rivoluzionari doc). I contadini, poveracci, non vendono i loro prodotti, i soldi non gli servono perchè non c'è niente da comprare, nè auto nè scarpe, nei negozi non si trova niente.
Jaruzelski chiede che, se si dovesse passare all'operazione "Scudo-81", "non siano coinvolti i tedeschi" (orientali): "ci danneggerebbe molto, il nostro punto debole è che troppi sappiano le nostre intenzioni".

© trad. italiana www.charta77.org.

 

P.S.: La notizia è rimbalzata sui media anglofoni con questo codino depistante: "Critics accuse the IPN, which has links with the right-wing opposition...". Embeh? E se invece l'IPN avesse "legami con l'opposizione di sinistra" avrebbe valenza diversa? Sarebbe più "democratico"? Più "politically correct"? Avrebbe il nulla osta dei salotti sinistrati internazionali? Perchè se ha "legami con l'opposizione di destra" è meno attendibile? Se mai sarà vero il contrario: se avesse "legami con l'opposizione di sinsitra" ci sarebbe di che pensare, di solito i "compagni che sbagliano" vengono debitamente soccorsi dalla Volante Rossa internazionale che copre le porcate peggiori.