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Josef Lesák (1920-2009)

Josef Lesák era nato nel 1920 vicino a Kutná Hora, poi nel '30 la famiglia si trasferì a Praga. Il padre, Antonín, era invalido di guerra ed era politicamente attivo nel partito social-nazionale ed educò il figlio al patriottismo. Josef entrò nell'organizzazione giovanile Sokol.
Nel '39 parte alla manifestazione studentesca del 28 ottobre a Praga e al successivo funerale di Jan Opletal durante l'occupazione nazista. Insegnante di ceco e tedesco, nel '45 partecipò all'insurrezione di Praga.
Nel '46 divenne leader dei giovani social-nazionali; membro giovanissimo della camera dei deputati, avvertì il clima montante di intolleranza politica introdotta dai ministri comunisti (epurazioni nelle forze dell'ordine e in altri organi istituzionali).
Il 20 febbraio 1948, a pochi giorni dal colpo di Stato comunista*, Lesák inviò al presidente Beneš un telegramma in cui lo invitava a non lasciarsi strumentalizzare e influenzare da chicchessia nel decidere i nomi dei ministri da sostituire ai dimissionari non-comunisti: il ministro degli interni Nosek, comunista, aveva infatti deciso di propria iniziativa di sostituire 8 funzionari di Pubblica sicurezza, non comunisti, con persone di fiducia. Il 13 alcuni ministri non comunisti chiesero il ritiro di questa disposizione, senza ottenere nulla, e rimisero perciò il proprio mandato al presidente della repubblica, sperando ingenuamente che la situazione creatasi si possa risolvere per vie democratiche. Purtroppo Beneš, nonostante le sue dichiarazioni rassicuranti agli studenti ("Abbiamo la situazione saldamente in pugno. In Cecoslovacchia sarà mantenuta la democrazia secondo le intenzioni di Masaryk e le mie"), non riuscì ad arginare il complotto della sinistra. Il 25 febbraio 1948 Lesák fu tra i promotori della marcia studentesca al Castello, per sostenere il presidente Beneš, marcia che finì tragicamente con la brutale carica della polizia che sparò sui manifestanti. Lo stesso giorno Beneš, accettando le dimissioni dei ministri non comunisti, permetteva a Gottwald e compari di prendere in mano il paese. Dopo il colpo di Stato, il tribunale di Pardubice tolse a Lesák l'immunità parlamentare. Fu arrestato nel tentativo di espatriare. La giustizia popolare-democratica gli impedì di partecipare al funerale del figlioletto morto tragicamente. Arrestato diverse volte tra il '48 e il '49, gli fu impedito l'insegnamento e trovò lavoro come operaio; dal giugno '49 al giugno '52 fu rinchiuso nel campo di lavoro coatto a Kladno. Riacquistata la libertà, gli fu impedito di dimorare a Praga. Nel '68 fu membro del K231. Negli anni '70 rimase nel mirino della polizia che gli offrì invano di collaborare, e coltivò rapporti con gli ex-rappresentanti del Partito social-nazionale (Drtina, Doležal, ecc.). Nell'88 fondò il club informale "Milada Horáková". Nel 1990, dopo la caduta del regime comunista, fu nuovamente eletto deputato alla camera. Nel 2008 ha ricevuto l'Ordine di Masaryk. E' morto il 28 luglio 2009.


Nel 1948.
A destra: il documento del primo arresto; nel gruppo: Lesák a sinistra, ritratto con M. Horáková (terza da sn.). ©
www.pametnaroda.cz

 FONTI: www.pametnaroda.cz, RadioPraha 30.7.09.
* Pare che l'espressione "colpo di Stato", che ben riassume questa manovra comunista, e che non piace ai frequentatori dei salotti virtuali sinistrorsi nostrani dispensatori di saggezza con la erre moscia, stia piano piano passando anche a loro, dopo soli 60 anni dalla porcata comunista. Fa ben sperare: fra una decina d'anni si celebrerà il 50° della Primavera di Praga, e ci auguriamo che anche lì si aprano spiragli di verità storica.