1988
L'ANNO DEL CREPUSCOLO
Gennaio.
Jiri Ruml, R. Zeman e V. Havel escono con il mensile
samizdat "Lidove noviny" riprendendo un'analoga testata del
periodo pre-bellico; il contenuto verte su tematiche sociali
contemporanee; il comitato di redazione è composto da
rappresentanti di varie tendenze, da comunisti riformisti ai
cattolici. Inizialmente la tiratura è di 400 copie in
fotocopia. "Lidove noviny" verrà registrato
ufficialmente, ma come quotidiano, solo dal novembre
1989.
26-27
gennaio. Visita di H.
Kohl, la prima di un cancelliere tedesco dopo 15 anni.
Durante la visita, Kohl incontra Tomasek e alcuni
chartisti.
25
febbraio. Sulla base
degli accordi USA-URSS del dicembre '87, vengono smantellati
39 missili SS-12 dalla base sovietica di Hranice na
Moravu.
6
marzo. Pellegrinaggio
praghese per la beata Agnese di Boemia. La polizia impedisce
ai fedeli di sfilare per il centro cittadino.
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J.
ZVERINA: IL PELLEGRINAGGIO DEL 6
MARZO
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"Il
6 marzo 1988 la cattedrale (di San Vito) visse
l'esperienza del pellegrinaggio per l'anniversario
della morte di Agnese di Boemia che, accanto a san
Venceslao e santa Ludmila, incarna quanto di
più bello, profondo, puro e non effimero
c'è nell'anima boema. Dal canto loro, i
funzionari del regime si erano organizzati con una
accuratezza maggiore che in quel Corpus
Domini
del 1949. Molte cose erano cambiate. Giovani e
vecchi del Partito erano stati educati sulla nuova
liturgia in modo da comportarsi decentemente; a
quanto risulta, avevano imparato perfino il Padre
Nostro e il segno della Croce. Per garantire la
sicurezza erano stati presi provvedimenti su larga
scala da Cheb sul confine occidentale a Kosice, su
quello orientale della Cecoslovacchia. A Praga
venne bloccata la circolazione di auto, bus e tram,
fu chiusa anche la metropolitana .La televisione
cancellò il programma "Peccatori praghesi"
sostituendolo con la più devota
"Angelica"... Ciononostante la cattedrale
risultò gremita di fedeli e soprattutto di
giovani. Era una vera cattedrale - forse fino ad
allora non aveva mai visto niente di simile -
grazie alle passate sofferenze e alla profonda
preparazione spirituale durante una novena nella
chiesa di San Salvatore... Questa volta non era uno
sparuto gruppetto di seminaristi e di fedeli
impauriti ad accompagnare il cardinale: erano
migliaia coloro che con questo gesto spirituale
ribadivano il senso della petizione per la
libertà religiosa che la stragrande
maggioranza dei cattolici aveva sottoscritto. Solo
la Pacem in Terris non era presente né
all'una né all'atra manifestazione: essa
è sempre servita per ben altre
manifestazioni". (J. Zverina. La gioia di essere
Chiesa, pp. 53-54).
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19
marzo. Documento di
Charta 77 "Sullo stato catastrofico dei monumenti culturali"
nel paese.
25
marzo.
"Venerdì
santo"
di Bratislava: migliaia di fedeli si riuniscono con le
candele in piazza Hviezdoslav, nella capitale slovacca, per
la libertà religiosa. La manifestazione pacifica
viene duramente repressa dalla polizia. La stampa ufficiale
parla della "sconfitta di coloro che vogliono manipolare i
sentimenti religiosi della popolazione". Il cardinal Tomasek
sottolinea che si è trattato di un passo importante
per la Chiesa cecoslovacca.
8-9
aprile. Alcuni
cambiamenti nella presidenza del CC del Partito. Miroslav
Stepan prende il posto di A. Kapek nella direzione
praghese.
23
aprile. Tomasek
diffonde una lettera pastorale in cui chiede che lo Stato
non si immischi nella vita della Chiesa.
26
aprile. Pavel
muore
in prigione.
Giugno.
Augustin Navratil
viene ricoverato in ospedale psichiatrico a Olomouc per
ordine del tribunale, per essere sottoposto a perizia
psichiatrica.
11
giugno. Nuovi vescovi
(dal 1965) per l'arcidiocesi di Praga.
17-19
giugno. Seminario
"Praga 88" dei gruppi informali, disperso dalla polizia.
13
luglio. Charta 77
propone di ricordare le vittime delle repressioni
staliniane.
21
agosto.
A
Praga 4000 persone manifestano contro il regime in occasione
del 20° dell'invasione del 1968. Decine di arresti. La
manifestazione è organizzata dall'Associazione
indipendente per la pace (H. Marvanova e T.
Dvorak).
30
agosto. A Bratislava
si svolge l'udienza di appello al processo contro il
cattolico slovacco Ivan Polansky. 40 cattolici e diversi
rappresentanti di Charta 77, dell'ambasciata americana di
Praga e della sede londinese di Amnesty International
cercano di entrare nell'aula del dibattito, ma la polizia
sbarra loro l'ingresso; entrano solo la moglie e la figlia
dell'imputato (ma non il figlio), scortati da una pattuglia
del servizio di sicurezza in borghese. Gli attivisti
cattolici cominciano a recitare il rosario nell'atrio del
tribunale e vengono cacciati in strada. Poiché
continuano a pregare anche in strada, vengono riportati
all'interno dell'edificio, mentre gli altoparlanti al
massimo del volume diffondono un programma radio per coprire
le voci dei fedeli. Il processo di appello conferma la
condanna a quattro anni. Polansky, sofferente di cuore, era
stato condannato in giugno per "attività sovversiva"
avendo diffuso scritti religiosi clandestini, ma il pubblico
ministero era ricorso in appello. La mattina vengono
convocati per interrogatori le maggiori personalità
del cattolicesimo slovacco, tra cui il vescovo Korec e i
laici Carnogursky e Miklosko, per impedire che
presenziassero al processo. Polansky viene condannato a 4
anni di reclusione per "attività sovversiva". Nato
nel 1936, cristiano slovacco, padre di 4 figli, Polansky
è perseguitato soprattutto quale redattore del
samizdat. Intanto le autorità statali
permettono per la prima volta dopo molti anni che 500 suore
svolgano un'attività assistenziale. Le religiose si
dedicheranno soprattutto all'assistenza delle consorelle
ammalate o anziane.
28
settembre. In
occasione della festa di san Venceslao, si celebrata una
funzione nel duomo di san Vito a Praga, con la
partecipazione di oltre 3.000 fedeli. Nel suo messaggio
Tomasek richiama i fedeli a prepararsi spiritualmente nei
prossimi 10 anni per celebrare degnamente il millenario
della morte di sant'Adalberto, il primo vescovo di Praga.
Questo periodo di preparazione al giubileo deve servire
anche a ridestare nei fedeli una più attiva
partecipazione alla vita della Chiesa. "Ci sono oggi
genitori cristiani che non hanno ancora fatto battezzare i
propri figli. Ma rilevo con gioia che sempre più
ragazzi non battezzati vengono poi spontaneamente dal
sacerdote a chiedere il sacramento", afferma il cardinale in
una lettera pastorale letta la prima domenica di
ottobre.
10
ottobre. Dimissioni
del governo federale Strougal e del premier slovacco Colotka
per divergenze nella linea politica: per Strougal le riforme
economiche dovevano essere accompagnate da riforme
politiche; passa nuovamente la linea dura Jakes-Fojtik.
12
ottobre. Nuovo governo
federale con a capo Ladislav Adamec; ministro degli interni
è il generale Frantisek Kincl, famigerato per la
linea dura contro gli attivisti.
27-28
ottobre. Celebrato
ufficialmente dopo molti anni il 70° della
repubblica. Manifestazione a Praga di attivisti per i
diritti umani. Alla vigilia della ricorrenza vengono fermati
un centinaio di attivisti nelle città maggiori. Il
Partito invita i cittadini a passare il weekend fuori Praga.
In ottobre alcuni chartisti fondano lo HOS.
Il cardinal Tomasek rivolge un messaggio ai fedeli per la
festa del patrono di Boemia, san Venceslao, e ricordando
anche il 70° anniversario della nascita della
Repubblica. Nel messaggio, pubblicato dal "Katolicke
Noviny", il primate richiama i cristiani alla loro
responsabilità nella storia della nazione. La fede
cristiana non si riduce solo alla pietà personale, ma
chiama i cristiani anche a servire il prossimo e a lavorare
per il bene comune. Se la Chiesa oggi può essere una
forza significativa nella società, ciò dipende
essenzialmente dalla testimonianza di fede e di amore che i
cristiani sapranno dare. Tomasek ricorda che la missione
della Chiesa non è legata ad alcun sistema sociale,
politico o economico. "La Chiesa non chiede altro che di
servire al bene di tutti". In questo senso i cittadini
cristiani intendono sostenere "tutti i progetti sociali
buoni". "Noi vogliamo aiutare a curare certi dolorosi
fenomeni sociali e contribuire alla rappacificazione tra
persone dalle diverse convinzioni. Cerchiamo di avviare con
i rappresentanti del governo un dialogo onesto sulle
possibilità di un maggiore sviluppo della vita
ecclesiale nella nuova situazione", afferma Tomasek,
ricordando come questo sia anche nell'interesse dell'intera
società.

Praga, 30 ottobre
1988. Dal Museo nazionale si scorge un autoblindo
della polizia e agenti
antisommossa.
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8
novembre. Muore Jan
Pasztor, vescovo di Nitra. Pasztor, 76 anni, aveva servito
la sua diocesi per 15 anni. Era stato membro della "Pacem in
terris" fino al 1982, quando il Papa aveva condannato
l'associazione. Con la sua morte salgono a 10 le diocesi
vacanti.
11
novembre. La polizia
disperde l'incontro internazionale sui diritti umani
previsto a Praga. Arrestato Havel.
13
novembre. A. Dubcek
riceve la laurea honoris causa all'università
di Bologna.
29
novembre. Il tribunale
di Uherske Hradiste condanna a due mesi di reclusione padre
Frantisek Lizna, sacerdote gesuita firmatario di Charta 77.
Padre Lizna era stato arrestato il 26 ottobre, due giorni
prima di una manifestazione non ufficiale organizzata a
Praga per ricordare il 70° anniversario della
repubblica. La sua casa era stata perquisita dalla polizia,
che aveva sequestrato un'ottantina di oggetti, per lo
più letteratura religiosa e libri di preghiere. Padre
Lizna era stato arrestato a Brno, sospettato di
"sobillazione", ma era stata poi formulata l'accusa di
"turbamento dell'ordine pubblico". A padre Lizna, le
autorità avevano da tempo revocato l'autorizzazione a
esercitare il ministero: prima dell'arresto lavorava in un
ospizio per anziani. Ha già alle spalle tre condanne,
ma dal 1983 non aveva più subito arresti.
10
dicembre. In
a Praga si
svolge il primo incontro degli oppositori politici,
ufficialmente autorizzata, in occasione del 40° della
dichiarazione dei diritti umani; partecipano centinaia di
cittadini. Havel prende la parola invitando i presenti alla
successiva manifestazione informale di piazza San Venceslao.
Appello alle autorità per il rilascio dei detenuti
politici. Commento di Radio Praga (trasmissioni per l'estero
in italiano. 11 dicembre 1988).
- "Ci sono persone che
ad ogni matrimonio vogliono essere il promesso sposo, e a
ogni funerale il morto, per far sì che si parli di
loro. Oggi hanno svolto questo ruolo un tristemente noto
dissidente cecoslovacco, Vaclav Havel, e alcuni altri
oratori alla manifestazione dei gruppi d'opposizione a
Praga permessa ufficialmente, svoltasi anch'essa in
occasione del 40° della dichiarazione universale dei
diritti umani. I partecipanti alla manifestazione hanno
colto questa occasione per posare nuovamente, soprattutto
davanti alle cineprese della stazione televisiva
americana NBC e di molti giornalisti stranieri. In nome
della propria interpretazione dei diritti umani hanno
fatto mostra di grandi parole, e hanno trovato
ascoltatori soprattutto fra coloro che si sentono uniti
dall'avversione verso l'ordinamento socialista in
Cecoslovacchia".
Un volantino diffuso in
Slovacchia invita i cattolici a recarsi in chiesa alla messa
vespertina del 10 dicembre, 40° anniversario della
proclamazione della carta dei diritti umani all'ONU, a
pregare insieme per il rispetto dei diritti dell'uomo in
Cecoslovacchia e negli altri paesi: "Vogliamo ricordare
specialmente i nostri concittadini Ivan Polansky, Hana
Marvanova, Peter Cibulka, Augustin Navratil, Frantisek
Lizna, Tomas Dvorak e altri che si trovano ingiustamente in
carcere". Altre manifestazioni pacifiche sono state
organizzate dai vari ambienti del dissenso.
15
dicembre. Dimissioni
di Bil'ak.
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J.
ZVERINA: IL 28 OTTOBRE 1988
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"Quest'anno,
nel 70mo anniversario le nubi tornano a dileguarsi
un poco, la festa sembra assumere i tratti della
riabilitazione, della perestrojka, della
glasnost'. Masaryk viene riabilitato: sembra
che sia un 28 ottobre da pereglasnost''. Il
modo di festeggiarlo è però ancora
deciso dalla polizia che sta già facendo
esercitazioni in vista dei possibili interventi
contro i dimostranti. Gli ideologi rispolverano
antiche minacce e affilano contro la Chiesa
cattolica vetuste sciabole. Si riesumano per la
lotta le spingarde dai musei, si sparano salve
patriottiche, sociali, rivoluzionarie e
progressiste contro il nemico di un tempo: Roma e
il Vaticano. Ma nel mirino ci sono anche i nuovi
nemici, l'emigrazione, le stazioni radio che
dall'estero diffondono informazioni provocatorie,
le centrali dell'imperialismo e i loro complici in
patria. Tutto, naturalmente, nel segno della
pace!
Noi cattolici non facciamo fatica a mantenere la
pace. Cerchiamo di riflettere in silenzio alla luce
della fede. Il 28 ottobre 1918 è una pietra
miliare nella nostra storia che nessuna ideologia
potrà seppellire. E' il giorno memorabile
dell'indipendenza e dei diritti umani di una
nazione in cui per lungo tempo erano stati
ingiustamente negati la libertà e il diritto
all'autodeterminazione... La libertà
dell'uomo e la libertà della nazione sono un
dono di Dio che va rispettato. µa non è
stato sempre così. I comunisti non ci hanno
né salvati né liberati: abbiamo
ottenuto la libertà grazie ai giusti di
questo mondo. Oggi per noi il 28 ottobre è
il giorno dell'unità della nazione. La
nostra terra ci è cara e l'amiamo.
L'adornano i tesori della fede dei nostri avi".
(J. Zverina. La gioia di essere Chiesa, pp.
48-49).
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FRANZ
KAFKA "RIABILITATO"
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Le
autorità cecoslovacche sembrano pronte a una
piena riabilitazione dello scrittore Franz Kafka.
La decisione sembra ricalcare il nuovo clima
sovietico di riabilitazione di scrittori sia
defunti che viventi. "Kmen", l'organo dell'Unione
degli scrittori, esce con un numero interamente
dedicato a Kafka. Ora la stampa ufficiale riconosce
l'importanza dello scrittore e il suo contributo
alla cultura europea, seppur esasperando
eccessivamente la sua appartenenza alla corrente
degli scrittori cechi. Di particolare interesse sul
numero monografico di "Kmen" sono alcuni stralci
della famosa biografia di Kafka scritta dall'amico
Max Brod e del saggio Praga Magica di
Ripellino, quest'ultimo mai pubblicato in
Cecoslovacchia, sebbene tradotto in ceco da
un'editrice dell'emigrazione. In un'intervista al
direttore della casa editrice Odeon, che sta
programmando la pubblicazione delle opere di Kafka,
si fa capire tra le righe che se Kafka è
stato ignorato in Cecoslovacchia negli ultimi 20
anni, non è stata solo colpa delle
autorità locali. Quello che sta cambiando
ora è il rapporto con l'Unione Sovietica.
C'erano molte ragioni per cui le opere di Kafka non
incontravano il favore delle autorità
comuniste: i suoi racconti erano spesso profezia di
una realtà attuata nei sistemi totalitari,
per non parlare del suo stile, ambiguo, ricco di
iperboli e digressioni metafisiche, decisamente
agli antipodi rispetto ai canoni del realismo
socialista. Kafka è stato giudicato come un
decadente, e le sue origini borghesi ed ebraiche
sono state un pretesto per screditarne l'opera,
specialmente negli anni '50. La riabilitazione
è perfettamente in linea con la glasnost'
sovietica, e avrebbe destato l'attenzione
dell'opinione pubblica mondiale. Tra tutti gli
scrittori all'indice, Kafka è ancora il
più accettabile dal punto di vista del
regime: la sua opera colpisce il sistema comunista
solo attraverso la forze delle sue visioni
profetiche, non direttamente con descrizioni e
allegorie, come in Orwell o Koestler. Del resto
sulla stessa stampa sovietica erano apparsi
recentemente diversi articoli su Kafka, rendendo
sempre più imbarazzante il silenzio della
cultura cecoslovacca.
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