1989
Avvenimenti di febbraio

Inizio del mese. Havel dal carcere ringrazia tutti coloro, e fra questi soprattutto gli uomini della cultura ufficiale, che gli hanno espresso solidarietà: "Sono commosso e confortato da tutte le espressioni di solidarietà che mi sono state trasmesse. Ritengo che sia importantissimo avere dalla mia parte anche gli artisti e gli studiosi che operano nelle strutture ufficiali. Ciò è importante non solo per me, ma soprattutto perché testimonia lo spirito di libertà e la fierezza civica che vanno approfondendosi nella nostra società".
8 febbraio. M. Palous viene posto sotto inchiesta per "teppismo" per aver letto il documento di Charta 77 in piazza San Venceslao il 18 gennaio.
9 febbraio. Il governo francese chiede ufficialmente alle autorità cecoslovacche di rimettere in libertà Havel.
12 febbraio. 670 studiosi di 70 istituti scientifici dell'Accademia delle Scienze cecoslovacca si rivolgono con una lettera ad Adamec sugli avvenimenti di gennaio, giudicando illegale l'intervento delle forze di polizia e condannando "l'insufficiente possibilità di esprimersi pubblicamente sulla gestione della società e, se necessario, di criticarla"; secondo i firmatari questo costituisce "una delle cause della crisi economica, sociale e politica in cui si trova la nostra società". Per tutta risposta la StB inizia a setacciare gli istituti in cerca degli autori del testo. Josef Zverina in una lettera rinfaccia al segretario comunista Jakes l'espressione usata il 9 febbraio in cui aveva parlato di "strutture ecclesiastiche illegali" e di "alcuni rappresentanti ecclesiali che sfruttano il sentimento religioso di parte dei credenti per aizzarli contro il socialismo", e chiede che i rappresentanti del Partito e dello Stato "la smettano con la discriminazione religiosa e con le ingiurie".
14 febbraio. Il parlamento federale "nell'interesse del mantenimento dell'ordine pubblico" approva emendamenti di legge che elevano pene e sanzioni per i reati legati al disturbo dell'ordine pubblico e all'intralcio degli organi di sicurezza.
15 febbraio. Il "Rude pravo" riporta la dichiarazione del procuratore generale cecoslovacco J. Krupauer secondo il quale, in conseguenza degli avvenimenti di gennaio, a Praga sono state messe in stato di accusa 55 persone per disturbo all'ordine pubblico e intralcio a pubblico ufficiale. I processi si sono conclusi con 17 condanne a pene detentive.
16 febbraio. Un gruppo di ex membri del PC fonda il Club "Obroda" per la perestrojka socialista; il comitato costitutivo, presieduto da V. Mencl, chiede la registrazione ufficiale al Ministero degli interni e diffonde la dichiarazione programmatica. "Obroda" si ispira ai valori umanitari, morali e sociali dell'ordinamento socialista. Fra i membri C. Cisar, J. Hajek, M. Hajek, V. Kabrna, V. Silhan, L. Silhanova. Il club intende organizzare seminari, discussioni e incontri, e pubblica una rivista clandestina intitolata "Dialog".
19 febbraio. Charta 77 diffonde il documento nr. 15/89 Riflessioni sul sacrificio di Jan Zajic in occasione del 20mo anniversario della .
20 febbraio. Secondo Radio Praga, trasmissioni per l'estero in italiano, "…si attivizzano delle forze che cercano, con l'aiuto di alcuni ambienti politici dell'Occidente, di organizzare azioni di pressione e far nascere tensioni nella società; il metodo politico delle forze sobillatrici è la demagogia e i tentavi di manipolare l'opinione pubblica; soprattutto cercano di abusare dell'inesperienza di alcuni giovani e non si vergognano nemmeno di ricorrere a intimidamenti (sic!) e al terrore. La presidenza del Comitato centrale del Partito comunista respinge decisamente questi sforzi e ribadisce che non è possibile che il processo di ristrutturazione e democratizzazione venga usato per causare tumulti e disordini. La presidenza del Comitato centrale sottolinea che gli sforzi tesi a realizzare il programma di ristrutturazione e democratizzazione sono in pieno accordo anche con la soluzione del problema principale dell'umanità, che è lo scongiuramento della guerra nucleare, il graduale disarmo e lo sviluppo della pacifica collaborazione internazionale".
21 febbraio. Il tribunale di Praga 3, presieduto dalla d.ssa H. Hlavata, condanna Vaclav Havel a 9 mesi di carcere severo, avendolo ritenuto colpevole di sobillazione (perché avrebbe invitato la popolazione al gesto commemorativo in piazza San Venceslao tramite stazioni radio straniere) e di intralcio a pubblico ufficiale (il 16 gennaio non avrebbe obbedito all'invito della polizia di lasciare la piazza). Almeno 300 persone presenziano nei locali del tribunale e fuori dall'edificio. Queste le parole di Havel al termine del processo: "Non mi sento colpevole, non ho nulla di cui pentirmi, e se sarò condannato accoglierò il mio destino come sacrificio per una cosa buona. E' un sacrificio che è un nulla se paragonato al sacrifico assoluto di Jan Palach, il cui anniversario abbiamo voluto ricordare".
Questo il commentino che abbiamo registrato da Radio Praga, trasmissioni per l'estero in italiano. "...Il rappresentante dell'organizzazione illegale Charta 77, Vaclav Havel, è stato accusato di aver... partecipato in piazza San Venceslao all'assemblea vietata e di essersi trattenuto in questo luogo anche dopo gli appelli delle unità del corpo di sicurezza intervenuti per disperdere la manifestazione. Dopo il processo, che è durato quasi tutto il giorno, durante il quale sono stati interrogati 7 testimoni, è stata presentata tutta una serie di prove; il tribunale ha pronunciato la sentenza nella quale Vaclav Havel è stato riconosciuto colpevole ed è stato condannato a 9 mesi".
22 febbraio. Il tribunale di Praga 2 riconosce colpevoli O. Veverka, D. Nemec, J. Sternova di teppismo per aver tentato, il 16 gennaio, di deporre fiori ai piedi della statua di san Venceslao; Petrova e Veverka sono colpevoli anche di intralcio a pubblico ufficiale nell'esercizio delle sue funzioni. La Petrova viene condannata a 9 mesi di carcere, Veverka a 12 mesi, Nemec a 6 mesi con la condizionale di 3 anni e un'ammenda di 4000 corone, J. Sternova a 4 mesi con la condizionale di 1 anno. S. Vondra, P. Placak e S. Penc vengono ritenuti colpevoli solo di disturbo all'ordine pubblico e condannati a 2 mesi di carcere con la condizionale di 2 anni e al pagamento dell'ammenda di 2500 corone.
23 febbraio. Arrestato a Cesky Trebov F. Starek, firmatario di Charta 77 e co-fondatore di "Vokno", già in carcere nel 1982.
25 febbraio. Al teatro "Powszechny" di Varsavia vanno in scena gli atti unici di Havel La firma e L'udienza alla presenza del premier polacco Rakowski e dei rappresentanti di Solidarnosc B. Geremek e A. Michnik.
A Brno viene arrestato l'attivista cattolico R. Maly durante una celebrazione liturgica in suffragio di Jan Palach.