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Fonti: Servizi stampa delle Conferenze episcopali ceca e slovacca, Ceske Noviny, Radio Praha, Radio Free Europe, Sez. ceca Radio Vaticana |
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Il 21 giugno
la Camera ceca ha approvato con 98 voti contro 43 gli
emendamenti alla legge (3/2002 Sb.) "Sulla libertà di
confessione religiosa e sulla posizione delle Chiese e delle
associazioni religiose". In una nota ufficiale i vescovi
esprimono la loro preoccupazione perchè la legge
violerebbe le libertà garantite dalla Costituzione
limitando di fatto i diritti alle Chiese, se confrontata con
la legge del 1991. La Chiesa cattolica mette in guardia
anche "dall'alleanza pericolosa dei partiti di sinistra" che
per 50 anni hanno limitato le libertà religiose, e
chiede alle altre realtà ecclesiali presenti nel
paese di reagire, nella speranza che il testo non passi
definitivamente alla lettura del senato. La legge è
stata votata da una maggioranza socialdemocratica e
comunista. Il ministro degli esteri Svoboda (Partito
popolare) ha definito le nuove disposizioni una vera
ingerenza nella vita della Chiesa da parte
statale.
In
un'intervista alla rivista "Markiza", il vescovo della
Chiesa evangelica Julius Filo, invece di spiegare come mai
il suo nome compare tra gli agenti della StB, si permette
oggi di consigliare ai cattolici di abolire il celibato dei
sacerdoti. Oltretutto, pur vivendo in Slovacchia, si
dimentica che i sacerdoti cattolici di rito orientale
possono sposarsi.
Il
presidente slovacco Ivan Gasparovic è il terzo capo
di Stato ad essere ricevuto da Benedetto XVI. La visita
è durata più a lungo del previsto. Il Papa ha
espresso la propria ammirazione per gli slovacchi che, dopo
secoli di oppressione, sono riusciti alla fine a costruire
uno Stato nuovo e moderno, e ha sottolineato la soluzione
pacifica dei problemi fra ortodossi e greco-cattolici nella
parte orientale del paese. Oltre che di ecumenismo, si
è parlato dell'educazione religiosa e del prossimo
anniversario della morte di san Metodio. Non è stato
affrontato invece il tema concordato essendo - ha ricordato
Gasparovic - una proposta di legge ancora in sede
dibattimentale. Gasparovic ha invitato il Papa in
Slovacchia, dato che le visite di papa Wojtyla hanno
contribuito molto alla rinascita del paese. "Sono stato
colpito positivamente dall'atmosfera dell'incontro - ha
dichiarato Gasparovic - che non è stata affatto
formale, bensì molto aperta e accogliente". Il
presidente ha potuto anche fare delle visite turistiche
fuori-programma, e ha partecipato alla messa celebrata dal
cardinal Tomko presso la tomba di san Cirillo in San
Clemente.
In
una lunga intervista alla tv, il porporato ha sottolineato
come la stipula di concordati o accordi tra Santa Sede e
Stati nazionali sia una procedura normale, compreso il caso
slovacco, che alcuni eurodeputati hanno voluto
strumentalizzare per scopi ideologici e politici. "La Chiesa
cattolica - ha spiegato Tomko - non vuole imporre niente a
nessuno; la Chiesa cattolica vuole solo difendere la
libertà di coscienza dei propri fedeli, e in questo
ha pieno diritto così come lo hanno tutti i cattolici
slovacchi, che siano maggioranza o minoranza, e anche le
altre organizzazioni religiose". Perciò, ha concluso
Tomko, non si vede dove stia il problema se non nel fatto
che qualcuno vuol delegare allo Stato la garanzia e la
gestione di un diritto naturale, ma è proprio facendo
ciò che i neoilluministi discriminano coloro che
vorrebbero tutelare.
Stimati
amici, ogni tanto ci si chiede se la lotta per i diritti
umani oggi abbia ancora significato, se non si tratti solo
di un relitto del passato dopo la fine della divisione
bipolare del mondo, del blocco sovietico e del
comunismo....->>
E'
terminato il primo anno scolastico in cui dalla prima classe
si è avviato l'insegnamento obbligatorio, a scelta,
di religione o di etica. La maggior parte delle
difficoltà sono state vissute dagli insegnanti di
etica, anche perchè il ministero non ha predisposto
sussidi. La stampa riporta esperienze positive e negative di
alcuni insegnanti; perlopiù, non avendo riferimenti
chiari, si sfocia inevitabilmente nel substrato culturale
cristiano (per fortuna) mischiato di moralismo spicciolo,
come nella curiosa esperienza di una docente: "Abbiamo
insegnato a mantenere buoni rapporti di gruppo, ad
ascoltarsi reciprocamente o ad aiutare i compagni senza
pretendere in cambio nulla. Tutto nello spirito del detto:
'Non fare agli altri, quello che non vuoi sia fatto a te'".
Altre volte i ragazzi ne hanno approfittato per giocare a
carte o a pallone. Il portavoce dei vescovi, mons. Gavenda,
ha dichiarato che l'introduzione dell'ora di religione non
ha invece avuto alcun problema, anche se in alcuni casi
l'ora, gestita da sacerdoti un po' impreparati ad affrontare
il rapporto scolastico con i ragazzi, si è
trasformata in una sorta di omelia.Preoccupanti i dati
riguardanti la mobilità degli insegnanti rispetto al
2004, soprattutto nelle scuole statali; secondo i dati dei
sindacati scolastici, nel 2004 gli insegnanti erano 143.134,
mentre oggi 135.736 (-5,2%); sono le scuole private o
gestite dalla Chiesa a riassorbire le uscite (anche
perchè offrono maggiore solidità
economica).
La
conferenza episcopale slovacca ha approvato i nuovi
fondamenti per l'insegnamento della religione nelle scuole,
che dovranno passare al vaglio del ministero
dell'istruzione. La proposta prevede tre moduli, ciascuno
per ogni triennio (3) delle scuole dell'obbligo.
Il
politico democristiano Frantisek Miklosko
è stato insignito a Budapest (dopo Havel e Kohl) del
Premio internazionale S. Adalberto per il suo impegno in
favore dei diritti umani. Miklosko è stato molto
apprezzato dalle autorità ungheresi per essersi
scusato pubblicamente a nome del suo popolo per l'espulsione
della minoranza ungherese dalla Slovacchia alla fine degli
anni '40.
Benedetto
XVI ha accolto le dimissioni (9 giugno) del cardinale
slovacco J.Ch.
Korec (art. 401
c.d.c.) e ha nominato Viliam Judak nuovo vescovo di Nitra.
Korec aveva già presentato le proprie dimissioni 6
anni fa, al compimento del 75° anno, ma Giovanni Paolo
II gli chiese di rimanere finchè non fosse nominato
il successore. Mons. Judak è nato il 9.11.1957 a
Harvelka (Nitra), prima di entrare in seminario ha lavorato
come operaio edile a Ostrava; è stato consacrato
sacerdote il 16.6.1985. Ha completato gli studi alla
facoltà teologica cirillometodiana di Bratislava,
dove nel 1993 ha ottenuto il dottorato in teologia. Dal 1990
ha insegnato storia della Chiesa presso la facoltà
cirillometodiana e presso l'istituto teologico di Nitra; dal
1991 ha insegnato anche catechetica ed etica presso la
Scuola superiore di pedagogia di Nitra. Dal 1995 al '98
è stato prodecano e dal 2001 al 2004 decano della
facoltà di teologia a Bratislava. Ha al suo attivo
diversi testi di storia della Chiesa.
Il
vescovo ausiliare di Praga Vaclav
Maly e il
pubblicista cattolico polacco Stefan Wilkanowicz sono stati
i primi ad essere insigniti, il 7 giugno ad Auschwitz dal
cardinal Macharski, del premio Giovanni Paolo II per la
difesa dei diritti umani.
Dopo
9 anni padre Daniel Herman è stato sostituito
nell'incarico di portavoce della Conferenza episcopale ceca,
e ha lasciato il posto a Martin Horalek, diplomando presso
la facoltà teologica di Olomouc, il quale già
da 4 anni lavora nell'ufficio stampa episcopale. Herman
assumerà un nuovo incarico, altrettanto impegnativo e
"sul campo", nella pastorale degli organi di pubblica
sicurezza e di protezione civile: "A differenza del mio
lavoro nell'ufficio stampa - ha dichiarato - sarò a
contatto diretto con la gente, non solo tramite un microfono
o una telecamera come ho fatto finora". "Quando ho
cominciato (nell'ufficio stampa), mi auguravo che
nell'ambito dell'informazione ritornasse, dall'esilio in cui
era stato mandato, il tema della dimensione spirituale della
vita. Credo che, grazie al lavoro di gruppo di tutto
l'ufficio, siamo riusciti in questo intento".
Ancora nessuna decisione del parlamento europeo sulla
questione del concordato Slovacchia-Vaticano. Il ministro
della giustizia Daniel Lipsic ha invitato i deputati a
leggersi una buona volta il testo definitivo e non il
progetto di legge, e ha ribadito che la Slovacchia sta
preparando accordi simili anche con le altre Chiese presenti
nel paese. L'europarlamentare Mikolasik ha condannato
nuovamente la politicizzazione del problema "da parte della
sinistra; anche la coordinatrice del Partito popolare
europeo, la deputata tedesca Klamz, ha detto che è
diritto sovrano della Slovacchia siglare questo accordo (con
il Vaticano) e di formularne il contenuto".
Da un fascicolo di 195 pagine contenuto negli archivi della
polizia politica (StB) emerge un fascicolo sul vescovo
evangelico (di confessione ausburghese) Julius Filo; secondo
i dati, Filo sarebbe stato un collaboratore della StB per 14
anni, fino alla caduta del regime, nome in codice in alcuni
casi "Julo". Dal fascicolo emerge che i suoi referenti erano
contenti per le notizie che trasmetteva, e per questo veniva
ricompensato con danaro, anche in occasione del suo
onomastico e del compleanno. La prima somma ricevuta fu di
300 corone, nell'aprile 1978, nel 1982 per il suo compleanno
gli furono date 315 corone (l'equivalente di un mese
d'affitto - ndr). Filo ha dichiarato che intende
sottoporsi alla decisione dei suoi fedeli e che intende
chiarire meglio la faccenda; nel fascicolo viene riportata
questa sua dichiarazione: "Come cittadino del nostro Stato
socialista sono pronto ad informare gli organi della
sicurezza su avvenimenti che non sono in armonia con il
nostro diritto penale e minacciano la sicurezza del paese".
Filo, in carica da 5 anni, era già stato criticato
per aver firmato una petizione in cui si chiedeva che gli
elenchi degli agenti non venissero resi pubblici.
Julius Filo è nato il 17.12.1921 a Liptovsky Jan, ha studiato al ginnasio locale e successivamente al ginnasio evangelico a Presov. Dopo aver terminato gli studi alla facoltà teologica evangelica, nel 1947 è stato ordinato sacerdote. Ha seguito diverse parrocchie, e nel dicembre 1969 è stato nominato vescovo del distretto orientale. Sposato, con tre figli.
A Svidnik, nell'eparchia di Presov,
è stata consacrata il 6 giugno una nuova chiesa
dedicata alla Sapienza divina. Alla spesa (27 milioni di
corone) ha contribuito anche il premier, Dzurinda, che ha
partecipato alla cerimonia.
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