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Fonti: Servizi stampa delle Conferenze episcopali ceca e slovacca, Ceske Noviny, Radio Praha, Radio Free Europe, Sez. ceca Radio Vaticana |
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Il presidente Klaus durante gli scambi degli auguri di
Natale con il nunzio apostolico Causero ha espresso
l'auspicio che Benedetto XVI possa visitare la Repubblica
ceca durante la visita pastorale in Baviera nel settembre
2006. La CTK informa che durante l'incontro si è
parlato del rapporto R.C.-Vaticano, e persino del ruolo del
cristianesimo nell'eredità culturale e civile
europea.
E' morto
mercoledì 14 mons. Gennaro Verolino. Nato nel 1906,
ordinato sacerdote nel 1928, diplomatico della Santa Sede
dal 1931 (Colombia, Italia, Portogallo, Ungheria,
Cecoslovacchia). Nel 1951 è stato nominato
arcivescovo e allo stesso tempo nunzio apostolico in
Guatemala ed El Salvador; nel '57 è nunzio in Costa
Rica. Nell'aprile 1969 è nominato presidente della
Pontificia commissione di archeologia sacra, incarico
mantenuto fino al 1987. Il 1 ottobre 2004 gli è stato
conferito dal governo svedese il Premio "Per Anger" per aver
salvato la vita a numerose persone perseguitate durante
l'occupazione nazista in Ungheria.
La camera ha
approvato la legge che parifica le unioni omosessuali a
quelle familiari tradizionali. Fortunatamente la legge non
prevede l'adozione, anche se è possibile crescere un
"erede biologico" di uno dei due partner. La legge è
stata votata con 86 voti su 147, ha avuto l'appoggio del
premier (CSSD), dei comunisti e dell'Unione della
libertà. Contro hanno votato l'ODS e i democristiani.
Vlastimil Tlusty, capo del gruppo parlamentare dell'ODS ha
affermato di augurarsi che non si arrivi al punto in cui due
uomini debbano spiegare a un ragazzino chi dei due sia la
madre. La Conferenza episcopale ha criticato la legge
vedendovi "un ulteriore indebolimento del concetto di vita
familiare, foriera di caos nella scelta dei valori,
specialmente per la nuova generazione". La legge deve
passare al senato e alla presidenza, ma non è
difficile intuire che, in vista della campagna elettorale,
la sinistra faccia di tutto per ottenerne l'approvazione
definitiva.
Il numero
riporta un'interessante testimonianza della dott.ssa Marie
Svatosova della Casa S. Agnese per malati terminali, a
Cerveny Kostelec (Hradec Kralove). L'opera, attiva
già da diversi anni, non ha la pretesa di fare
miracoli e guarire i malati di cancro - dichiara la
Svatosova -, ma qualche miracolo l'ha ottenuto nel risanare
conflitti fra genitori e figli, ad esempio. L'opera è
stata pubblicamente sostenuta dal vescovo Duka. L'attuale
direttore della Casa, Miroslav Wajsar, critica il progetto
di legge in favore dell'eutanasia, e ricorda i 3500 malati
terminali ospitati nella struttura: "Abbiamo avuto il
privilegio di accompagnarli sulla soglia
dell'eternità". In media i malati restano nella Casa
una quindicina di giorni; il più giovane di loro
aveva 14 mesi, e il più anziano 99 anni. Sullo stesso
numero, nell'inserto "Perspektivy", P. Prihoda in un
bellissimo pezzo riporta le sue impressioni sulla tavola
rotonda cui ha partecipato, che aveva per tema l'embrione
umano.
L'economia
ceca è cresciuta del 4,9% nel periodo
luglio-settembre, con una flessione rispetto ai tre mesi
precedenti (5,2%); la flessione è da imputarsi al
settore agricolo, mentre le esportazioni restano ancora in
crescita.
La Chiesa
cattolica, assieme al Consiglio ecumenico delle Chiese, alle
comunità ebraiche e islamiche ceche, ha diffuso una
dichiarazione sulla problematica dell'eutanasia, in cui si
ribadisce l'intangibilità e la dignità della
vita umana in tutti i suoi stadi, e si sottolinea
l'importanza dell'assistenza e del sostegno umano verso i
malati terminali e i loro familiari piuttosto che farne
degli "ostacoli" alla vita altrui. La camera, a fine
novembre, aveva passato la depenalizzazione dell'eutanasia,
suscitando le proteste delle organizzazioni religiose.
Nella
lettera indirizzata all'arcivescovo Graubner, il presidente
Klaus nega che lo stato voglia entrare direttamente nella
vita della Chiesa, e secondo lui la disputa sta nel fatto
che le Chiese intenderebbero "istituire persone giuridiche
secondo un regime diverso rispetto agli altri soggetti
agenti nel paese e aventi attività uguale o simile Su
questo il mio parere è sicuramente negativo. Deve
valere per tutti valere che le persone giuridiche sono
soggetti istituiti sulla base dell'ordine legislativo ceco,
e non secondo direttive o regole interno, in questo caso di
singole Chiese". "Riconosco il lavoro della Chiesa negli
ambiti dell'educazione, del volontariato o della
sanità, attività queste che le Chiese - oltre
alla loro attività spirituale - svolgono a vantaggio
di tutta la società. Queste attività
però devono essere svolte secondo le norme comuni
dell'ordine legislativo ceco. In questo non v'è nulla
di limitante o restrittivo". Interessante la replica,
stavolta sul forum dell'arcidiocesi di Praga, da parte di
una utente: la paventata posizione di vantaggio dei soggetti
ecclesiali rispetto agli altri è un argomento
infondato: i soggetti ecclesiastici infatti sottostanno
già agli stessi controlli e obblighi statali riguardo
l'amministrazione finanziaria, e un soggetto, sia pur
istituito dalla Chiesa, per svolgere direttamente
attività economica (per es. le editrici cattoliche)
deve già avere avere le carte in regola secondo il
codice del commercio, senza alcuna posizione di favore. Nel
caso di attività assistenziali e sociali (charita,
ospizi, ecc.), i soggetti implicati già seguono le
disposizioni statali (per es. sulle norme igieniche). Eppure
- conclude l'utente - tutto questo il signor presidente
nonchè famoso economista, e oltretutto attorniato da
una schiera di consiglieri, dovrebbe ben saperlo.
Secondo l'emittente, in Slovacchia negli ultimi 16 anni il
numero delle interruzioni di gravidanza ? diminuito del 70%,
un dato notevole rispetto agli altri paesi dell'ex blocco
comunista.
L'associazione "Clovek v tisni" ha lanciato il
progetto
"Storie di illegalità - La Cecoslovacchia comunista";
si tratta di 16 documentari di vari registi, preparati per
le scuole; al termine della proiezione si svolge un
dibattito fra testimoni dell'illegalità comunista e
studenti. Nonostante il ministero dell'istruzione si sia
rifiutato di finanziare il progetto, gli organizzatori hanno
potuto beneficiare del fondo statale per la cinematografia e
del sostegno dell'Archivio cinematografico nazionale. Finora
sono state coinvolte 330 scuole.
Il Consiglio ecumenico delle Chiese ha inviato una lettera
aperta al presidente Klaus chiedendogli di non firmare
l'emendamento alla legge sulla libertà religiosa. I
rappresentanti del Consiglio denunciano il tentativo di
sottrarre alla gestione ecclesiale istituti di assistenza ed
educativi. Il cardinal Vlk ha sottolineato che le
organizzazioni ecclesiali interessate resterebbero in
completa balìa delle decisioni statali: "Questa legge
permetterebbe persino di liquidarle con un semplice atto
amministrativo"; al momento della loro registrazione - ha
ricordato il primate cattolico - Charita e Diaconie devono
produrre documentazione e informazioni in quantità
assai superiore a istituzioni commerciali e di altra natura.
I vescovi slovacchi hanno vietato l'attività delle
associazioni Nazaret e Betania. La prima, sorta durante
l'epoca comunista, era guidata da sacerdoti che facevano da
direttori spirituali a gruppi di famiglie; spesso
però questi sacerdoti imponevano prescrizioni e
atteggiamenti oltremodo restrittivi (per esempio il divieto
alle donne di portare orecchini), già al vaglio dei
vescovi nell'ottobre 2002. Betania invece si è
sviluppata come associazione laicale per ragazze, sempre
guidata da un prete, e qui la questione principale è
il loro inserimento nella normale vita parrocchiale.
La camera ha
approvato il 30 novembre, in prima lettura, con l'appoggio
dei socialdemocratici e dei civico-democratici (ODS) (contro
popolari, democristiani e comunisti!), la proposta di
emendamento al Codice penale secondo la quale l'eutanasia
non sarebbe più considerata reato e verrebbe
legalizzata. La proposta deve passare al senato ed essere
firmata da Klaus (ODS), e entrerebbe in vigore nel 2007.
Sono
oltre 50mila le firme raccolte dal Forum per la Vita a
favore di un rapido passaggio parlamentare in materia di
obiezione di coscienza. La petizione continuerà fino
alla fine dell'anno, ed è accompagnata da un'analoga
raccolta di firme organizzata dai giovani evangelici. Da
parte opposta, i neolaicisti dell'Alleanza del nuovo
cittadino contrari alla proposta legislativa i firme ne
hanno finora raccolte 25mila.
La conferenza
episcopale ceca ha espresso preoccupazione riguardo al
controverso emendamento alla legge 3/2002 "Sulla
libertà di confessione religiosa e sulla posizione
delle Chiese e delle organizzazioni religiose" approvata il
22 novembre dalla camera nonostante il veto del senato. I
vescovi avevano già messo in guardia da una legge che
viola le libertà religiose garantite dalla
Costituzione e diminuisce i diritti rispetto alle
disposizioni del 1991. La legge è stata approvata dai
deputati della sinistra (PC e socialdemocratici) senza tener
conto - ricordano ancora i vescovi - della sentenza del 2003
con cui la Corte costituzionale aveva abrogato punti
illegali che ora rientrano con gli emendamenti approvati. Le
nuove disposizioni discriminano Chiese e organizzazioni
religiose, e limitano i loro diritti di decidere su
questioni interne alle Chiese soprattutto sulla gestione di
istituzioni assistenziali ed educative (scuole, caritas,
ospedali), sottoponendole alla tutela statale.
L'approvazione rappresenta una doccia fredda nei rapporti
Stato-Chiesa proprio nel momento in cui, da ottobre, a
livello diplomatico pareva si fossero fatti passi decisivi
verso un accordo concordatario fra Vaticano e Rep. ceca, e
dopo gli incontri di cortesia tra Vlk e il premier Paroubek
in occasione della festa nazionale del 28 ottobre scorso.
Anche durante la recente visita ad limina dei vescovi cechi
in Vaticano, Benedetto XVI auspicava che "lo Stato non
dovrebbe avere difficoltà a riconoscere nella Chiesa
una controparte che non reca alcun pregiudizio alle sue
funzioni a servizio dei cittadini... Essa promuove il
progresso della società in un clima di grande
libertà religiosa. La Chiesa non cerca privilegi ma
solo di poter svolgere la sua missione. Quando ad essa viene
riconosciuto questo diritto, in realtà è
l'intera società che ne trae vantaggio".
![]() A
Bratislava. Il presidente della repubblica Gasparovic e
del parlamento Hrusovsky hanno partecipato il 17.11 alla
cerimonia di commemorazione delle vittime del regime
comunista che si è tenuta al cimitero Ruzinovsky.
Gasparovic ha sottolineato che per le vittime "vivere senza
libertà e democrazia non era per loro una vita vera".
La cerimonia è stata organizzata dal Movimento
anticomunista e dall'Associazione degli ex-prigionieri di
coscienza, in collaborazione con la Matica Slovenska e della
regione della capitale. Lo stesso giorno sono stati scoperti
due monumenti alle vittime del comunismo, in piazza Jakubovo
(ex Leninovo) e nei pressi del Castello, opera dello
scultore J. Barinek che ha inteso ricordare 705 cittadini
condannati a morte, oltre 71.000 processi politici, 16.000
cacciati dalle loro dimore e oltre 13.000 costretti ai campi
di lavoro in Slovacchia durante il comunismo. Anche a
Kosice sono stati ricordati gli eventi dell'89 con
candele accese e la deposizione di una corona davanti alla
lapide che ricorda le vittime, posta davanti all'attuale
municipio, ex sede del comitato distrettuale del pc. Alla
commemorazione è intervenuto anche il card. Korec,
che ha ripercorso in breve le tappe della sua vita.
In
occasione della seduta plenaria della conferenza episcopale,
i vescovi slovacchi hanno preso posizione contro alcuni
reality shows che stanno invadendo i canali televisivi
centroeuropei: "Questi programmi diffondono il decadimento
morale e culturale, perciò appoggiamo ogni iniziativa
dei cittadini che intendano alzare la propria voce contro
questa decadenza". I vescovi chiedono anche agli sponsor di
ritirare il loro sostegno finanziario e invitano i credenti
a cambiare canale. Fossero solo questi i problemi in
Slovacchia...
Nel comunicato della conferenza episcopale ceca si esprime
forte preoccupazione sul progetto di legge in materia di
ricerca sulle cellule staminali embrionali umane, monito
già sollevato all'inizio dell'anno in un'altra presa
di posizione in cui si diceva che "nessuna vita umana e
quindi nessun feto umano può essere considerato un
mezzo a vantaggio degli altri". I vescovi invitano i
ricercatori a limitarsi allo studio delle staminali adulte,
che già danno buone prospettive, e si appellano alla
coscienza dei legislatori che invece appaiono sordi ai loro
ammonimenti. Infine invitano i fedeli ad osservare
attentamente l'operato dei politici in materia, anche in
vista delle elezioni del 2006.
Dal
6 novembre presso il collegio slovacco dei Ss. Cirillo e
Metodio a Roma ha sede la parrocchia per la comunità
slovacca della capitale. Il rettore del colleegio e primo
responsabile pastorale, V. Stahovec, ha spiegato che dopo la
caduta del totalitarismo, con l'emigrazione per motivi
politici è stata sostituita da nuovi afflussi
diversamente motivati (lavoro, studio), per cui si è
sentita la necessità di offrire una cura pastorale
stabile.
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