:: Lettera aperta di i V. Havel, P. Landovsky e V. Maly al presidente cinese

Praga, 6 gennaio 2010

Eccellenza, il 23 dicembre scorso il tribunale del popolo n. 1 di Pechino, dopo averlo trattenuto per oltre un anno senza regolare processo, ha condannato Liu Xiaobo, rispettato uomo di cultura e attivista per i diritti umani, a 11 anni di prigione per aver tentato di "sovvertire il potere dello Stato".
Signor presidente, sappia che da parte nostra non consideriamo questo processo un caso giudiziario indipendente in cui nè Lei nè il suo governo possiate interferire. In realtà è proprio l'opposto: il processo contro il signor Liu è il risultato della gestione del potere di cui Lei porta l'ultima responsabilità politica. Siamo convinti che questo processo e la relativa dura condanna siano da intendere come un severo monito per chiunque voglia seguire i passi di un cittadino rispettato, conosciuto ed eminente del suo paese, condannato solo per aver pensato ed esposto critiche in merito ad alcuni temi politici e sociali.
33 anni fa, il 6 gennaio 1977, noi - gli scrittori V. Havel e L. Vaculik e l'attore P. Landovsky - fummo arrestati dalla polizia del nostro paese [la Cecoslovacchia - ndt], un paese comunista a partito unico, per aver "commesso" esattamente lo stesso "crimine": aver scritto Charta 77 e aver raccolto firme con l'intento di sollecitare il nostro governo a rispettare la Costituzione, i suoi doveri internazionali e i diritti civili e umani fondamentali. Successivamente alcuni di noi furono anche condannati a lunghi periodi detentivi nel corso di procedimenti giudiziari di tipo politico, proprio come la corte di Pechino ha vergognosamente condannato il signor Liu Xiaobo nel dicembre scorso.
Noi crediamo fermamente e ci permettiamo di ricordarlo a Lei e al suo governo, che non c'è nulla di sovversivo per la sicurezza nazionale nel momento in cui gli intellettuali, gli artisti, gli scrittori e gli accademici esercitano la loro vocazione più profonda: pensare, meditare, far domande, criticare, agire creativamente e tentare di avviare un dialogo aperto. Al contrario, il benessere presente e futuro di una società è messo in pericolo dai governi che soffocano il dibattito intellettuale.
Non v'è nulla di sovversivo per la sicurezza nazionale, o che possa danneggiare la futura prosperità se i cittadini agiscono sulla base della loro volontà e secondo la loro migliore coscienza e conoscenza, se si associano per discutere ed esprimere pacificamente le loro preoccupazioni e i loro punti di vista sullo sviluppo futuro della società in cui vivono. Al contrario, il futuro materiale e spirituale di un paese è minacciato nel momento in cui ai cittadini non è permesso agire, associarsi, pensare e parlare liberamente.
Per questo ci rivolgiamo a Lei e al suo governo perchè sia garantito un processo veramente aperto ed equo nei confronti di Liu Xiaobo quando ci sarà l'appello.
Chiediamo anche a Lei e al suo governo di porre fine agli arresti domiciliari e alla sorveglianza di polizia nei confronti dei firmatari di Charter08. Ci appelliamo a Lei e al suo governo perchè cessi la criminalizzazione del libero pensiero e perchè siano rimessi in libertà tutti i prigionieri di coscienza.
Signor presidente, vogliamo informarla che continueremo a osservare attentamente il procedimento contro il sig. Liu Xiaobo e gli altri firmatari di Charter08. Assieme a molti dei nostri colleghi della Repubblica Ceca e della Slovacchia firmatari di quel primo documento di Charta77, continueremo nei nostri sforzi per sottoporre il problema all'attenzione internazionale.
Distinti saluti

Vaclav Havel - scrittore
Pavel Landovsky - attore
Vaclav Maly - vescovo [ausiliario di Praga - ndt]

© traduzione italiana www.charta77.org