Jan Palach (1948-1969)

Alle 17.55 del 16 gennaio 1969 l'agenzia stampa cecoslovacca CTK batteva la seguente notizia: "La polizia della capitale comunica che oggi verso le 15 si è gravemente ustionato in piazza San Venceslao J. P., studente ventunenne della facoltà di giurisprudenza. Dopo essersi cosparso di combustibile, si è dato fuoco agli abiti provocandosi gravi ustioni. Un addetto ai trasporti è riuscito a spegnere le fiamme che avevano avvolto lo studente, che è stato ricoverato all'ospedale…". Muore tre giorni dopo. I funerali si trasformano in un silenzioso gesto di protesta spontanea popolare. Negli anni successivi la sua tomba diventa meta di manifestazioni silenziose contro il regime comunista. Preoccupate per questi episodi ripetuti, le autorità decidono (1973) di traslare i resti di Palach a Vsetaty (30 km dalla capitale), suo luogo di nascita. Dall'ottobre '90 le sue ceneri riposano nel cimitero di Olsany, a Praga.
Di lui ha detto il teologo Zverina durante la commemorazione del 1990: "La tragica morte di Jan Palach fu un gesto di sacrificio volontario, libero. Solo un moralista insensibile potrebbe parlare di suicidio. Non fu un sui-cidio, ma un sacrificio di sé. Non si tolse la vita per non vivere più, ma perché vivessero gli altri. (…) Il sacrificio del '69 fu l'inizio. Vent'anni dopo sono maturati altri sacrifici, dai quali è nata la nostra libertà, nel momento in cui si è manifestata la verità e l'amore. Il sangue innocente, la sofferenza dei senza potere hanno portato alla vittoria".

Piazza San Venceslao. Sul luogo dove si diede fuoco Palach (foto totalita).

Praga, 18 gennaio 1969, chiesa di San Salvatore: i concelebranti al requiem in memoria di Palach.

"La morte di Palach, che sarebbe stata altrimenti difficilmente comprensibile, fu immediatamente capita da tutta la società, perchè era l'ultima e quasi simbolica espressione dello 'spirito del tempo': ognuno capiva benissimo la disperata necessità di fare qualcosa di disperatamente estremo, quando tutto era inutile, ognuno aveva in sè un pezzetto di quella necessità" (V. Havel).

Il libretto universitario. Sotto: part. della tomba nel cimitero di Olsany.


sulla casa natale di Jan Palach a Vsetaty (foto agosto 2007)