benedetto xvi in repubblica ceca pope czech republic navsteva papeze 

BENEDETTO XVI in REPUBBLICA CECA - 26-28.9.2009



- PRAGA -

Santa Maria della Vittoria ->
E' la prima costruzione religiosa barocca a Praga, eretta negli anni 1611-13 dall'architetto italiano Giovanni Maria Filippi per i luterani tedeschi sul luogo dove dal 1584 esisteva una cappella, divenuta ormai troppo piccola per contenere i fedeli, e dedicata alla Ss. Trinità. Dopo la vittoria austriaca sui protestanti nella battaglia della Montagna Bianca (1620), e la conseguente ricattolicizzazione delle terre boeme, Ferdinando II nel 1624 la donò ai carmelitani che la ristrutturarono mutando l'orientamento della navata verso ovest, e riconsacrandola a Santa Maria della Vittoria. Nel 1784 con la soppressione degli ordini religiosi decretata da Giuseppe II i carmelitani dovettero abbandonare la chiesa che ebbe parecchie turbolente vicissitudini a causa della successiva guerra con gli Svedesi. Dopo la soppressione essa finì sotto la giurisdizione della vicina chiesa di Santa Maria della Catena, del Sovrano Ordine Militare dei Cavalieri di Malta. Nel luglio 1993, su desiderio del cardinal Vlk, la chiesa è stata nuovamente restituita ai carmelitani.
L'
interno è rinascimentale con altari barocchi. All'altare centrale di destra è presente la famosa statua in cera del Bambino Gesù, dono (1628) della principessa Polyxena di Lobkowicz. La chiesa contiene anche una copia della Vergine brasiliana Aparecida.

La statuetta del GESU' BAMBINO
La storia di questa particolare statua di cera comincia nel sud della Spagna, come opera di uno scultore sconosciuto. Si dice provenga da un convento tra Cordoba e Siviglia, nel quale viene venerata una copia in legno. Da qui la trasse dona Isabela Manrique de Lara y Mendoza. La statua arrivò in Boemia quando la figlia Maria si sposò con il nobile Vratislav di Pernstein. A sua volta, come dono di nozze la ricevette sua figlia, Polyxena, quando sposò Vilem di Rozumberok. Dopo la morte del primo marito, si sposò con Zdenek Vojtech di Lobkowicz e, dal momento che non ebbe figlie, Polyxena. rimasta di nuovo vedova, nel 1628 prima di ritirarsi nel castello di Roudnice regalò la preziosa statuetta al priore dei carmelitani presso il convento di Santa Maria della Vittoria. La statua fu dapprima collocata nella cappella del noviziato, secondo una consuetudine del Carmelo Teresiano. Nel 1631 i Sassoni attaccarono Praga e nemmeno i conventi si salvarono dal saccheggio. La statua del Bambino rimase seriamente danneggiata e gettata fra le rovine dietro all'altar maggiore. Fu ritrovata solo nel 1637, quando venne a Praga padre Cirillo, carmelitano di Monaco, che riuscì a far riparare le mani della statua. Fu posta poi inizialmente nella cappella all'entrata della chiesa ma, dato l'afflusso dei pellegrini, nel 1741 fu spostata nell'altare laterale di mezzo, dedicato allora a san Gioacchino e a sant'Anna. L'altare stesso è concepito in modo da sottolineare il senso della spiritualità del Bambino di Praga, comprensibile solo all'interno del mistero fra la famiglia divina e la famiglia umana. Cominciarono ad apparire intorno alla statua anche ex-voto d'argento, in forma di piccole manine. Nel XIX secolo la spiritualità del Bambino aveva ormai raggiunto anche le terre più lontane: dalla Spagna all'America del Sud, all'Italia, alle Filippine. La festa è celebrata la prima domenica di maggio.
La statua è alta 47 cm, è protetta da un
cilindro metallico argentato fino alla cintola. La statua ha molto probabilmente un'anima in legno, rivestita di tessuto che traspare sotto la cera. Da sempre la statua viene rivestita con abitini tessuti a mano (secondo la tradizione, le prime che ricevettero tale incarico furono Anna Loragh e Sibylla Schayemaier, seguite dal 1747 dalle Dame Inglesi). Il Bambino è avvolto da una cotta bianca, sulla quale vengono poste una tunica bianca e i vestiti con mantellina di seta, simile ad una dalmatica (il quarto e il quinto vestito erano simili ad un pluviale sacerdotale). Intorno al collo poi vengono posti dei collarini di pizzo. La statua possiede due corone: quella originale del 1767, e la seconda preparata negli anni 1810-20. Il suo guardaroba ha ormai raggiunto i cento esemplari. I piu' antichi risalgono al XVIII sec.
La tradizione di vestire le statue oggetto di culto è molto antica, e si diffuse soprattutto nel periodo barocco.



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Immagini del cambio dei vestiti
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preghiere al Bambino Gesù
-> sul santuario e sulla storia:
www.gesubambino.org; www.karmel.at


- STARA BOLESLAV (Brandys sull'Elba) -

di Stara Boleslav-Brandys sull'Elba

a Stara Boleslav

1) Basilica di san Venceslao
Fu innalzata sull'antica chiesa dedicata ai SS. Cosma e Damiano per volere del principe Bretislav (1002/05-1055). Fu consacrata nel 1046, e nel perimetro delle sue mura si è conservato il luogo dove sorgeva la chiesetta in legno del castello di Boleslav, luogo del martirio del principe Venceslao (28 settembre 935, o 929 secondo una tradizione più antica). La chiesetta dei SS. Cosma e Damiano sorgeva infatti dove ora c'è la cripta romanica della basilica. Il culto di san Venceslao fu rilanciato nel 1052 per volere del principe Bretislav con la creazione del Capitolo dei ss. Cosma e Damiano. La chiesetta dedicata al papa e martire san Clemente, eretta anch'essa nell'XI secolo e adornata con affreschi del XII, i più antichi di Boemia, si inserisce a pieno titolo nella tradizione cirillometodiana.

2) Chiesa dell'Assunta e il "palladio delle terre ceche"
Il culto dell'immagine della Vergine col Bambino - il palladio boemo - attrae a Stara Boleslav decine di migliaia di pellegrini. Nel 1617 con il sostegno di Anna, moglie di re Mattia, l'architetto italiano Jacopo de Vaccani iniziò la costruzione della chiesa. Nel XVIII secolo fu ampliata dal grande architetto Dietzenhofer (torre meridionale e facciata con statue dei santi boemi col palladio). L'icona della Vergine col Bambino (19x13,5 cm), fusa in bronzo dorato di Corinto, fu donata secondo la tradizione da san Metodio alla principessa Ludmila in occasione del suo battesimo, e successivamente da lei donata all'adorato nipote Venceslao. Nei momenti drammatici seguiti alla sua uccisione, Podiven, servo fedele di Venceslao, nascose l'icona nel terreno al limite della foresta, affinchè non andasse distrutta. Alla metà del XII secolo un contadino arando i campi rinvenne l'immagine. I canonici di Stara Boleslav eressero una cappella sul luogo del ritrovamento e vi posero l'icona ritrovata. Durante le guerre hussite fratricide, Stara Boleslav fu incendiata e l'immagine subì notevoli danni; fu così restaurata e assunse la forma attuale. Dal 1609, con l'avvento dei gesuiti, l'icona fu proclamata "palladio delle terre ceche", e dal 1613 grazie all'opera del canonico Kaspar Arsenio di Radbuza abbiamo la prima testimonianza scritta dei miracoli attribuiti all'icona, che da allora attrassero numerosi pellegrini da tutta la regione e da Praga. Durante la guerra dei Trent'anni il palladio finì nelle mani dei predoni sassoni, e riscattato tramite l'interessamento della principessa Benigna Caterina Lobkowicz e del re Ferdinando III. A causa delle alterne vicende belliche, il palladio ritornò finalmente a Stara Boleslav solo nel 1650.

VENCESLAO, patrono boemo

Il periodo che va dal X al XII secolo è di fondamentale importanza per lo sviluppo dello stato ceco. Dopo il disfacimento della Grande Moravia in seguito alle pressioni ungheresi, sarà la dinastia Premyslide a porre le basi per la riunificazione dei territori boemi, culminata nel XIII secolo.
Venceslao (Vaclav, "vice slavny", ossia "glorioso") nasce verso l'anno 907 da re Vratislav e da Dragomira, la quale succederà al marito prematuramente scomparso (921) e regnerà fino al 924-925, quando il giovane Venceslao prende la guida delle terre ceche. La tradizione lo raffigura come un re colto e religioso: getta le fondamenta della cattedrale di san Vito a Praga, per la quale ottiene da Enrico di Sassonia le reliquie di san Vito, e nella chiesa di San Giorgio fa traslare anche le spoglie dell'amata nonna, Ludmila, Venceslao viene assassinato dal fratello Boleslav probabilmente il 28 settembre 935 a causa del diverso approccio alle questioni di "politica internazionale": Venceslao è più portato alla diplomazia, mentre il fratello è un uomo d'azione. Non sappiamo se il re avesse moglie o eredi; dopo di lui regna il fratello omicida, che rafforza lo stato ceco.
Le spoglie di Venceslao vengono traslate per volontà del fratello nel marzo 938 da Stara Boleslav nella cattedrale praghese, e già dal X secolo è venerato come santo. La sua vita diventa oggetto di scritti agiografici (già nel X secolo appare la Prima leggenda, e il testo latino Crescente fide christiana, la leggenda di Gumpold vescovo di Mantova e il testo di Kristian).

Dalla prima Leggenda
"E quella notte i cospiratori si riunirono nel palazzo di Hnevysa e invitarono Boleslav al consesso diabolico. E così come da Pilato si erano raccolti coloro che tramavano contro Cristo, così anche quei malvagi cani decisero, come accadde allora, di uccidere il loro signore. E dissero: "Lo prenderemo quando si recherà al mattutino".
Sorse l'aurora e suonarono per il mattutino. Venceslao, udita la campana, disse: "Gloria a te, Signore, che mi hai conservato fino al mattino!" e, alzatosi, si recò al mattutino. Boleslav lo attendeva sul portone. Venceslao lo salutò dicendo: "Ieri sera sei stato un ottimo ospite!". Ma il diavolo si era impossessato di Boleslav e aveva sconvolto il suo cuore. Estrasse la spada e rispose: "E saprò fare anche di meglio per te", e lo colpì sul capo (...). Si avvicinò Tuza, afferrò Venceslao per un braccio e così riuscì a correre verso la chiesa. Ma i due diavoli Cesta e Tira lo colpirono davanti al portone del tempio; Hnevysa, avvicinatosi, lo trafisse al petto con la spada. Venceslao, esalando l'ultimo respiro, disse: "Nelle tue mani, Signore, rimetto il mio spirito".


- BRNO -

Capoluogo della Moravia meridionale e seconda città del paese, carica di storia e monumenti, situata ai piedi della collina dello Spilberk. E' un grande centro industriale, commerciale e di studi. Nel XI secolo diventa castello dei principi feudatari della Moravia e nel XII secolo sede dei margravi locali. Nel 1243 viene trasformata in città murata per opera di Venceslao I. Nel 1234 il re Venceslao I concede i diritti divici e nei secoli XIV-XV la fortezza dello Spilberk è residenza dei margravi mentre la città, acquisiti nuovi privilegi dall'imperatore Carlo IV, diventa un grande centro commerciale legato sia a Vienna e Praga, sia alle città dell'Hansa, a Venezia e Genova. Nel 1642 è elevata a capitale morava. Assediata invano dagli svedesi (1645), dai tatari (1663) e dai turchi (1683), viene presa da Napoleone dopo la battaglia di Austerlitz (1809). Nel 1839 è unita a Vienna dalla ferrovia. Durante l'impero austriaco lo Spilberk diventa tristemente famoso perchè nella sua fortezza vengono imprigionati gli oppositori politici. Anche il regime comunista nel XX secolo non è stato da meno (nella zona: carceri per i detenuti politici di Brno, Kurim e Mirov).
Il duomo dedicato ai santi Pietro e Paolo occupa l'altura di Petrov, dove sorgeva la prima fortezza slava. Costruito in epoca romanica, fu rifatto in forme gotiche nel XV secolo, distrutto dagli svedesi nel 1645, ricostruito in stile arocco e infine ritornato all'esterno all'aspetto gotico negli anni 1904-11, con l'aggiunta di due torri.

 

 


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