12
novembre. Papa
Giovanni Paolo II proclama santa Agnese di Boemia,
principessa premyslide. A Roma si radunano 10.000
pellegrini.
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Josef
Zverina: SANTA AGNESE DI BOEMIA
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 La
benedizione di Agnese e le preghiere dei
rappresentanti della nostra Chiesa sono scese non
solo sui presenti, ma anche sui lontani, su tutta
la nostra terra, dove giovani poliziotti (secondo
testimoni oculari) hanno rubato i fiori di Agnese
dal piedistallo della sua statua. Peggiori sono
stati poi i loro colpi brutali contro i giovani che
avevano come unica arma fiori e candele che ardono
ancora a ricordo del sangue versato. Cresceranno
nuovi fiori, nuovi seguaci, nuovi uomini. Le sedi
episcopali vacanti non resteranno più nelle
mani incapaci di stringersi in preghiera.
Pregheremo noi anche per loro sant'Agnese! La
missa sollemnis non è finita in san
Pietro. Continua nel sangue sacrificale dei
giovani, nell'illuminazione a festa del gruppo di
statue in piazza san Venceslao, nelle preghiere
alla santa che sta come roccia orante di fede,
speranza e carità.
14
novembre 1989
(J. Zverina. La gioia di essere Chiesa, p
58).
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16
novembre. Praga. Le
autorità permettono una manifestazione informale
studentesca prevista per il giorno seguente, in occasione
dell'anniversario dell'insurrezione antinazista di Praga.
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Volantino
di invito degli studenti alla manifestazione del 17
novembre
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Porta con
te un mazzo di fiori
A
Praga in questi giorni sta girando un volantino che
dice: Il 17 novembre ricorderemo il 50°
anniversario degli avvenimenti gloriosi e tragici
seguiti ai funerali di Jan Opletal, studente della
facoltà di medicina dell'Università
Carolina, ferito mortalmente durante le
manifestazioni contro l'occupazione (nazista - ndt)
del 28 ottobre 1939... Non vogliamo solo compiere
il gesto commemorazione di ricordare quei tragici
avvenimenti, bensì condividere attivamente
gli ideali di libertà e verità per i
quali coloro che vi aderirono allora sacrificarono
la propria vita. Poiché anche oggi questi
ideali sono gravemente minacciati, non vogliamo
essere di meno dei nostri colleghi di allora. Per
questo il 17 novembre, dopo le ore 16, sfileremo
dall'Istituto di patologia sull'Albertov, dove si
svolsero i funerali di Jan Opletal, e attraversando
la piazza Carlo, la via Stepanska arriveremo
all'Opletalova, dove nel parco davanti alla
Stazione centrale termineremo il nostro gesto
commemorativo posando i fiori.
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Venerdì
17 novembre. Piazza
san Venceslao: alla manifestazione studentesca pacifica si
uniscono altre migliaia di cittadini. Le forze dell'ordine
intervengono brutalmente contro i dimostranti,
disperdendoli. Il bilancio sarà di 134 feriti e
decine di contusi. Vengono fermati A. Dubcek e altri
attivisti.
Cronistoria.
Praga-Albertov. Alle 16 prende la parola Josef Sarka
(che aveva partecipato alle esequie di Opletal nel 1939):
"Studenti, non cedete, sono contento che stiate lottando
per ciò per cui anche noi allora abbiamo lottato".
Agli applausi si alternano slogan inneggianti alla
libertà e al dialogo potere-società civile.
Alle 16.30 discorso di Martin Klima, rappresentante degli
studenti indipendenti, che incita a "lottare per la
libertà e contro le ingiustizie del
totalitarismo", e invita a osservare un minuto di
silenzio ricordando gli avvenimenti del 1939 a Praga e
dell'89 a Pechino. Pochi minuti dopo, un lungo applauso
con slogan a favore di Charta 77, della petizione Alcune
frasi, di Havel, Masaryk e Devaty; richiesta di elezioni
libere, mentre il corteo si muove dapprima sulla
sinistra, in direzione del Vysehrad, per poi imboccare la
Vysehradska, nei pressi del ministero della giustizia;
dopo il primo intervento della polizia, intorno alle
18.30, i manifestanti sono costretti a girare verso il
Teatro Nazionale, dove piano piano vengono accerchiati e
cominciano i pestaggi da parte dei poliziotti. Dopo le 22
la manifestazione è stata dispersa.
18-19
novembre. In serata
viene costituito presso il teatro "Lanterna Magica" un nuovo
gruppo catalizzatore di tutte le iniziative informali
esistenti: Obcanske Forum (Forum civico). Primi
rappresentanti sono V. Havel, V.
, P. Pospichal. Creazione di Comitati studenteschi che
invitano ad azioni di sciopero per i giorni successivi. I
fermenti si estendono a Bratislava.
Cronistoria.
L'agenzia stampa ufficiale CTK dà notizia
della manifestazione accusando un "gruppo di persone,
già note da lungo tempo", di aver sfruttato
l'occasione per tentare di destabilizzare e sovvertire la
vita sociale: "Anche alcuni noti esponenti dell'epoca
della crisi del '68 hanno voluto usare la manifestazione
per la propria ambizione personale", per questo "i tutori
dell'ordine sono stati costretti a prendere tutti i
provvedimenti per garantire la calma e l'ordine". Il
consiglio centrale studentesco di Praga diffonde una
dichiarazione in cui condanna le brutalità della
polizia che hanno dimostrato ancora una volta "come
l'attuale governo cecoslovacco non sia in grado di
rispettare i diritti umani fondamentali", e proclama lo
sciopero ad oltranza nelle scuole superiori finché
non si sia fatta chiarezza su tutti i casi di aggressione
subita dai civili, a cui si aggiunge la richiesta di
predisporre una commissione d'inchiesta sugli
avvenimenti. Nella mattina del 18 anche gli studenti
dell'accademia di scienze musicali proclamano lo sciopero
di una settimana come risposta alle aggressioni.
Altre prese di posizione sono quelle dell'Associazione
per i diritti umani, dello HOS, dei drammaturghi che
indicono lo sciopero di due ore previsto il 27
novembre.
Anche da numerosi docenti universitari vengono diffusi
appelli e prese di posizione contro le repressioni della
polizia.
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Dalla
dichiarazione di Charta 77
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Ieri
17 novembre nelle ore pomeridiane e serali Praga
è stata testimone della maggiore
manifestazione avvenuta negli ultimi vent'anni. La
manifestazione pubblica indetta dagli studenti
delle superiori per ricordare il 50°
anniversario degli scontri antinazisti a Praga e la
morte dello studente Jan Opletal, è
proseguita poi attraverso la capitale come corteo
politica di massa a cui, secondo stime, hanno
partecipato almeno 50mila persone... Gli studenti e
la gente chiedevano l'immediata apertura di un
dialogo aperto a tutta la società, le
dimissioni dell'attuale governo, elezioni libere e
la fine del monopolio del Partito, la realizzazione
dei diritti umani, compresa la liberazione dei
prigionieri politici. Quando il corteo è
arrivato sul Narodni trida in centro, è
stato fermato e circondato dalle unità
speciali del ministero degli interni che
disponevano anche di autoblindo. Durante il
successivo assalto brutale contro i manifestanti
pacifici, che a molti ricordava la furia nazista di
50 anni prima, hanno partecipato le unità
speciali addestrate al corpo a corpo, e molte
persone sono state ferite comprese donne, bambini e
anziani. La gente scandiva slogan: "Gestapo di
Jakes". L'opinione pubblica interna e
internazionale è indignata e attonita.
Mentre infatti in quasi tutte le nazioni
dell'Europa centrale si è avviato
pacificamente un processo di riforma democratica,
in Cecoslovacchia il governo scatena la guerra
contro i propri cittadini che non chiedono altro
che seguire l'esempio delle nazioni vicine. Una
guerra che renderà solo più doloroso
e difficile il futuro e inevitabile dialogo
sociale. Charta 77 si sente in dovere di prender
parte all'attuale situazione con la seguente
dichiarazione: 1. Riteniamo necessario che
dall'apparato di governo e di Partito si dimettano
subito coloro che sono direttamente responsabili
dell'intervento brutale contro i propri cittadini.
2. E' necessario immediatamente condurre il dialogo
sociale sulla via delle riforme future, cui
dovranno poter partecipare a egual diritto tutti
gli strati della nostra società compresi i
partiti politici non comunisti, le Chiese,
l'intelligencija, gli operai, gli studenti e
le iniziative informali...
Tomas
Hradilek, Dana Nemcova, Sasa Vondra
portavoce di Charta 77
Sopra, nella
foto: l'inizio del corteo sul Narodni tr. (©
R. Bocek). Qui sotto: le truppe del Ministero degli
interni bloccano il Narodni tr. (©
CTK).
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Dalla
dichiarazione del premier ceco F. Pitra alla tv
nazionale
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Il
programma di perestrojka e
democratizzazione, la nostra via cecoslovacca che
rispetta la nostra esperienza storica e
contemporanea e l'esperienza delle altre nazioni
socialiste, è una spina nel fianco per
alcuni circoli interni e all'estero. Ogni occasione
è buona per loro per organizzare
destabilizzazione e disordini e danneggiare
così le riforme in atto... Con il nostro
programma non ci potranno essere disordine e caos.
Mi rivolgo a voi, concittadini, agli studenti delle
superiori, ai giovani, agli artisti, a tutti.
Nessun estremismo e imprudenza possono portare
avanti la società.
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Nasce
il Forum civico (Obcanske
Forum)
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Il 19
novembre dopo le 22 viene diffuso il primo
documento del neonato Forum civico:
 Nel
corso della riunione odierna tenutasi al Club di
drammaturgia, alle 22 è stato istituito il
Forum civico come portavoce di quella parte della
società cecoslovacca che è sempre
più critica verso la politica dell'attuale
governo e che in questi giorni è stata
profondamente turbata dalle repressioni messe in
atto contro gli studenti che manifestavano
pacificamente. Prendono parte ai lavori del forum
Charta 77, il Comitato Helsinki cecoslovacco, il
Circolo dell'intelligencija indipendente, lo HOS,
l'Artforum, Difesa, gli studenti indipendenti,
Iniziativa democratica, il VONS, l'Associazione
pacifista indipendente, Dialogo aperto, il PEN club
cecoslovacco, alcuni membri del Partito socialista
e del Partito popolare, delle Chiese, delle unioni
degli artisti e di altre unioni, alcuni ex membri e
attuali tesserati del Partito comunista, e altri
cittadini di vedute democratiche. Il Forum civico
è consapevole di poter intavolare
immediatamente le trattative con le autorità
statali riguardo questa situazione critica, e di
esprimere le richieste della società...
1. Chiediamo che si dimettano subito dalla propria
funzione i membri della presidenza del Comitato
centrale del Partito che sono direttamente
coinvolti con la preparazione dell'intervento dei
cinque Stati del Patto di Varsavia del 1968, e sono
responsabili per la devastazione prolungata in
tutte le sfere della vita sociale nel nostro paese.
Si tratta esplicitamente di Gustav Husak, Milos
Jakes, Jan Fojtik, Miroslav Zavadil, Karel Hoffmann
e Alois Indra. La funesta politica di costoro, che
per anni hanno rifiutato qualsiasi dialogo
democratico con la società, ha portato
inevitabilmente agli avvenimenti degli ultimi
giorni.
2. Che si dimetta immediatamente il primo
segretario del Partito di Praga, Miroslav Stepan, e
il ministro degli interni federale Frantisek Kincl,
responsabili degli attacchi che la polizia ha
condotto negli ultimi mesi contro i cittadini che
manifestavano pacificamente.
3. Che venga istituita una commissione d'inchiesta
sugli avvenimenti, cui partecipino rappresentanti
del Forum.
4. Che vengano immediatamente rilasciati tutti i
prigionieri di coscienza, compresi quelli che sono
stati fermati nel corso delle ultime
manifestazioni...
Nella foto: l'intervento di Havel ai lavori del
Forum (© H. Slavik).
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20
novembre. Dal mattino
si raccolgono gruppi di cittadini presso la statua di San
Venceslao per protestare contro gli attacchi della polizia e
contro il governo. Verso le 17 si forma un corteo di oltre
100mila persone che si dirige verso il Teatro nazionale. In
piazza San Venceslao continua la discussione pubblica, cui
partecipa V. Mohorita, presidente dell'Unione della
gioventù socialista. Verso le 20 si raccoglie un
gruppo attorno all'edificio della radio. Le forze
dell'ordine non intervengono.
Cronistoria
La presidenza del Comitato Centrale del Partito
riunita per valutare la situazione politica, respinge gli
appelli agli scioperi e chiede la ripresa delle lezioni
nelle scuole. Alcuni membri si incontrano con i
rappresentanti delle organizzazioni studentesche del
Partito.
I giornalisti riuniti a Praga decidono di creare un
gruppo ufficiale per la nascita di un'Unione dei
giornalisti indipendente.
Gli studenti delle superiori diffondono un appello a
tutti i cittadini invitandoli allo sciopero generale
indetto per il 27 novembre. A questo invito seguono
numerose prese di posizione favorevoli allo sciopero.
Particolarmente significative le adesioni dei dipendenti
del Teatro nazionale e della Filarmonica.
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