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21
novembre. Un'enorme
folla di 200.000 persone manifesta per le vie della
capitale: richieste le dimissioni del governo, l'apertura di
un dialogo effettivo opposizione-potere. V. Havel rende noto
che il governo ha riconosciuto il ruolo di opposizione del
Forum civico; il primo ministro L. Adamec incontra
rappresentanti del Forum. Il primate di Cecoslovacchia,
cardinal Tomasek, esprime il proprio appoggio
all'opposizione: "Dio ci libera attraverso la
verità".
Il Rude pravo commenta le manifestazioni del giorno
prima, titolando: "Manifestazione di 150.000 persone nelle
vie della capitale. Chiusi i teatri. Gli operai invitano
alla calma e chiedono informazioni corrette". Nel corpo
dell'articolo si legge un tentativo di cronaca obiettiva:
"... I manifestanti portavano striscioni e scandivano slogan
contro l'intervento delle forze dell'ordine di
venerdì scorso e chiedevano le dimissioni di alcuni
rappresentanti alla guida del PC e del governo... Secondo
informazioni della CTK, Vasil Mohorita, membro della
segreteria del CC del Partito, è intervenuto presso
la statua di san Venceslao davanti ai manifestanti ... Verso
le 17 la folla si è mossa verso il Narodni trida, dal
Teatro nazionale ha proseguito verso la piazza dell'Armata
rossa. Le forze di polizia hanno però bloccato
l'accesso al ponte del Maneggio verso Mala Strana. I
manifestanti allora si sono diretti verso la piazza della
Città vecchia, dove hanno scandito slogan per
chiedere pluralismo politico... Dopo le 22 nella capitale
è ritornata la calma... A Bratislava, Liberec,
Ostrava, Olomouc e in altre località si sono svolte
altre manifestazioni".
22
novembre. Bratislava.
Una manifestazione di 15.000 persone appoggia le richieste
dell'opposizione di Praga, inneggia ad A. Dubcek e chiede
libere elezioni. A Praga proseguono le dimostrazioni dei
cittadini.
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Milos
Jakes alla tv cecoslovacca
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Ci
rendiamo perfettamente conto che non è
possibile sviluppare ulteriormente il socialismo
nel nostro paese senza riforme... Il nostro
programma non è però l'anarchia, la
distruzione, le tensioni e i disordini sociali.
Questo potrebbe danneggiare profondamente anche i
nostri interessi nazionali... Siamo pronti al
dialogo con tutti coloro che sono a favore del
socialismo.
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Dal
Rude Pravo del 22/11/89: "Martedì a Praga il
presidente del governo Ladislav Adamec si è
incontrato con i rappresentanti dei circoli studenteschi,
artistici e civili della capitale
(a sinistra, nella
foto).
All'incontro hanno preso parte l'attore Jiri Bartoska, il
presidente del Comitato praghese dell'Unione della
gioventù socialista, Martin Ulcak e il suo
vicepresidente Jan Pradler, il minatore Milan Hurska, Martin
Mejstrik del Comitato di coordinamento scioperi delle scuole
superiori della capitale, il compositore Michael Kocab, il
redattore Michal Horacek di "Mlady svet", dalla
facoltà filosofica della UK Zdenek Vesely e Pavlina
Kupova, e Jan Ruml per l'associazione Forum Civico. I
presenti hanno esposto al presidente del governo la propria
valutazione della situazione nella capitale e nelle altre
città del paese, e soprattutto nelle scuole superiori
e medie. Hanno dichiarato che si è giunti
all'inasprimento, alle manifestazioni e agli scioperi a
causa dell'intervento sproporzionato delle forze dell'ordine
contro la manifestazione del 17 novembre. Per ritornare alla
calma occorrerebbe far luce sugli avvenimenti e iniziare un
ampio dialogo con la società civile". Adamec
però non ha ancora capito la portata degli eventi:
secondo lui infatti il governo cecoslovacco è pronto
ad accogliere qualsiasi consiglio da chiunque, se questo
può portare al rinnovamento della società
socialista. "Ma manterremo il socialismo, su questo non si
discute".
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Dichiarazione
del cardinal Tomasek
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Cari
concittadini, mi rivolgo a voi dopo essere
rientrato da Roma, dove ho partecipato alla
canonizzazione della nostra Agnese. Lei, di nobili
origini, si è ritirata in convento per amore
a Dio e al prossimo, ma non ha cessato di essere
con il suo popolo nell'ora della gloria e
nell'umiliazione. Anch'io non posso rimanere
estraneo al destino del mio popolo e dei cittadini
del nostro Stato. Non posso tacere nel momento in
cui vi siete uniti in una grande protesta contro le
ingiustizie che subiamo da 40 anni. Non ci si
può fidare di un'amministrazione statale
incapace di dire la verità, e che nega a una
terra che ha una tradizione statale millenaria, i
diritti e le libertà che in qualsiasi nuovo
Stato del terzo mondo sono considerati normali...
Le proteste e le richieste della Chiesa cattolica
sono state altezzosamente ignorate. Anche quando il
popolo cattolico ha alzato la voce, in centinaia di
migliaia, a Velehrad nell'85 e con la petizione
dell'88, si sono fatti passi insignificanti. Alle
mie offerte di dialogo dell'anno scorso, il
presidente ha risposto solo sei mesi fa, ma in
pratica è stato un risultato irrilevante. La
Chiesa rimane ancora alle dipendenze del potere
statale secondo il trattamento coatto dell'epoca
staliniana... Non si può credere a questa
gente. La medesima situazione tragica si ha negli
altri ambiti della vita sociale: nella scienza,
nella cultura, nei mass media, negli eventi
sociali, civili e politici... Anche noi ora non
possiamo aspettare, bisogna agire... Oggi siamo
tutti chiamati alla responsabilità per il
presente e il futuro nostro e dei nostri figli.
Siamo con voi, amici, che chiedete giustizia per
tutti... Vi esorto solo a continuare a percorrere
la via della non violenza. Lottiamo per il bene con
metodi buoni... In quest'ora decisiva della nostra
storia non deve rimanere da parte nessuno. Alzate
nuovamente la voce, questa volta assieme agli altri
cittadini, cechi e slovacchi, appartenenti ad altre
etnie, credenti e non credenti. Il diritto alla
fede non va separato dagli altri diritti
democratici. La libertà è
indivisibile. Termino con le parole che sono
già risuonate nella nostra storia: "Con
l'aiuto di Dio, i nostri destini sono nelle nostre
mani".
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In piazza S. Venceslao nuova manifestazione di pomeriggio.
Gli interventi di Havel e altri e il saluto di Dubcek sono
introdotti dalle note di , della cantautrice underground Marta Kubisova.

Dall'intervento di Havel:
- "...Ho l'impressione
che dopo 20 anni fuori dal tempo, la storia stia
ritornando nel nostro paese. Dobbiamo ringraziare, e non
è la prima volta che accade, gli studenti amanti
della libertà e i giovani soprattutto, ai quali
appartiene il futuro di questa terra... Il Forum Civico
è oggi il rappresentante effettivo dell'opinione
pubblica cecoslovacca che esprime un pensiero critico, e
comincia ad essere preso sul serio anche dall'attuale
potere politico".
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Preghiera
per le vittime della violenza
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Abbiamo
gridato in seicentomila. Prima e dopo altre decine
di migliaia. Sulla terra non abbiamo ottenuto
ascolto. Adesso il sangue degli innocenti grida al
cielo. Gridano sei milioni di cristiani, insieme ai
milioni di fratelli e sorelle che credono solo
nella giustizia della storia. Il Dio della
verità e dell'amore ascolta i nostri lamenti
e le nostre preghiere. Preghiamo per tutti coloro
che soffrono e sono stati picchiati, per gli
umiliati e gli offesi. Preghiamo per tutti coloro
che hanno fame e sete della giustizia, per coloro
che sono perseguitati, torturati, imprigionati,
offesi e disonorati a causa della verità e
della libertà, i diritti umani e la
giustizia, e per coloro che soffrono per il Tuo
nome. Preghiamo per i puri di cuore e gli operatori
di pace. Preghiamo per coloro che ci fanno
violenza.
Fa', ti preghiamo, che non rispondiamo al male con
il male, alla violenza con la violenza, all'odio
con l'odio.
Dacci, ti preghiamo, amministratori della cosa
pubblica saggi, giusti, responsabili e aperti.
Ti preghiamo per i nostri giovani che tornano a
sventolare il vessillo della speranza per il futuro
della nostra nazione: che siano onesti e saldi,
coraggiosi e giudiziosi.
Dacci, Signore, tutta la fede, la speranza e la
carità, la forza e la conoscenza che
possiamo e dobbiamo dimostrare nei fatti.
Amen.
(J.
Zverina. La gioia di essere Chiesa, p
59).
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