Il 22 novembre M.
Stepan si incontra con il cardinal Tomasek nello sforzo
disperato di guadagnar consensi e sfruttare l'autorevolezza
del primate. Tomasek protesta poi contro la disinformazione
sull'incontro: "...Come pastore della Chiesa cerco di non
respingere nessuno che mi chiede un colloquio. L'incontro
col signor Stepan tuttavia non è quel dialogo che ho
invocato invano per anni... La Chiesa cattolica sta
interamente dalla parte del popolo in questa lotta.
Ringrazio tutti coloro che ora si impegnano per il ben di
tutti, e ho piena fiducia nel Forum civico che è
diventato il portavoce della nazione".
23
novembre. Alle 16,
circa 300.000 cittadini partecipano alla manifestazione in
piazza San Venceslao. Prendono la parola dal balcone della
Melantrich R. Hrusinsky, I. Skoda, J. Hromadka, V. Havel, V.
Komarek, I. Petruzela. Non vi sono incidenti. Alle 17.30 la
manifestazione è sciolta ma la gente continua ad
affollare la piazza.
Informativa dell'ufficio politico dei ministeri degli
interni federale e ceco sulla situazione:
- "Compagni, alcuni
elementi parassiti cercano di approfittare dell'attuale
situazione di tensione e discussione. Si moltiplicano gli
atti di violenza e altre forme di violazione dell'ordine
pubblico che minacciano le vite, l'incolumità e le
proprietà socialista e personale. Sui vostri posti
di lavoro prendete le misure necessarie per garantire i
diritti, le libertà e le garanzie sociali dei
nostri cittadini, secondo l'esempio della pubblica
sicurezza che agisce sulla base del suo mandato legale e
costituzionale. Non permettete che risolvendo i problemi
politico-sociali si aprano degli spazi agli elementi
criminali e alle altre forze antisociali".
I funzionari dell'esercito
appoggiano invece "il programma del Partito comunista, la
perestrojka e la democratizzazione, unica alternativa a
vantaggio dei nostri lavoratori. Gli ultimatum e le
richieste irrealistiche dei gruppi di opposizione, la
critica imprudente di ciò che è già
stato realizzato, la calunnia di tutto ciò che fa
parte del socialismo, tutto questo non è decisamene
la via per un ulteriore sviluppo... Ancora ribadiamo di
poter servire il popolo di questa bella terra, il popolo che
crea, sotto la guida del Partito comunista, i propri valori,
affinchè gli interessi della patria e le conquiste
del socialismo possano essere garantite".
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Dichiarazione
del Forum Civico
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...
La situazione in questi momenti è ancora
aperta, abbiamo davanti molte possibilità e
abbiamo due certezze. La prima di esse è che
non ci può essere ritorno alla forma
precedente di governo totalitario, che ha portato
la nostra terra sul baratro della crisi spirituale,
morale, politica, economica ed ecologica. La nostra
seconda certezza è che vogliamo vivere in
una Cecoslovacchia libera, democratica e prospera,
che dovrà ritornare in Europa; e questo
ideale non lo tradiremo qualunque cosa accada nei
prossimi giorni. Il Forum Civico si rivolge a tutti
i cittadini della Cecoslovacchia affinchè
appoggino le richieste fondamentali tramite lo
sciopero generale indetto per lunedì 27
novembre dalle 12. Dal successo dello sciopero
dipenderà se il nostro paese intende porsi
in modo pacifico sulla via verso un ordinamento
sociale democratico, oppure se vince il gruppo
solitario di stalinisti che vogliono mantenere il
potere e i privilegi ad ogni prezzo, mascherandoli
con slogan sulla perestrojka".
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N.B.
Qui,
come del resto in tutta la cronologia di questi giorni
memorabili, abbiamo ovviamente tralasciato l'80 per cento
dei testi a nostra disposizione (prese di posizione,
appelli, interventi, ecc. di vari organi, enti, singoli
cittadini). Vogliamo però evidenziare come vi fossero
anche divergenze di opinione. Per esempio, la dichiarazione
degli operai della fabbrica "Tatra" esprime al punto 6 "il
disaccordo con le dichiarazioni del governo cecoslovacco",
solidarizzano "pienamente con gli studenti e gli artisti in
sciopero" (punto 8), e valutano "l'importanza del dialogo
tra il presidente del governo Adamec con i rappresentanti
dei gruppi informali". Gli operai della fabbrica di motori
diesel "ZWP" invece, pur appoggiando le richieste di
riforme, si schierano con più cautela dando "piena
fiducia al premier compagno Ladislav Adamec".
Informativa
dei lavoratori della tv cecoslovacca sull'imposizione della
censura: "Egregi concittadini! Con rammarico dobbiamo
comunicarvi che da oggi 23 novembre la televisione
cecoslovacca non è più nelle mani dei suoi
lavoratori. Ed è ancora più triste che
ciò avvenga in un momento in cui l'intera nazione
attende con speranza un'informazione il più possibile
obiettiva dalla capitale".
24
novembre. Dimissioni del politburo
e della segreteria del Partito. Intanto la capitale è ancora
teatro di manifestazioni. Viene eletto il nuovo segretario del Partito,
K. Urbanek. A. Dubcek si reca a Praga. V. Havel comunica che il Forum
civico è pronto alle trattative con il governo.
Un passo avanti e due indietro
Il "Rude Pravo" rende nota l'elezione, a scrutinio segreto, del
compagno Karel Urbanek (a sinistra nella foto)a nuovo segretario
generale del CC del Partito (136 voti a favore, 7 contro). In tarda
serata il vecchio CC si scioglie per lasciare il posto alle nuove candidature:
"Il Comitato centrale, consapevole delle proprie responsabilità
verso il Partito e verso il popolo, ha accolto le dimissioni di tutti
i membri e i candidati della presidenza e della segreteria del CC, e
ha eletto la nuova amministrazione del Partito:
membri
della presidenza: Karel Urbanek, Josef Cizek, Miroslav Huscava, Ignac
Janak, Ivan Knotek, Jozef Lenart, Miroslav Stepan, Miroslav Zajic, Miroslav
Zavadil. Candidati alla presidenza: Josef Haman, Vladimir Herman, Miroslava
Nemcova, Ondrej Saling. Segretari e membri della segreteria: Karel Urbanek,
Ivan Knotek, Jozef Lenart, Frantisek Hanus, Otto Liska, Miroslav Zajic.
Membri della segreteria: Zdenek Horeni, Josef Mevald, Vasil Mohorita".
Il nuovo esecutivo di Partito propone vari punti: prevede l'elaborazione,
entro la metà di dicembre, di un "programma d'azione" in preparazione
al XVIII congresso, che possa dare "risposte concrete" alle questioni
del rinnovamento del socialismo, della perestrojka in politica, nell'economia
e nella società. Chiede agli organi di sicurezza di non usare
la forza nei conflitti sociali, se non in caso di estrema necessità.
"Esprime rincrescimento per gli avvenimenti del 17 novembre a Praga.
L'intervento della polizia è da ritenersi un errore politico"
(non quindi una violazione dei diritti civili, no, solo una questione
politica), su cui si dice di voler fare chiarezza. "Il Partito intende
condurre il dialogo con tutti coloro che rispettano la Costituzione
cecoslovacca", e chiama alla "collaborazione e corresponsabilità"
tutti i cittadini "senza distinzione di convinzioni e confessioni".
Viene chiesto di collaborare alla ricostruzione del governo nazionale
anche ai rappresentanti di altri partiti politici, e si afferma di voler
porre sul tappeto una discussione relativa alla nuova costituzione e
alle leggi su manifestazioni, famiglia, scuola e stampa. Il nuovo CC
condanna le manifestazioni di protesta e gli scioperi come metodo per
risolvere i problemi sociali. L'amicizia e la collaborazione con l'URSS
sono fuori discussione.
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Dalla
dichiarazione del club democristiano del Movimento
per la libertà civile.
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"Amici,
siamo pieni di gioia per la canonizzazione della
nostra Agnese premyslide. Siamo pieni di angoscia e
di aspettativa per questi giorni... Speriamo che
vengano accolte le richieste più importanti
riguardanti le elezioni libere, il sistema
democratico pluralista e la correzione dei peggiori
sbagli dell'epoca passata. Speriamo di metterci
tutti sulla via di un futuro civilmente più
pulito... Mentre i marxisti volevano cambiare
l'uomo con il mutamento delle strutture sociali,
noi vogliamo fare al contrario, cambiare prima noi
stessi in persone civilmente responsabili. Per
interi decenni siamo stati educati e spinti a
rimanere nel privato e a ritirarci dalla dimensione
della vita pubblica. Così è sorta la
cultura in cui oggi tutti viviamo, la cultura della
paura e dell'odio reciproco, la cultura
dell'invidia e dell'angoscia. L'uscita dall'attuale
crisi economica, politica, ecologica e morale
sarà difficile e lunga... L'entusiasmo di
questi giorni verrà sostituito da un lavoro
duro e difficile. Ma sarà un lavoro carico
di significato, che porterà a qualcosa, che
veramente servirà al bene comune..."
V. Benda
J. Cuhra
M. Freiova
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Santa Agnese di
Boemia
25
novembre. Nel duomo di
san Vito il cardinal Tomasek celebra una messa (sopra
nella foto) per la canonizzazione di Agnese di Boemia;
nella capitale affluiscono centinaia di migliaia di
pellegrini che, al termine della funzione, confluiranno con
altri cittadini nella spianata del Letna (foto in
basso), dove parlano Havel e Dubcek, in diretta
televisiva. A Bratislava si concentrano 10.000 manifestanti
ad un raduno organizzato dall'opposizione; discorso di M.
Knasko, leader dell'Opinione pubblica contro la violenza. Il
presidente Husak, su richiesta dell'opposizione, annuncia la
sospensione dei procedimenti penali contro gli attivisti
Carnogursky, Kusy, Ruml, Zeman, Uhl, Jirous, Polsky e
Starek. A sera, riunione straordinaria del Comitato praghese
del Partito, durante la quale la presidenza Stepan dà
le dimissioni (sostituito da V. Pazler). Discorso di Karel
Urbanek alla tv: il segretario generale usa toni concilianti
verso l'opposizione ma ricorda che la Cecoslovacchia
"è nel cuore dell'Europa e il cuore, come si sa,
può avere un infarto. Non permettiamo che la nostra
patria con le sue profonde tradizioni democratiche abbia un
infarto". A sera, intervento di Vaclav Havel alla
tv:
- "Cari amici, mi
rivolgo a voi per la prima volta dalla tv cecoslovacca, e
non a nome mio, come scrittore, ma come rappresentante
del Forum civico. E' un movimento sorto spontaneamente
qualche giorno fa, ma che già in questi pochi
giorni può dire responsabilmente di rappresentare
coloro che hanno una visione critica verso la politica
dell'attuale governo del nostro Stato. Il nostro scopo
è far sì che si possa vivere degnamente,
che i cittadini siano gentili gli uni verso gli altri,
che si rialzino dalle brutture, che si divincolino da
quella strana ideologia che è stata loro inculcata
e secondo la quale l'uomo deve pensare a se stesso e non
al futuro, e non agli altri. Occorre rompere questa
demagogia della demoralizzazione. Il risveglio civile
condurrà a una società capace di
strutturarsi da sé...".
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