
L'incontro fra i rappresentanti del Forum
(a sin. si riconoscono V. Havel, V. Klaus, in fondo J.
Carnogursky) e Adamec (a destra).
26
novembre. Nell'Obecny
Dum in serata, incontro tra la delegazione del governo
cecoslovacco con i rappresentanti del Forum civico. Adamec
incontra Havel. Le trattative si svolgono a porte chiuse.
Alla fine padre Maly è autorizzato a dire solamente
che Adamec interverrà alla manifestazione del
pomeriggio e sperano che entro il lunedì successivo
tutti i prigionieri di coscienza sarebbero stati liberati.
Adamec sottolinea che si tratta di un ulteriore passo sulla
via del dialogo già avviato, ma rammenta che nel
paese esistono leggi che non si possono cambiare dall'oggi
al domani.
Riunione straordinaria del Comitato centrale del Partito sui
cambi al vertice, si decide un congresso straordinario per
il 26 gennaio 1990, si sottolinea la strada del dialogo per
trovare una "soluzione politica" alla situazione. Nel
frattempo vengono impartite istruzioni per contrastare le
iniziative del Forum, per es. "ostacolarne la diffusione
nelle città e nei paesi", "separare gli studenti dal
Forum", "rallentare la revisione della Costituzione",
"mantenere l'economia su base socialista", "mantenere il
controllo della tv", "allinearsi all'URSS anche riguardo ai
fatti del '68". Alcuni nomi illustri che escono di scena: J.
Lenart (commissione politica estera), M. Stepan (cultura,
capo del PC praghese), M. Zavadil (politica sociale), J.
Fojtik (commissione ideologica).
Nuovo raduno di cittadini al Letna: ormai è presente
l'intera capitale. Interventi in diretta televisiva di V.
Havel e di L. Adamec. A Bratislava M. Mnasko guida una nuova
manifestazione; la Slovacchia aderisce allo sciopero
generale del giorno dopo.

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Le
Basi programmatiche del Forum
civico
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"Il
nostro paese si è venuto a trovare in una
profonda crisi etica, spirituale, ecologica,
sociale, economica e politica... Il monopolio del
Partito in tutti i posti chiave ha creato un
sistema di vassallaggio ingiusto che ha paralizzato
l'intera società. La gente è
così sottoposta al ruolo di semplice
esecutrice degli ordini dei potenti. Le sono negati
i diritti umani, civili e politici fondamentali".
Il programma prosegue elencando 7 punti,
riguardanti il sistema statale democratico (nuova
Costituzione, garanzie legislative, sistema
giudiziario indipendente); il sistema politico; la
politica estera (per avere "un posto adeguato in
Europa e nel mondo"); l'economia nazionale; la
giustizia sociale (porre "le condizioni per lo
sviluppo e l'affermazione delle capacità di
ciascuno"); l'ambiente; la cultura e l'istruzione
("la cultura non può essere solo appannaggio
degli artisti, degli scienziati e degli insegnanti,
ma una modalità di vita di tutta la
società civile. Dobbiamo liberarci dai
vincoli di qualsiasi ideologia e superare la
separazione artificiale dalla cultura mondiale").
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Sciopero
generale
27
novembre. Ore 12:
comincia lo sciopero generale di due ore proclamato
dall'opposizione, cui aderisce l'intera repubblica. Il Forum
civico chiede formalmente libere elezioni. In piazza S.
Venceslao a metà pomeriggio si radunano centinaia di
migliaia di persone. Discorsi di V. Klaus (OF) e altri
rappresentanti di partiti politici e degli
studenti.

"Lepe jit pet minut pesky nez zustat v puli
cesty!"

28
novembre. Il Forum
civico chiede ai rappresentanti del governo il rilascio di
tutti i prigionieri politici, la sospensione dei
procedimenti penali contro dissidenti, le dimissioni del
presidente Husak, la condanna dell'invasione delle truppe
del Patto di Varsavia nel '68, libertà religiosa, di
stampa e di associazione. Si decide l'abrogazione di tre
articoli della Costituzione (il 4, il 6 e il 16) che
stabiliscono il monopolio del Partito comunista, e la
formazione, entro il 3 dicembre, di un nuovo governo
federale. Nel frattempo cesseranno gli scioperi di studenti
e artisti.
29
novembre. L. Adamec
incontra i rappresentanti delle confessioni religiose. Il
Parlamento vota la fine del monopolio politico del PC e del
Fronte nazionale, e l'abolizione dell'impostazione
marx-leninista nell'educazione e nella cultura. A Bratislava
si incontrano rappresentanti dell'opposizione con incaricati
del governo slovacco.
30
novembre. Il primo
ministro Adamec si dice favorevole ad una rivalutazione
della Primavera di Praga. Il politburo condanna
ufficialmente l'intervento delle truppe del Patto di
Varsavia nel '68 come "ingiustificato" ed "errato", e
propone all'URSS di formare una commissione per rivalutarne
la portata storica; chiesto a Mosca il ritiro delle truppe
sovietiche stanziate in Cecoslovacchia. A Bratislava nuova
manifestazione promossa dall'Opinione pubblica contro la
violenza
Cade la cortina di
ferro
30
novembre.
Il governo approva la
rimozione del filo spinato lungo la frontiera con l'Austria.
Il ministero dell'istruzione abroga l'insegnamento del
marxismo nelle superiori.
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Erano
ancora pronti a tutto
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Dall'informativa
del ministero degli interni federale alle forze di
pubblica sicurezza e alla Milizia popolare, 27
novembre: "Egregi compagni, negli ultimi giorni i
collettivi di lavoro e di Partito, gli organi e il
Fronte nazionale hanno espresso preoccupazione per
la grave situazione che si è creata a Praga
e nelle altre città della nostra patria. E'
il risultato dei ripetuti tentativi delle forze
antisocialiste, appoggiate e ispirate dall'estero,
che mirano a sfruttare il processo di
ristrutturazione e democratizzazione avviato e
condotto dal Partito comunista cecoslovacco, e a
portare a termine il loro intento distruttivo.
Queste forze sfruttano la naturale tendenza dei
lavoratori e soprattutto della giovane generazione
per trovare soluzioni rapide ed adeguate ai
problemi sociali, e si pongono con la loro
attività contro la politica del Partito e
gli organi dello stato socialista... Valutiamo
positivamente il fatto che tutti i funzionari e
dipendenti del ministero degli interni abbiano
eseguito con decisione e senza indugi i propri
compiti di servizio negli ultimi giorni, e che essi
assicurino responsabilmente e attivamente tutti i
rimanenti doveri per difendere l'istituzione
statale socialista e i successi della costruzione
del socialismo".
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