"Pravda a laska zvitezi"

2 dicembre. Viene disarmata la milizia popolare.
3 dicembre. Presentato il nuovo governo, con a capo L. Adamec, composto ancora però da 16 comunisti contro 5 ministri non comunisti. Condanna l'invasione del '68. L'opposizione respinge la composizione del nuovo governo: manifestazioni in tutte le città. Il Forum civico e l'Opinione pubblica contro la violenza minacciano un altro sciopero generale se non ci saranno mutamenti nella composizione del governo. Padre Zverina chiede le dimissioni del segretario per gli affari della Chiesa, Janku, e lo scioglimento dell'associazione filogovernativa per il clero Pacem in terris.
5 dicembre. I cittadini scendono nuovamente in piazza per chiedere le dimissioni del nuovo governo. Adamec incontra l'opposizione per formulare un rimpasto governativo, viene decisa la riabilitazione dei militanti comunisti espulsi dal partito dopo la Primavera del '68.
6 dicembre. Proseguono i colloqui tra governo e opposizione, si apre il processo per i fatti del 17 novembre. Adamec si dimette dalla funzione di presidente del consiglio; Jakes e Stepan sono espulsi dal Partito. A Bratislava viene formato il nuovo governo slovacco composto da 24 membri; primo ministro è R. Suster.
7 dicembre. Marian Calfa, vice-presidente del consiglio dei ministri, riceve l'incarico di formare un nuovo governo.
8 dicembre. Il presidente Husak proclama l'amnistia per i detenuti politici. Intanto a Bratislava dal governo appena costituito si dimettono 6 ministri.
10 dicembre. Il presidente Husak rassegna le dimissioni. Viene presentato il nuovo governo: M. Calfa è primo ministro; Il Forum è presente con J. Dienstbier (min. esteri), V. Klaus (min. finanze), P. Miller (min. lavoro e problematiche sociali); J. Carnogursky di Pubblico contro la Violenza è nominato primo vicepremier. Manifestazione in piazza San Venceslao per la giornata internazionale dei diritti umani.

NUOVO GOVERNO federale di unità nazionale (10 dicembre 1989 - 27 giugno 1990)

premier: Marian Calfa
primi vicepremier: J. Carnogursky, V. Komarek
vicepremier (con varie scadenze temporali): O. Bursky, F. Reichel, V. Dlouhy, J. Hromadka, F. Pitra, P. Pithart, M. Cic, J. Carnogursky, V. Komarek, J. Dienstbier, A. Delong, V. Vales.

Ministri

esteri: J. Dientsbier
difesa: M. Vacek
interni: (dal 30/12/89) R. Sacher
trasporti: F. Podlena
finanze: V. Klaus
costruzioni e tecnologia: K. Vodrazka; S. Stracar (dal 13/2/90)
risorse energetiche: F. Pinc; J. Suva (dal 13/2/90)
lavoro e problematiche sociali: P. Miller
commercio estero: A. Barcak
agricoltura: O. Bursky; R. Kutnar (dal 12/5/90)
comunicazioni (dal 1/2/90): R. Martinko


12 dicembre. L'associazione filogovernativa per il clero Pacem in terris, già condannata dal Vaticano e dal primate Tomasek, decide lo scioglimento. A Bratislava viene formato un nuovo governo slovacco, guidato dal primo ministro Milan Cic, affiancato dal vice-primo ministro V. Ondrus, membro dell'opposizione.
13 dicembre. I lavori del nuovo governo sembrano improntati a svolte storiche. Garantite libere elezioni entro il luglio 1990, riforme economiche e legislative per la creazione di un vero stato di diritto. L'opposizione propone V. Havel come candidato alla carica di presidente della repubblica.
28 dicembre. Alexander Dubcek viene eletto presidente del parlamento federale al posto di S. Kukral.
29 dicembre. Vaclav Havel viene eletto presidente cecoslovacco.


Praga, 17.11.2004

Dignitatis memores ad optima intenti.