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Bibliografia: S. Simulcik, Svetlo z podzemia, Presov 1997, R. Lesnak, Listy z podzemia, Bratislava 1998. Nel
periodo 1969-89 uscivano in Slovacchia due tipi di samizdat:
quello proveniente dagli ambienti dell'intelligencija
laico-liberale, e quello di origine cristiana. Negli anni
'70 il cristianesimo in Slovacchia stava vivendo un nuovo
dinamismo, conseguenza della fine degli anni '60 quando dal
carcere erano tornati sacerdoti, religiosi e laici, e gli
attivisti religiosi della fine degli anni '40. In Slovacchia
hanno avuto un ruolo fondamentale
e , collaboratori dell'allora vescovo-operaio mons.
Korec.
La base della rinascita religiosa, e anche della Chiesa
clandestina, furono le piccole comunità, composte di
5-10 persone, che contribuirono a far comprendere e a vivere
più profondamente la fede. Il loro compito, come si
espresse Jukl, fu quello di educare l'intelligencija
cristiana nella società socialista: non si trattava
solo di una introduzione alla vita cristiana, ma di un
approfondimento culturale dei vari aspetti della fede. Le
prime comunità sorsero all'inizio degli anni '70
soprattutto nella capitale, Bratislava, dove erano
concentrate la maggior parte delle scuole superiori; proprio
qui crebbero i primi gruppi dove si riunivano segretamente
gli studenti. Il contenuto degli incontri si può
riassumere in tre forme: preghiera spontanea e meditazione
su testi biblici; approfondimento filosofico-teologico
mirato all'interesse del gruppo; una parte pratica relativa
all'apostolato, all'informazione sulla vita della Chiesa
perseguitata, allo scambio di esperienze, al monitoraggio
della stampa ufficiale, ecc. riassume così l'esperienza di quegli anni:
Dietro a tutte queste attività portate avanti dai laici c'era la figura del vescovo Korec: "Possono toglierci molte cose, la letteratura, il samizdat ecc., ma non possono toglierci le piccole comunità in cui si riuniscono soprattutto i giovani. Su questo non possiamo indietreggiare di un passo". Un ruolo importante nello sviluppo di questi gruppi era quello dei loro animatori, perlopiù laici, usciti dalle stesse comunità. L'aiuto spirituale e la preparazione degli esercizi era svolto da religiosi clandestini e anche da sacerdoti a cui era stato tolto il permesso statale di officiare. Al termine degli studi molti giovani rientravano nei loro paesi e qui potevano a loro volta formare piccoli gruppi. Piano piano queste comunità composte da giovani, famiglie e sacerdoti si diffusero in tutta la Slovacchia, formando così un nuovo movimento spirituale, che conservò e rinfocolò la fede. Una delle funzioni di queste comunità era lo scambio di informazioni. All'inizio degli anni '70 non era possibile avere una grande quantità di informazioni sull'operato della Chiesa. Era evidente soprattutto la mancanza di materiali al di fuori dell'area della capitale, per cui fu necessario iniziare lo scambio e la diffusione di informazioni allargando il raggio e dando impulso così al samizdat ceco e slovacco. Due modelli erano già presenti nel blocco sovietico: la "Cronaca" della Chiesa cattolica lituana e l'esempio polacco. Nel 1973 uscì il primo samizdat slovacco, "Orientacia", rivolto soprattutto ai sacerdoti della diocesi di Spis; anche se di tiratura ridotta (una ventina di copie) e diffusione piuttosto locale, fu il primo esempio slovacco. Una decina d'anni dopo, nell'82, uscì un samizdat capace di essere distribuito in tutta la Slovacchia, "Nabozenstvo a sucanost" (Religione ed epoca contemporanea"), diretto alle piccole comunità e da esse distribuito, e che ne costituiva un legame. Di anno in anno si aggiungevano altri periodici samizdat, nati soprattutto da comunità religiose e movimenti clandestini. |
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Stampare
mille copie di samizdat non era impresa da poco, così come era
altrettanto complesso farlo arrivare nelle mani di chi lo aspettava. Si
possono individuare cinque tipi di diffusione:- personale, non organizzata,
che avveniva durante incontri personali nei gruppi; - rete di famiglie
(soprattutto per il periodico "Rodinne spolocenstvo", "Comunità
familiare", appunto); - rete delle scuole superiori; - rete che copriva
il territorio slovacco: composta dagli studenti che si recavano nella
capitale per gli studi e poi, rientrando nelle località di origine,
attivavano nuovi gruppi sulla base della loro esperienza precedente; i
responsabili di questi gruppi (nell'89 ce n'erano 17 in tutta la Slovacchia
) si riunivano in incontri provinciali tenuti 4 volte all'anno (chiamati
"zabavy", "feste") e che richiamavano 10-50 persone, dove fra altre cose
veniva distribuito e scambiato materiale samizdat. Dal 1975 si compose
così una rete capillare estesa a 150 località e guidata
da circa 400 responsabili. - distribuzione tramite i religiosi: essendo
gli ordini religiosi fuorilegge, queste comunità funzionavano in
clandestinità. La produzione del samizdat si svolgeva utilizzando
vari strumenti, dalla macchina da scrivere con la carta carbone (samizdat
degli anni '70, produzione massima di una cinquantina di copie, con tutti
i rischi relativi: correggere un errore diventava poi un'impresa disperata,
e la qualità scadeva quanto più la copia era in fondo),
al ciclostile, al più moderno offset. La tiratura più ampia
raggiungeva i 1000 esemplari, ma dipendeva dalla tecnica, dalla possibilità
di distribuzione e dalla quantità dei collaboratori: realizzare
un samizdat di 100 copie di 60 pagine ciascuna necessitava di almeno 4
settimane di lavoro (basti pensare alla "rilegatura" manuale di migliaia
e migliaia di fogli). Suddivisione
per generi:- Bambini: Svetlo;- Giovani: ZrNO;- famiglie: Rodinne spolocenstvo;
- cultura: Nabozenstvo a sucanost, Historicky zapisnik (storia), Hlas
Slovenska (storia), Radost a Nadej (filosofia), Bratislavske Listy (politica);
- preti: Orientacia, Una Sancta Catholica;- informativi generali: Katolicky
mesacnik, Svedectvo, Vyber;- spiritualità: Myslienki z veceradla,
Nove Turice s Mariou, Serafinsky svet Alcuni
dei principali tipografi, stampatori, redattori...: J. Roman (sacerdote
dopo l'89), P. Murdza (nel 1987 consacrato sacerdote clandestinamente),
I. Polansky (4 anni di carcere per aver stampato samizdat; dopo l'89 parlamentare),
E. Klcovanska (docente universitaria), L. Stromcek (nel 1988 consacrato
sacerdote clandestinamente), A. Vojtekova, V. Fekete (nel 1983 consacrato
sacerdote clandestinamente), P. Hat'apka, V. Jukl, M. Lauko (procuratore),
H. Drost (olandese, membro di Open Doors), F. Miklosko, J. Carnogursky,
V. Durkovic (docente).
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