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Nato
nel 1913 in una famiglia povera, fu ordinato nel 1938 con il
nome di Anastaz e si laureò a Roma nello stesso anno.
Rientrato in patria, fu abate del monastero benedettino di
Brevnov, a Praga. Arrestato il 19 settembre 1949, accusato
di spionaggio e alto tradimento per essersi recato
più volte in Vaticano prima del febbraio 1948. "Nel
dicembre 1949 - raccontava in un'intervista - introdussero
un nuovo regime carcerario: per 14 ore al giorno dovevamo
muoverci, camminare o stare in piedi; potevamo sederci solo
durante la colazione o il pranzo. Molti non ce la fecero e
preferirono firmare qualsiasi documento". Condannato
all'ergastolo durante il processo-farsa ai rappresentanti
dei vescovi nel dicembre 1950, scontò la pena
dapprima a Ruzyn, poi a Valdice, Kartouzy, a Leopoldov e a
Praga. Di nuovo trasferito a Leopoldov dopo il 1953, vi
rimase fino al 1960. Rilasciato, si stabilì a Brevnov
dalla madre, e trovò lavoro nel cantiere e
successivamente nel magazzino della Galleria Nazionale.
Riabilitato, nel dicembre 1968 si recò in Austria a
visitare dei parenti, scelse l'esilio e si rifugiò
nel monastero di Rohr, in Germania, nella locale
comunità benedettina espulsa dalla Cecoslovacchia
dopo la guerra. Rientrò in Cecoslovacchia solo dopo
la rivoluzione dell'89 e riprese le funzioni di abate e
direttore dei benedettini cechi. E' morto il 25 agosto 1999
mentre era in visita al monastero di Rohr. Ha lasciato
diverse opere di poesia e memorie. E' una delle grandi
figure della Chiesa ceca del XX secolo
Autunno in
Italia
L'autunno s'avvicina piano piano.
E le rose, oh le rose, mi feriscono con il loro
profumo
E con lo splendore improvviso dei colori
chetano il dolore.
E' settembre sui filari
di vite,
forte è l'odor dell'uva nei piatti
si sente sulle labbra che l'han consumata a
cena.
Solo la magia della
notte non supera il freddo
e il mare, sazio del caldo dell'estate,
ti seduce vezzoso
e ti costringe a non esitare.
(da: Slova
a Slovo, 1987 - nostra traduzione)
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